Egitto, ancora repressioni: in carcere Malek Adly avvocato per i diritti umani
Al via la petizione per la scarcerazione dell’attivista per i diritti umani. COSPE onlus ha lanciato su Progressi un appello al Ministro degli Esteri e della Cooperazione Internazionale Paolo Gentiloni perché intervenga subito per la liberazione immediata del giovane
ROMA - A inizio maggio Malek Adly, avvocato e attivista per i diritti umani, è stato incarcerato in Egitto con l'accusa di incitamento alla protesta, diffusione di false notizie, minaccia alla stabilità e all’unità nazionale.
COSPE onlus ha lanciato su Progressi un appello al Ministro degli Esteri e della Cooperazione Internazionale Paolo Gentiloni perché intervenga subito per la scarcerazione immediata del giovane.
Si era esposto anche per Giulio Regeni. Malek, oltre ad avere difeso in tribunale diversi casi legati alle libertà e ai diritti civili di tanti cittadini, di recente stava trattando il caso della cessione da parte del governo egiziano, senza alcuna consultazione nazionale, delle isole di Tiran e Sanafir all'Arabia Saudita. Inoltre, l’attivista si era esposto pubblicamente sulla vicenda di Giulio Regeni: l'avvocato è stato tra i primi a denunciare la scomparsa del ricercatore italiano. Tutto questo lo ha res…
COSPE onlus ha lanciato su Progressi un appello al Ministro degli Esteri e della Cooperazione Internazionale Paolo Gentiloni perché intervenga subito per la scarcerazione immediata del giovane.
Si era esposto anche per Giulio Regeni. Malek, oltre ad avere difeso in tribunale diversi casi legati alle libertà e ai diritti civili di tanti cittadini, di recente stava trattando il caso della cessione da parte del governo egiziano, senza alcuna consultazione nazionale, delle isole di Tiran e Sanafir all'Arabia Saudita. Inoltre, l’attivista si era esposto pubblicamente sulla vicenda di Giulio Regeni: l'avvocato è stato tra i primi a denunciare la scomparsa del ricercatore italiano. Tutto questo lo ha res…
ROMA - A inizio maggio Malek Adly, avvocato e attivista per i diritti umani, è stato incarcerato in Egitto con l'accusa di incitamento alla protesta, diffusione di false notizie, minaccia alla stabilità e all’unità nazionale.
COSPE onlus ha lanciato su Progressi un appello al Ministro degli Esteri e della Cooperazione Internazionale Paolo Gentiloni perché intervenga subito per la scarcerazione immediata del giovane.
Si era esposto anche per Giulio Regeni. Malek, oltre ad avere difeso in tribunale diversi casi legati alle libertà e ai diritti civili di tanti cittadini, di recente stava trattando il caso della cessione da parte del governo egiziano, senza alcuna consultazione nazionale, delle isole di Tiran e Sanafir all'Arabia Saudita. Inoltre, l’attivista si era esposto pubblicamente sulla vicenda di Giulio Regeni: l'avvocato è stato tra i primi a denunciare la scomparsa del ricercatore italiano. Tutto questo lo ha reso un bersaglio per le politiche repressive del Governo egiziano. ??È necessario che l'Italia faccia qualcosa in difesa di Malek Adly e dei tanti attivisti impegnati contro i regimi e la repressione e chieda il rispetto dei diritti umani nelle relazioni diplomatiche e commerciali, come stabilito dagli accordi internazionali.
"L'Italia non può più tollerare l'oppressione". “L’attuale governo egiziano ha introdotto una serie di limitazioni delle libertà individuali, di espressione e di informazione – afferma Giorgio Menchini, presidente di COSPE – che minacciano il lavoro e la vita degli attivisti, in questo Paese in cui lavoriamo da quasi 20 anni. Abbiamo lanciato la petizione “Malek Adly libero” perché crediamo che sia necessaria una mobilitazione internazionale per migliorare questa situazione”. “Vogliamo dar voce a chi denuncia la violazione dei diritti umani di cui si sta macchiando il regime di al Sisi in Egitto – afferma Vittorio Longhi, direttore di Progressi – Il nostro Paese, legato al Cairo per motivi geografici, storici e oggi, soprattutto economici, non può tollerare la violenta repressione delle opposizioni che continua a ripetersi al di là del Mediterraneo”.
Come aderire alla petizione. E’ possibile firmare la petizione sul sito di Progressi.
COSPE onlus ha lanciato su Progressi un appello al Ministro degli Esteri e della Cooperazione Internazionale Paolo Gentiloni perché intervenga subito per la scarcerazione immediata del giovane.
Si era esposto anche per Giulio Regeni. Malek, oltre ad avere difeso in tribunale diversi casi legati alle libertà e ai diritti civili di tanti cittadini, di recente stava trattando il caso della cessione da parte del governo egiziano, senza alcuna consultazione nazionale, delle isole di Tiran e Sanafir all'Arabia Saudita. Inoltre, l’attivista si era esposto pubblicamente sulla vicenda di Giulio Regeni: l'avvocato è stato tra i primi a denunciare la scomparsa del ricercatore italiano. Tutto questo lo ha reso un bersaglio per le politiche repressive del Governo egiziano. ??È necessario che l'Italia faccia qualcosa in difesa di Malek Adly e dei tanti attivisti impegnati contro i regimi e la repressione e chieda il rispetto dei diritti umani nelle relazioni diplomatiche e commerciali, come stabilito dagli accordi internazionali.
"L'Italia non può più tollerare l'oppressione". “L’attuale governo egiziano ha introdotto una serie di limitazioni delle libertà individuali, di espressione e di informazione – afferma Giorgio Menchini, presidente di COSPE – che minacciano il lavoro e la vita degli attivisti, in questo Paese in cui lavoriamo da quasi 20 anni. Abbiamo lanciato la petizione “Malek Adly libero” perché crediamo che sia necessaria una mobilitazione internazionale per migliorare questa situazione”. “Vogliamo dar voce a chi denuncia la violazione dei diritti umani di cui si sta macchiando il regime di al Sisi in Egitto – afferma Vittorio Longhi, direttore di Progressi – Il nostro Paese, legato al Cairo per motivi geografici, storici e oggi, soprattutto economici, non può tollerare la violenta repressione delle opposizioni che continua a ripetersi al di là del Mediterraneo”.
Come aderire alla petizione. E’ possibile firmare la petizione sul sito di Progressi.