Beirut, "Nei tribunali militari si processano civili e anche minori"
di MAURO POMPILILa denuncia di Human Rights Watch. l Ministero della Difesa ha affidato la sua risposta formale a una lettera. Nel testo si dice che le affermazioni dell’organizzazione non sono “basate su fatti comprovati”. Ma alcune testimonianze confermano
BEIRUT - Nel 2016 il Libano ha processato centinaia di civili, anche minori, nei tribunali militari e molti di loro hanno subito torture durante gli interrogatori. La denuncia arriva da Human Rights Watch (Hrw) che nei giorni scorsi ha presentato a Beirut il risultato della sua ricerca, invitando il Governo libanese a porre fine a questa pratica che non garantisce un processo giusto agli imputati. Non ci sono cifre confermate sul numero di civili giudicati dai militari. Secondo l’associazione Unione per la protezione dei bambini in Libano sono 355 i minori che hanno subito processi in corti militari. Tra le testimonianze quella dell’avvocato di Haitham, un ragazzo siriano di quindici anni. “Al processo il giudice non ha tenuto in considerazione i segni di tortura evidenti sul suo corpo. Haitham durante l’interrogatorio aveva confessato qualunque cosa, di voler uccidere il Primo Ministro e di voler nuovamente crocifiggere Gesù”.
Giudici senza compe…
Giudici senza compe…
BEIRUT - Nel 2016 il Libano ha processato centinaia di civili, anche minori, nei tribunali militari e molti di loro hanno subito torture durante gli interrogatori. La denuncia arriva da Human Rights Watch (Hrw) che nei giorni scorsi ha presentato a Beirut il risultato della sua ricerca, invitando il Governo libanese a porre fine a questa pratica che non garantisce un processo giusto agli imputati. Non ci sono cifre confermate sul numero di civili giudicati dai militari. Secondo l’associazione Unione per la protezione dei bambini in Libano sono 355 i minori che hanno subito processi in corti militari. Tra le testimonianze quella dell’avvocato di Haitham, un ragazzo siriano di quindici anni. “Al processo il giudice non ha tenuto in considerazione i segni di tortura evidenti sul suo corpo. Haitham durante l’interrogatorio aveva confessato qualunque cosa, di voler uccidere il Primo Ministro e di voler nuovamente crocifiggere Gesù”.
Giudici senza competenze giuridiche. La relazione di Hrw evidenzia alcuni fattori strutturali che minano il diritto a un processo equo nei tribunali militari, tra cui l'elevato numero di giudici senza formazione giuridica, il diritto limitato di ricorso a seguito della decisione del tribunale e le restrizioni per l’accesso del pubblico durante il processo. Alla conferenza, nonostante fossero stati invitati, i rappresentanti del Governo e dell’esercito non hanno partecipato all’incontro. Il solo esponente politico presente era il deputato Elie Keyrouz. Nel 2002 Keyrouz fu arrestato e processato da un tribunale militare, tre anni fa ha portato in Parlamento un disegno di legge per la riduzione delle prerogative dei tribunali militari e impedirgli di giudicare i civili.
La risposta formale del ministero. Il Ministero della Difesa ha affidato la sua risposta formale a una lettera. Nel testo si dice che le affermazioni dell’organizzazione non sono “basate su fatti comprovati” e che “la magistratura militare a tutti i livelli rispetta le norme nazionali e internazionali di diritto, soprattutto per quanto riguarda i diritti umani". "I civili - ha replicato Lama Fakih, vice direttore di Hrw - non possono avere un processo equo davanti alle corti militari in Libano queste sono sotto la giurisdizione del Ministero della Difesa e le udienze sono a porte chiuse e i loro giudici sono spesso gli ufficiali dell’esercito. Gli imputati, compresi i minori, sono stati torturati durante gli interrogatori per estorcere le confessioni, e queste confessioni forzate sono state usate come prova al processo.”
Testimonianze. Per la legge libanese i tribunali militari possono giudicare i civili per spionaggio, tradimento, possesso illegale di armi, e nei casi che coinvolgono anche militari o membri dei servizi di sicurezza. Tra i cittadini che stanno per essere giudicati dalle corti militare anche alcuni degli attivisti che nel 2015 si erano confrontati con la polizia nel corso delle manifestazioni legate alla crisi dei rifiuti. Quattordici rischiano fino a tre anni di carcere. Alcuni di loro hanno partecipato alla presentazione del rapporto di Hrw. “Non avrei mai immaginato che un giorno sarei comparso davanti al tribunale militare, dove si giudicano i terroristi. So che sarà difficile fare appello se sarò condannato. Il processo si trascina da ottobre 2015, voglio che finisca in fretta”, ha detto Cynthia Sleiman, un'insegnante di 27 anni. “Sono stata in carcere per 24 ore, la polizia ci ha maltrattato e non abbiamo nemmeno potuto chiamare le nostre famiglie”.
Gli avvocati parlano di torture. Alcuni avvocati dicono che i loro clienti sono già stati torturati e la confessione estorta usata come prova al processo. Tutto questo anche se il giudizio di civili davanti a tribunali militari in Libano è vietato, in virtù dell’accordo internazionale sui diritti civili, ratificato dal Paese nel 1972. Human Rights Watch ha chiesto al parlamento di modificare il codice di giustizia militare del 1968 e impedire che i civili siano processati da corti militari. “Rifiutiamo l’affermazione che ora non è il momento giusto a causa della minaccia terroristica - ha detto Fakih – il rispetto dei diritti umani non è mai un rischio per la sicurezza.”
Giudici senza competenze giuridiche. La relazione di Hrw evidenzia alcuni fattori strutturali che minano il diritto a un processo equo nei tribunali militari, tra cui l'elevato numero di giudici senza formazione giuridica, il diritto limitato di ricorso a seguito della decisione del tribunale e le restrizioni per l’accesso del pubblico durante il processo. Alla conferenza, nonostante fossero stati invitati, i rappresentanti del Governo e dell’esercito non hanno partecipato all’incontro. Il solo esponente politico presente era il deputato Elie Keyrouz. Nel 2002 Keyrouz fu arrestato e processato da un tribunale militare, tre anni fa ha portato in Parlamento un disegno di legge per la riduzione delle prerogative dei tribunali militari e impedirgli di giudicare i civili.
La risposta formale del ministero. Il Ministero della Difesa ha affidato la sua risposta formale a una lettera. Nel testo si dice che le affermazioni dell’organizzazione non sono “basate su fatti comprovati” e che “la magistratura militare a tutti i livelli rispetta le norme nazionali e internazionali di diritto, soprattutto per quanto riguarda i diritti umani". "I civili - ha replicato Lama Fakih, vice direttore di Hrw - non possono avere un processo equo davanti alle corti militari in Libano queste sono sotto la giurisdizione del Ministero della Difesa e le udienze sono a porte chiuse e i loro giudici sono spesso gli ufficiali dell’esercito. Gli imputati, compresi i minori, sono stati torturati durante gli interrogatori per estorcere le confessioni, e queste confessioni forzate sono state usate come prova al processo.”
Testimonianze. Per la legge libanese i tribunali militari possono giudicare i civili per spionaggio, tradimento, possesso illegale di armi, e nei casi che coinvolgono anche militari o membri dei servizi di sicurezza. Tra i cittadini che stanno per essere giudicati dalle corti militare anche alcuni degli attivisti che nel 2015 si erano confrontati con la polizia nel corso delle manifestazioni legate alla crisi dei rifiuti. Quattordici rischiano fino a tre anni di carcere. Alcuni di loro hanno partecipato alla presentazione del rapporto di Hrw. “Non avrei mai immaginato che un giorno sarei comparso davanti al tribunale militare, dove si giudicano i terroristi. So che sarà difficile fare appello se sarò condannato. Il processo si trascina da ottobre 2015, voglio che finisca in fretta”, ha detto Cynthia Sleiman, un'insegnante di 27 anni. “Sono stata in carcere per 24 ore, la polizia ci ha maltrattato e non abbiamo nemmeno potuto chiamare le nostre famiglie”.
Gli avvocati parlano di torture. Alcuni avvocati dicono che i loro clienti sono già stati torturati e la confessione estorta usata come prova al processo. Tutto questo anche se il giudizio di civili davanti a tribunali militari in Libano è vietato, in virtù dell’accordo internazionale sui diritti civili, ratificato dal Paese nel 1972. Human Rights Watch ha chiesto al parlamento di modificare il codice di giustizia militare del 1968 e impedire che i civili siano processati da corti militari. “Rifiutiamo l’affermazione che ora non è il momento giusto a causa della minaccia terroristica - ha detto Fakih – il rispetto dei diritti umani non è mai un rischio per la sicurezza.”