Milano, il festival dei diritti umani sulla libertà di espressione
Un problema sempre più grave, come dimostrano le chiusure di giornali e le incarcerazioni di giornalisti, i vincoli imposti agli artisti e le abiure chieste agli scrittori, i limiti sollecitati per il web e i social network, accusati di fomentare odio e bullismo.
MILANO - L’immagine simbolo di questa seconda edizione è una frase di Jean Paul Sartre. “Ogni parola ha conseguenze. Ogni silenzio anche” non è un bianco/nero netto, ma una gradazione di grigi. Lottare per la libertà d’espressione non è quindi solo combattere la censura, ma anche comprenderne le mille forme che può prendere, a volte intrecciate e conflittuali. Il Festival dei Riritti Umani - che oggi, giovedì 4 maggio, prosegue alla Triennale di Milano - nella sua seconda edizione, vuole attirare l’attenzione sulla libertà d'espressione, sapendo che si tratta di un problema articolato, sempre più grave, come dimostrano le chiusure di giornali e le incarcerazioni di giornalisti, i vincoli imposti agli artisti e le abiure chieste agli scrittori, i limiti sollecitati per il web e i social network, accusati di fomentare odio e bullismo.
Gli incontri. Il festival prevede incontri con gli studen…
Gli incontri. Il festival prevede incontri con gli studen…
MILANO - L’immagine simbolo di questa seconda edizione è una frase di Jean Paul Sartre. “Ogni parola ha conseguenze. Ogni silenzio anche” non è un bianco/nero netto, ma una gradazione di grigi. Lottare per la libertà d’espressione non è quindi solo combattere la censura, ma anche comprenderne le mille forme che può prendere, a volte intrecciate e conflittuali. Il Festival dei Riritti Umani - che oggi, giovedì 4 maggio, prosegue alla Triennale di Milano - nella sua seconda edizione, vuole attirare l’attenzione sulla libertà d'espressione, sapendo che si tratta di un problema articolato, sempre più grave, come dimostrano le chiusure di giornali e le incarcerazioni di giornalisti, i vincoli imposti agli artisti e le abiure chieste agli scrittori, i limiti sollecitati per il web e i social network, accusati di fomentare odio e bullismo.
Gli incontri. Il festival prevede incontri con gli studenti, organizzati con la collaborazione del CIDI (Centro di Iniziativa Democratica degli Insegnanti), proiezioni di documentari selezionati da Sole Luna Doc Film Festival, e una selezione di lungometraggi scelti da Vanessa Tonnini, programmer e direttrice artistica del Festival Rendez-Vous, dedicato al nuovo cinema francese. E, ancora, mostre, convegni, dibattiti e dialoghi con intellettuali e studiosi italiani e internazionali. L’ingresso al Festival dei Diritti Umani è libero, fino ad esaurimento posti.
Il programma di oggi, 4 maggio. Per oggi il programma prevede di parlare di hate speech e di come si possono combattere gli stereotipi. Alla mattina, con gli studenti, verranno proiettati i film #MyEscape di Elke Sasse e Nuovo Alfabeto Umano di Alessandro Mian e Alessandro Cattaneo, commentati da Alessandro Lanni giornalista, Karim Metref educatore, Khalid Chaouki deputato PD. Nell'altra sala un doppio appuntamento: il documentario Accademia della follia di Anush Hamzehian e l’incontro con Cristina Lasagni Psicoradio; poi la proiezione di Hate Radio di Milo Rau e l’incontro con Fausto Pocar giudice del Tribunale Penale Internazionale.
Nel pomeriggio. In collaborazione con Radio Popolare e nell’ambito del progetto europeo Respect Words, si svolgerà il convegno: "Si può fare tutto senza farsi male, appunti per un nuovo codice deontologico per i giornalisti". Interverranno: Alessandro Lanni giornalista, Marcello Maneri Università Milano-Bicocca, Paola Barretta Osservatorio di Pavia, Marco Di Puma Radio Popolare, Nadia Azhghikina Federazione Europea dei Giornalisti, Marco Bassini e Oreste Pollicino Università Bocconi, Martina Chichi Carta di Roma, Karim Metref educatore. Sempre nel pomeriggio prosegue la programmazione della sezione DOC con la proiezione dei documentari selezionati da Sole Luna Doc Film Festival: Caravane Touareg di Arnaud Zajtman e Marlène Rabaud (Belgio 2016, 57’), L de Libertad di Javier Hernandez e Marc Guanyabens (Spagna 2016, 11’), Dead Ears di Linas Mikuta (Lituania 2016, 42’), Ma fille Nora di Jasna Krajinovic (Belgio/Francia 2016, 16’). Alla sera: Blaxploitalian: 100 Years of Blackness in Italian cinema di Fred Kuwornu (USA 2016, 60’), Intégration Inch'Allah di Kathleen de Béthune (Belgio 2016, 59’)
Per la sezione Book. Ci sarà l’incontro “Era Obama. Adesso è Trump.” con Mario Del Pero, autore di Era Obama: Dalla speranza del cambiamento all'elezione di Trump. In serata ci sarà la premiazione in presenza della regista e la proiezione di Le ciel attendra di Marie-Castille Mention-Schaar, Premio Reset-DoC al Rendez Vous 2017. Un film che descrive con sottigliezza le differenti tappe del processo di seduzione e indottrinamento e il doloroso percorso contrario della de-radicalizzazione di una ragazza che si fa reclutare da alcuni integralisti dell’Isis. Un duro e coraggioso grido di denuncia su un nervo scoperto dell’opinione pubblica europea.
Chi lo organizza. Il tutto è organizzato da Reset-Diritti Umani, con il patrocinio della Presidenza della Camera dei deputati, del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, della Città Metropolitana di Milano, del Comune di Milano, dell’Ordine degli Avvocati di Milano e di Amnesty International. Il comitato di coordinamento e direzione è composto da Paolo Bernasconi, Giancarlo Bosetti e Danilo De Biasio, che ne è direttore.
Gli incontri. Il festival prevede incontri con gli studenti, organizzati con la collaborazione del CIDI (Centro di Iniziativa Democratica degli Insegnanti), proiezioni di documentari selezionati da Sole Luna Doc Film Festival, e una selezione di lungometraggi scelti da Vanessa Tonnini, programmer e direttrice artistica del Festival Rendez-Vous, dedicato al nuovo cinema francese. E, ancora, mostre, convegni, dibattiti e dialoghi con intellettuali e studiosi italiani e internazionali. L’ingresso al Festival dei Diritti Umani è libero, fino ad esaurimento posti.
Il programma di oggi, 4 maggio. Per oggi il programma prevede di parlare di hate speech e di come si possono combattere gli stereotipi. Alla mattina, con gli studenti, verranno proiettati i film #MyEscape di Elke Sasse e Nuovo Alfabeto Umano di Alessandro Mian e Alessandro Cattaneo, commentati da Alessandro Lanni giornalista, Karim Metref educatore, Khalid Chaouki deputato PD. Nell'altra sala un doppio appuntamento: il documentario Accademia della follia di Anush Hamzehian e l’incontro con Cristina Lasagni Psicoradio; poi la proiezione di Hate Radio di Milo Rau e l’incontro con Fausto Pocar giudice del Tribunale Penale Internazionale.
Nel pomeriggio. In collaborazione con Radio Popolare e nell’ambito del progetto europeo Respect Words, si svolgerà il convegno: "Si può fare tutto senza farsi male, appunti per un nuovo codice deontologico per i giornalisti". Interverranno: Alessandro Lanni giornalista, Marcello Maneri Università Milano-Bicocca, Paola Barretta Osservatorio di Pavia, Marco Di Puma Radio Popolare, Nadia Azhghikina Federazione Europea dei Giornalisti, Marco Bassini e Oreste Pollicino Università Bocconi, Martina Chichi Carta di Roma, Karim Metref educatore. Sempre nel pomeriggio prosegue la programmazione della sezione DOC con la proiezione dei documentari selezionati da Sole Luna Doc Film Festival: Caravane Touareg di Arnaud Zajtman e Marlène Rabaud (Belgio 2016, 57’), L de Libertad di Javier Hernandez e Marc Guanyabens (Spagna 2016, 11’), Dead Ears di Linas Mikuta (Lituania 2016, 42’), Ma fille Nora di Jasna Krajinovic (Belgio/Francia 2016, 16’). Alla sera: Blaxploitalian: 100 Years of Blackness in Italian cinema di Fred Kuwornu (USA 2016, 60’), Intégration Inch'Allah di Kathleen de Béthune (Belgio 2016, 59’)
Per la sezione Book. Ci sarà l’incontro “Era Obama. Adesso è Trump.” con Mario Del Pero, autore di Era Obama: Dalla speranza del cambiamento all'elezione di Trump. In serata ci sarà la premiazione in presenza della regista e la proiezione di Le ciel attendra di Marie-Castille Mention-Schaar, Premio Reset-DoC al Rendez Vous 2017. Un film che descrive con sottigliezza le differenti tappe del processo di seduzione e indottrinamento e il doloroso percorso contrario della de-radicalizzazione di una ragazza che si fa reclutare da alcuni integralisti dell’Isis. Un duro e coraggioso grido di denuncia su un nervo scoperto dell’opinione pubblica europea.
Chi lo organizza. Il tutto è organizzato da Reset-Diritti Umani, con il patrocinio della Presidenza della Camera dei deputati, del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, della Città Metropolitana di Milano, del Comune di Milano, dell’Ordine degli Avvocati di Milano e di Amnesty International. Il comitato di coordinamento e direzione è composto da Paolo Bernasconi, Giancarlo Bosetti e Danilo De Biasio, che ne è direttore.