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Israele, i detenuti palestinesi sono al trentaseiesimo giorno di sciopero della fame

"La politica decennale di Israele di arrestare i palestinesi di Gaza e privarli di regolari visite dei familiari non è solo crudele, ma anche una violenta violazione del diritto internazionale". E' quanto si legge in un documento di Amnesty International
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ROMA - "La politica decennale di Israele di arrestare i palestinesi di Gaza e privarli di regolari visite dei familiari non è solo crudele, ma anche una violenta violazione del diritto internazionale". E' quanto si legge in un documento di Amnesty International, di fronte alla sciopero della fame dei prigionieri, cominciato il 17 aprile scorso.

I testimoni. Le testimonianze raccolte dall'organizzazione umanitaria tra i membri delle famiglie dei prigionieri palestinesi detenuti fanno luce sulle sofferenze sopportate dai parenti che, in alcuni casi, sono stati privati per molti anni del diritto di incontrare i loro congiunti detenuti. "La politica di Israele nelle prigioni in Cisgiordania e a nella Striscia di Gaza e all'interno dei confini israeliani è una flagrante violazione della Quarta Convenzione di Ginevra - dice ancora il documento diffuso dell'organizzazione -  è illegale e crudele per le conseguenze, che possono essere …
ROMA - "La politica decennale di Israele di arrestare i palestinesi di Gaza e privarli di regolari visite dei familiari non è solo crudele, ma anche una violenta violazione del diritto internazionale". E' quanto si legge in un documento di Amnesty International, di fronte alla sciopero della fame dei prigionieri, cominciato il 17 aprile scorso.

I testimoni. Le testimonianze raccolte dall'organizzazione umanitaria tra i membri delle famiglie dei prigionieri palestinesi detenuti fanno luce sulle sofferenze sopportate dai parenti che, in alcuni casi, sono stati privati per molti anni del diritto di incontrare i loro congiunti detenuti. "La politica di Israele nelle prigioni in Cisgiordania e a nella Striscia di Gaza e all'interno dei confini israeliani è una flagrante violazione della Quarta Convenzione di Ginevra - dice ancora il documento diffuso dell'organizzazione -  è illegale e crudele per le conseguenze, che possono essere devastanti, sulle persone imprigionate e per i propri cari", ha detto Magdalena Mughrabi, vicedirettore regionale per il Medio Est e Nord Africa presso Amnesty International.

Dietro le sbarre almeno 300 bambini. I palestinesi incarcerati che hanno intrapreso questo lungo sciopero della fame di massa, annunciato dal leader imprigionato Fatah Marwan Barghouthi, avanzano una serie di richieste. Prima fra tutte la fine delle restrizioni di Israele sulle visite e i contatti con i famigliari. Ai detenuti sono vietate le telefonate alle loro famiglie, "per motivi di sicurezza", è la ragione ufficiale. Secondo il Club di prigionieri palestinesi, un'organizzazione non governativa, attualmente sono 6.500 le persone incarcerate, di cui almeno 300 bambini.

Cinquecento persone in galera senza processo. La stragrande maggioranza dei detenuti sono uomini, 57 sono donne, di cui 13 ragazze sotto i 18 anni. Tredici di quelli imprigionati sono membri del consiglio legislativo palestinese. Almeno 500 persone sono detenute senza processo in "detenzione amministrativa", una pratica che frena le garanzie richieste dal diritto internazionale per impedire la detenzione arbitraria. Sono almeno 1.000 i prigionieri ai quali è vietato ogni possibile incontro con i famigliari per "motivi di sicurezza" e circa 15-20 detenuti detenuti sono attualmente in isolamento, ai quali è interdetto ogni rapporto anche con altri detenuti.