NAIROBI - Trentatre persone sono state uccise dalle forze di polizia nei giorni immediatamente successivi alla data del voto presidenziale, l’8 agosto scorso. Lo denuncia un rapporto di 37 pagine a firma congiunta Human Rights Watch e Amnesty International: “Kill those criminals: security forces' violations in Kenya's August 2017 elections”, (uccidete i criminali. Le violazioni delle forze di sicurezza). “Decine di persone sono state uccise e molte altre ferite negli attacchi perpetrati dalla polizia – ha detto Michelle Kagari, vice direttrice regionale di Amnesty International in East Africa - questo uso della forza diventata un'abitudine tra le forze dell'ordine, deve assolutamente cessare prima delle prossime elezioni".
L'accusa di brogli e la reazione violenta agli oppositori. Le morti sarebbero avvenute durante gli scontri tra gli oppositori del vincente Uhuru Kenyatta, presidente in carica dal 2013, e le forze di polizia. Le manifestazioni indette dall'opposizione, guidata da Raila Odinga, per protestare contro i brogli elettorali confermati dalla sentenza del l’1° settembre della Corte suprema kenyana che ha annullato il risultato dell’8 agosto, si sono tenute nella capitale e nelle principali città roccaforti di Raila. Il 26 ottobre è la data in cui dovrebbe svolgersi la seconda votazione. Ma al momento non c’è più niente di certo. Odinga si è ritirato dal voto boicottandolo e Kenyatta non ha alcuna intenzione di rimandare la data e neanche di accettare le riforme richieste dall’opposizione.
"Hanno sparato a caso tra la folla": 33morti. Nel rapporto, i ricercatori delle due organizzazioni hanno accertato che gli agenti hanno spesso sparato a caso sulla folla, facendo irruzione in scuole e asili. La brutalità con cui sono morte queste 33 persone dimostra che e stato fatto un uso indiscriminato della violenza, non giustificata dalle azioni di qualche decina di facinorosi che, approfittando del caos, ha spaccato vetri e fatto irruzioni in negozi e uffici. Le vittime sono morte a causa di asfissia dovuta ai gas dei lacrimogeni o perché picchiate a sangue, altre perche travolte dalla folla in fuga dagli attacchi degli agenti. Stephanie Moraa Nyarangi, 9 anni, è morta mentre era affacciata al balcone del suo appartamento; Lillian Khavere, 40 anni, era incinta di nove mesi quando, colpita da gas lacrimogeni, è stata travolta dalla folla da cui cercava di allontanarsi; Sharon Imenza, 10 anni, ha collassato ed è morta dopo aver visto il corpo di suo padre a terra, nello slum di Kibera a Nairobi.
Pestati anche giornalisti e fotoreporter. Tra gli obiettivi della violenza delle forze dell’ordine, anche giornalisti e fotoreporter. A Nairobi un poliziotto ha distrutto la videocamera di un reporter perché stava filmando un agente che prendeva a calci un giovane supporter disarmato. La capitale in questi giorni è una città blindata e paralizzata. Ad ogni angolo del centro e delle periferie in tumulto, ci sono blindati dell’esercito con agenti in tenuta antisommossa. In attesa del 26 ottobre, il traffico è scomparso e la gente non esce piú di casa.
L'accusa di brogli e la reazione violenta agli oppositori. Le morti sarebbero avvenute durante gli scontri tra gli oppositori del vincente Uhuru Kenyatta, presidente in carica dal 2013, e le forze di polizia. Le manifestazioni indette dall'opposizione, guidata da Raila Odinga, per protestare contro i brogli elettorali confermati dalla sentenza del l’1° settembre della Corte suprema kenyana che ha annullato il risultato dell’8 agosto, si sono tenute nella capitale e nelle principali città roccaforti di Raila. Il 26 ottobre è la data in cui dovrebbe svolgersi la seconda votazione. Ma al momento non c’è più niente di certo. Odinga si è ritirato dal voto boicottandolo e Kenyatta non ha alcuna intenzione di rimandare la data e neanche di accettare le riforme richieste dall’opposizione.
"Hanno sparato a caso tra la folla": 33morti. Nel rapporto, i ricercatori delle due organizzazioni hanno accertato che gli agenti hanno spesso sparato a caso sulla folla, facendo irruzione in scuole e asili. La brutalità con cui sono morte queste 33 persone dimostra che e stato fatto un uso indiscriminato della violenza, non giustificata dalle azioni di qualche decina di facinorosi che, approfittando del caos, ha spaccato vetri e fatto irruzioni in negozi e uffici. Le vittime sono morte a causa di asfissia dovuta ai gas dei lacrimogeni o perché picchiate a sangue, altre perche travolte dalla folla in fuga dagli attacchi degli agenti. Stephanie Moraa Nyarangi, 9 anni, è morta mentre era affacciata al balcone del suo appartamento; Lillian Khavere, 40 anni, era incinta di nove mesi quando, colpita da gas lacrimogeni, è stata travolta dalla folla da cui cercava di allontanarsi; Sharon Imenza, 10 anni, ha collassato ed è morta dopo aver visto il corpo di suo padre a terra, nello slum di Kibera a Nairobi.
Pestati anche giornalisti e fotoreporter. Tra gli obiettivi della violenza delle forze dell’ordine, anche giornalisti e fotoreporter. A Nairobi un poliziotto ha distrutto la videocamera di un reporter perché stava filmando un agente che prendeva a calci un giovane supporter disarmato. La capitale in questi giorni è una città blindata e paralizzata. Ad ogni angolo del centro e delle periferie in tumulto, ci sono blindati dell’esercito con agenti in tenuta antisommossa. In attesa del 26 ottobre, il traffico è scomparso e la gente non esce piú di casa.