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Empatia e reciprocità: ecco come si attiva il cervello quando facciamo un lascito solidale

Uno studio realizzato dalla Harvard Business School ha evidenziato che donare a qualcuno che ne ha bisogno rende molto più felici che comprare qualcosa per sé. A provare maggior coinvolgimento, le donne
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ROMA. Nell'ultimo quinquennio la pratica del testamento solidale ha preso sempre più piede in Italia, al punto che, secondo un'indagine patrocinata dal Consiglio Nazionale del Notariato e realizzata dal Comitato Testamento Solidale, di cui fanno parte 21 organizzazioni *, ad aumentare non sono solo le persone propense a compiere un gesto di generosità ma il valore economico dei lasciti, che registra un incremento del 10%.

A studiare come si attivi la mente umana quando si decide di fare un testamento solidale è la neuroeconomia, campo di indagine nato dalla combinazione tra neuroscienze e analisi del processo decisionale economico. Secondo uno studio svolto dal ricercatore James Russell della Texas Tech University, durante l'atto decisionale di effettuare un lascito testamentario in beneficenza, a livello cerebrale si riscontra una maggiore attivazione nel precuneo e nel giro linguale, aree legate alla funzione di assumere una prospettiva esterna di s…
ROMA. Nell'ultimo quinquennio la pratica del testamento solidale ha preso sempre più piede in Italia, al punto che, secondo un'indagine patrocinata dal Consiglio Nazionale del Notariato e realizzata dal Comitato Testamento Solidale, di cui fanno parte 21 organizzazioni *, ad aumentare non sono solo le persone propense a compiere un gesto di generosità ma il valore economico dei lasciti, che registra un incremento del 10%.

A studiare come si attivi la mente umana quando si decide di fare un testamento solidale è la neuroeconomia, campo di indagine nato dalla combinazione tra neuroscienze e analisi del processo decisionale economico. Secondo uno studio svolto dal ricercatore James Russell della Texas Tech University, durante l'atto decisionale di effettuare un lascito testamentario in beneficenza, a livello cerebrale si riscontra una maggiore attivazione nel precuneo e nel giro linguale, aree legate alla funzione di assumere una prospettiva esterna di sé (ricordando, per esempio, la recente morte di una persona cara) e di provare empatia per gli altri (richiamando alla memoria ricordi vividi della propria vita). Il valore attribuito a un lascito solidale è, dunque, la somma di queesti due elementi.

"Dall'ultima indagine GFK Eurisko del 2016 per Comitato Testamento Solidale è emerso che il 14% dei nostri connazionali è pronto a inserire nelle disposizioni testamentarie un lascito; il 3% ha già dato indicazioni, mentre l'11% è intenzionato a farlo", spiega Rossano Bartoli, portavoce del Comitato Testamento Solidale e segretario generale della Lega del Filo d'Oro".

Un team di ricerca coordinato dal neuroeconomista Ernst Fehr dell'Università di Zurigo ha dimostrato, inoltre, che il modo in cui le aree del cervello interagiscono rivela i motivi alla base di una scelta altruista. Chi si comporta più o meno generosamente nei confronti di un'altra persona può farlo sia per ragioni di empatia (perché si immedesima nell'altro) che di reciprocità (per ricambiare un favore). Una scelta altruista basata sull'empatia o sulla reciprocità attiva dunque connessioni tra le aree diverse del cervello, portando a comportamenti differenti.

Da uno studio del professor Micheal Norton della Harvard Business School effettuato su un campione di oltre 600 persone a cui è stato chiesto per cosa e quanto spendessero durante l'anno e di valutare il proprio livello di felicità, è emerso che chi ha speso di più per gli altri ha anche riportato un maggiore livello di contentezza.

Ma qual è l'identikit del donatore tipo? Da una recente indagine condotta da Comitato Testamento Solidale è emerso che a sottoscrivere un documento di questo tipo, secondo 8 organizzazioni su 10, sono più le donne che gli uomini. Gli italiani che decidono di donare con un lascito una parte dei propri beni a progetti benefici, secondo il 33,3% delle organizzazioni no profit di Comitato Testamento Solidale, sono persone che non hanno avuto, in precedenza, alcun tipo di legame con loro; per il 16,67% delle istituzioni, invece, si tratta di individui che non hanno fatto mancare il loro contributo anche in altre occasioni. Il 50% delle organizzazioni identifica i possibili donatori in coloro che si rispecchiano nella loro mission.

* ActionAid, AIL, AISM, Fondazione Don Gnocchi, Lega del Filo d'Oro, Save the Children, Aiuto alla Chiesa che Soffre Onlus, Amnesty International, Amref, CBM, Cesvi, Greenpeace, Intersos, Istituto Pasteur Italia Fondazione Cenci Bolognetti, Operation Smile Italia Onlus, Fondazione Telethon, Fondazione Umberto Veronesi, Progetto Arca, Telefono Azzurro, Unicef, Università Campus Bio-Medico di Roma