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Carcere, Ramona e Giulietta fuori dalle mura della cella: una storia di detenzione con i suoi tempi, gli spazi, le privazioni dell’affettività

Carcere, Ramona e Giulietta fuori dalle mura della cella: una storia di detenzione con i suoi tempi, gli spazi, le privazioni dell’affettività
Il progetto Le Donne del Muro Alto, compagnia teatrale nata nel carcere femminile di Rebibbia, oggi in scena presso lo Spazio Rossellini di Roma
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ROMA - “Per noi il teatro è un ponte fondamentale tra il dentro e il fuori e, a maggior ragione, nella difficile fase del post detenzione rappresenta uno strumento forte di inclusione lavorativa e sociale”. A parlare è Francesca Tricarico, regista e coordinatrice del progetto Le Donne del Muro Alto, compagnia teatrale nata all’interno del carcere femminile di Rebibbia, che porterà in scena Ramona e Giulietta fuori dalle mura carcerarie, oggi, 18 maggio, presso lo Spazio Rossellini di Roma: sarà la prima rappresentazione serale romana fuori dal carcere, un evento molto atteso dalla compagnia. Lo spettacolo è una riscrittura tutta al femminile di Romeo e Giulietta, una tragicommedia nata e allestita in carcere che oggi viene interpretata dalle stesse attrici da donne libere o semilibere, ammesse alle misure alternative alla detenzione.

Un numero sempre maggiore di spettatori. “Il teatro è il luogo che meglio di ogni altro, creando un incontro emotivo tra attori e spettatori, consente di dimostrare che non esiste un noi e un loro, che il carcere è parte della società”, ha aggiunto Francesca Tricarico. “Questa avventura è iniziata nel 2013 e da subito il desiderio è stato quello di portare la voce delle attrici detenute a un numero sempre maggiore di spettatori. Paradossalmente ci ha aiutato la pandemia, un momento di isolamento ancora più duro del solito, in cui le attività negli istituti penitenziari erano interrotte. Ho chiesto al magistrato di sorveglianza di proseguire il lavoro teatrale con le donne che avevano partecipato al progetto da recluse e che nel frattempo erano uscite, libere o ammesse alle misure alternative. Ci ha dato i permessi e così abbiamo riallestito lo spettacolo per andare in scena fuori”.

Ramona e Giulietta, una storia d’amore e di rabbia, Una vicenda che racconta il carcere con i suoi tempi, i suoi spazi e le sue privazioni, a cominciare dall’affettività negata. La storia di due donne che, nonostante i cancelli, le sbarre, i pregiudizi trovano la forza di amarsi e gridare il loro amore. Un pretesto per riflettere su quanto il carcere sia una potente lente d’ingrandimento sulla società e per scardinare quello che ancora oggi è un tabù fuori e dentro le mura carcerarie, l’amore tra due donne. La scelta dell’opera shakespeariana e la sua riscrittura sono frutto di una pratica teatrale cominciata a Rebibbia femminile in un periodo in cui, racconta la regista, c’era nelle sezioni comuni una grande rabbia, diversa dal solito, poi messa a fuoco attraverso il lavoro del gruppo di teatro: la prima unione civile tra donne all’interno di un carcere femminile italiano, celebrata proprio a Rebibbia un anno prima, aveva diviso le detenute in due opposte fazioni. Favorevoli e contrarie, chi lo considerava un traguardo, chi una vergogna.

Fuori dal carcere è cambiato il finale della commedia. Lo spettacolo rispetto al suo allestimento in carcere è un po’ cambiato; si è spostata la prospettiva. La storia è la stessa ma oggi cambia il finale, dedicato all’attesa. Non solo quella di uscire quando si è recluse, ma anche quella di ritrovare un proprio ruolo in famiglia, nella società e nel mondo del lavoro dopo l’esperienza della detenzione. E rispetto agli inizi, nel 2013, è cambiato anche il progetto che lo supporta, diventato dallo scorso anno un vero e proprio percorso di accompagnamento all’inclusione sociale e lavorativa nella difficile fase della post detenzione, offrendo alle partecipanti con l’attività teatrale un’opportunità di formazione, lavoro e confronto con la società esterna attraverso l’incontro con gli spettatori, collaborazioni con attrici professioniste e studenti.

Il percorso dalla cella alla libertà. Il racconto del viaggio dal carcere alla libertà attraverso l'attività teatrale sarà oggetto di un incontro che oggi, 18 maggio, alle 19 precederà lo spettacolo presso lo Spazio Rossellini, il polo culturale multidisciplinare della Regione Lazio gestito da ATCL Circuito Multidisciplinare del Lazio. Ramona e Giulietta andrà in scena alle 20.30 grazie al sostegno delle Officine di Teatro Sociale della Regione Lazio, della Fondazione Severino e della Fondazione Cinema per Roma.