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Filippine, Manila: le adozioni illegali sono in aumento, i bambini vengono venduti a 100 euro l'uno

Filippine, Manila: le adozioni illegali sono in aumento, i bambini vengono venduti a 100 euro l'uno
Le tragiche, odiose conseguenze della povertà nel Paese delle 7.000 isole e con 1/4 della popolazione che sopravvive con meno di 1 euro al giorno. I dati e le analisi delle organizzazioni umanitarie
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ROMA - I segnali inequivocabili e tragici della povertà vengono rilevati e rappresentati spesso soprattutto con la carenza di cibo, il difficile accesso ad un'alimentazione sana e regolare, o all'assassenza parziale o totale di strutture sanitarie. Nel caso delle Filippine - come mostra un articolo di Asianews, firmato da Stefano Vecchia - quei segnali assumono forme odiose, insopportabili, che offendono i principi fondamentali della civiltà: e cioè la vendita dei bambini con pochi giorni di vita anche solo per 100 euro. In altre parole, la cessione materiale, da parte di famiglie poverissime, dei propri figli, che ha all'origine due evidenti ragioni: quella di provare a dare un futuro ai piccoli appena nati e quella di incassare comunque una cifra in grado di tirare avanti almeno per qualche tempo. Tutto questo, in un Paese gravato da un enorme debito nazionale e con il 26% della popolazione che vive sotto la soglia di povertà, cioè con meno di 1 euro al giorno e un'economia nazionale che fa affidamento, quasi esclusivamente, con i miliardi di euro inviati in patria ogni anno dai 5 milioni di lavoratori filippini che lavorano all'estero.

Sono le leggi del mercato che fanno il prezzo.  Si registra, dunque, un forte aumento di adozioni illegali e un calo disperato del loro costo, quanto meno per quanto riguarda le somme versate alle famiglie d’origine. Una pratica già diffusa prima della pandemia, provocata - appunto - dalla povertà diffusa e persistente in almeno 1/4 della popolazione, ma anche dalla mancanza di accesso all’istruzione e all’assistenza sanitaria che accrescono le difficoltà delle famiglie nelle realtà più degradate, sia urbane che non urbane. Nel frattempo "l’offerta" è molto cresciuta, mentre la "richiesta" degli adottanti si è invece ridotta. Questo, secondo le spietate leggi del mercato, ha fatto abbassare i prezzi, con l'aggiunta di un importante effetto collaterale, cioè il  rischio che i bambini di pochi giorni o al massimo di qualche settimana di vita finiscano nelle mani di reti criminali che, come si sa, vantano ambiti diversi di attività: dallo sfruttamento sessuale, al lavoro nero, al traffico di organi.

Un traffico di circa 3.000 bambini al mese. Il prezzo di un neonato è sceso anche a 100 dollari, al di là di eccezioni che tengono conto dell’origine e dell’aspetto: in questo mercato davvero turpe, i "sanguemisto" sono i più valutati, e si può arrivare anchea a cifre dell'ordine dei 1.000 dollari. Si tratta di una forma di "smercio" che si avvaleva di conoscenze dirette e di reti conosciute soltanto a pochi, reti alimentate soprattutto dalle gravidanze non desiderate di giovani donne coinvolte più o meno direttamente nella prostituzione. Con la pandemia, l’estensione delle necessità e l’uso più intensivo di Internet hanno incentivato lo sviluppo online di questa e altre attività criminali. Il tutto in un contesto che, solo nel 2019, aveva fatto registrare mediamente 3.000 segnalazioni al mese dall’estero di bambini filippini coinvolti nello sfruttamento sessuale via internet.

Un reato punibile con l'ergastolo. L’adozione fuori da canali ufficiali è ovviamente illegale e punita con l’ergastolo e pesanti pene pecuniarie, ma la difficoltà a individuare i responsabili è figlia anche della mancanza di specifiche agenzie investigative a supporto dell’azione di molte organizzazioni di impegno sociale. La Divisione per le Operazioni internazionali dell’Ufficio investigativo nazionale ha individuato e seguito nel 2021 appena una decina di casi di "adozione commerciale".

Due milioni di bambini vivono senza famiglia. Si calcola che nelle Filippine - secondo le stime di Ong internazionali che operano nel Paese - quasi due milioni di minori vivano senza una famiglia, con un rischio elevato di sfruttamento. D’altra parte il sistema legale è in grado di garantire solo poche migliaia di adozioni. Anche in questo caso, la mancanza di risorse e personale è il limite maggiore insieme alla domanda ridotta. Per cercare di ridurre l'area dell'illegalità il Domestic Administrative Adoption Act - la legge sulle adozioni proposta dalle senatrici Risa Hontiveros e Pia Cayetano e in vigore da gennaio - prevede tempi più brevi, da sei a nove mesi, e pratiche più snelle per l’adozione sotto la gestione della National Authority for Child Care.

Alcuni dati statistici (e non) sulle Filippine.

- Popolazione: 107,66 milioni
. Scolarizzazione popolazione adulta: uomini 95%, donne 95,8%
- Accesso a fonti d’acqua: in città 92,5%, in campagna 91,2%
- Aspettativa di vita: uomini 69 anni, donne 75 anni
- Religione: cattolicesimo 83%, islam 5%, protestantesimo 9,6%
- Mortalità infantile: 1,76% (prima di aver compiuto 1 anno)
- Popolazione al di sotto della soglia di povertà: 26,8%

- La nazione delle Filippine è costituita da oltre 7.100 isole, ma la maggior parte della popolazione vive in solo 11 di esse
- Il 20% dei bambini è sottopeso e il 30% soffre di ritardi nella crescita, una condizione spesso irreversibile derivante da malnutrizione durante la prima infanzia
- Ribelli comunisti e guerriglieri islamisti operano nel sud delle Filippine, con continui episodi di violenza, nonostante i tentati colloqui di pace
- L’8 novembre 2013 si abbatté sul Paese il tifone Haiyan. Con venti fino a 270 chilometri all’ora, distrusse oltre 570.000 case. Secondo la BBC, oltre 6.000 persone persero la vita

Le Filippine si stanno riprendendo da una storia di corruzione politica, disordini sociali e una serie di disastri naturali che hanno causato povertà e disoccupazione. La mortalità infantile è molto elevata nelle zone rurali e la differenza di reddito tra ricchi e poveri è in aumento.