Crisi energetica ed economica, l'apologo dei politici-gelatai e l'appello della Società civile per non sprofondare nella povertà
di Leonardo BecchettiROMA - Il caro bollette fuori controllo è l’ultimo degli shock che colpisce famiglie e imprese, rischiando di far precipitare sotto la soglia della povertà le prime e di far sospendere (temporaneamente o definitivamente) la produzione di molte delle seconde. Se la politica avesse ascoltato di più (non dico 20 anni fa, ma almeno 1-2 anni fa) le Reti della Società Civile, che da 20 anni si battono per la svolta verso le rinnovabili (comunità energetiche per le famiglie, autoproduzione per le imprese) e riflettuto sulle esperienze di tanti pionieri autonomi o parzialmente autonomi, non ci troveremmo in questa situazione. E forse non avremmo bisogno come negli Stati Uniti hanno compreso, di un Inflation Reduction Act, che un formidabile piano di stimolo fiscale per spostare i comportamenti di famiglie ed imprese verso le energie rinnovabili in modo tale da disinnescare le cause dell’inflazione.
Nuovi modi per far sentire la propria voce. E&r…
ROMA - Il caro bollette fuori controllo è l’ultimo degli shock che colpisce famiglie e imprese, rischiando di far precipitare sotto la soglia della povertà le prime e di far sospendere (temporaneamente o definitivamente) la produzione di molte delle seconde. Se la politica avesse ascoltato di più (non dico 20 anni fa, ma almeno 1-2 anni fa) le Reti della Società Civile, che da 20 anni si battono per la svolta verso le rinnovabili (comunità energetiche per le famiglie, autoproduzione per le imprese) e riflettuto sulle esperienze di tanti pionieri autonomi o parzialmente autonomi, non ci troveremmo in questa situazione. E forse non avremmo bisogno come negli Stati Uniti hanno compreso, di un Inflation Reduction Act, che un formidabile piano di stimolo fiscale per spostare i comportamenti di famiglie ed imprese verso le energie rinnovabili in modo tale da disinnescare le cause dell’inflazione.
Nuovi modi per far sentire la propria voce. E’ per questo che è sempre più urgente trovare nuovi modi per far sentire la nostra voce e interagire con la politica, per evitare che la bolla del risentimento gonfi di volta in volta la protesta e faccia la fortuna di questo o quel partito, portatore del nuovo e della difficoltà di affrontare il populismo. Il futuro della democrazia, al riparo da derive populiste, passa attraverso un’interazione consapevole tra offerta politica e Società Civile organizzata.
L'apologo dei politici-gelatai. In un noto modello di differenziazione orizzontale, che è poi diventato il riferimento degli studi sulla competizione politica, Hotelling parla di una spiaggia (idealmente il segmento destra-sinistra) dove sono collocati i bagnanti-elettori con le loro preferenze politiche. I politici-gelatai scelgono dove collocarsi sulla spiaggia cercando di massimizzare il consenso elettorale. In uno schema bipartitico questo modello produce il risultato di due poli che si mettono al centro per dividersi idealmente a metà gli elettori. La situazione italiana delle prossime elezioni è molto più complessa innanzitutto perché le forze che si sfidano non sono solo due e anche perché gli assi delle preferenze politiche su cui si compete sono molteplici. Sulla spiaggia della competizione elettorale sull’asse destra-sinistra (e su quelli legati a clima, fisco, povertà, migranti) i partiti e i leader politici italiani si collocano con la loro offerta. Ma sarebbe una tragedia se sulla spiaggia ci fossero soltanto bagnanti isolati o peggio rancorosi leoni da tastiera.
Il ruolo della cittadinanza attiva in una democrazia. La democrazia funziona se esiste cittadinanza attiva e, per fortuna, il nostro Paese ha una storia ed un presente di grande ricchezza di rete di reti del fare che hanno sperimentato e vissuto sui territori una nuova frontiera di buone pratiche fatta di generatività, cittadinanza attiva, inclusione, innovazione armonica e sostenibile, comunità energetiche, coprogettazione, welfare delle relazioni e della cura. I "bagnanti" hanno pertanto un’idea ben precisa di quello di cui il Paese ha bisogno e vogliono dialogare ed interagire in modo fecondo con le forze politiche prima e dopo le elezioni. Per questo motivo è nato l’appello dell’alleanza della Società Civile che ha raccolto moltissime firme autorevoli quest’estate.
L'appuntamento di domani. Domani 6 settembre a Roma, al palazzo della Cooperazione di Via Torino, questo popolo s’incontra, si organizza e dialoga con i candidati alle elezioni e gli amministratori locali più sensibili a questi temi della Nuova Economia per tutti. Il 6 settembre sulla spinta del sostegno all’appello vuole nascere qualcosa di più di una nuova forza politica che sfida quelle esistenti nella competizione elettorale. Nasce ciò che dovrebbe essere un pilastro per rafforzare le nostre democrazie sfidate e sotto attacco fatto di organizzazione della domanda di politica, di cittadinanza attiva e di partecipazione. Da un dialogo organizzato e fecondo tra gelatai e bagnanti nasce una democrazia più forte e maggiormente in grado di risolvere i problemi dei cittadini.
* Leonardo Becchetti economista e professore ordinario di Economia politica presso l'Università di Roma Tor Vergata