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Povertà educativa, gli insegnamenti dei ragazzi: fateci partecipare alle decisioni, ascoltateci

Povertà educativa, gli insegnamenti dei ragazzi: fateci partecipare alle decisioni, ascoltateci
Progetto Futuro Prossimo di Con i Bambini e Save the Children. Coinvolti oltre 12mila ragazzi e ragazze, vogliono più spazi di socialità, didattica inclusiva, maggiore apertura mentale e attenzione all’ascolto
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ROMA - Dopo quattro anni si conclude l’esperienza positiva di “Futuro Prossimo”, progetto selezionato dall’impresa sociale Con i Bambini per il contrasto della povertà educativa minorile che ha avuto come partner principale Save the Children. Raggiunti oltre 12mila giovani dentro e fuori scuola, coinvolti 470 insegnanti, 780 genitori e 140 attori territoriali. I territori interessati sono stati Venezia, Sassari e Napoli.

Oltre un milione di minori in povertà. Oggi in Italia ci sono quasi un milione e 400mila minori in povertà assoluta. “Una condizione che si trasforma facilmente in povertà educativa, cioè nella impossibilità di dare corso ai propri talenti e alle proprie aspirazioni. Futuro Prossimo ha molto da insegnare sull’efficacia della comunità educante nel contrastare questa situazione critica, grazie al coinvolgimento di tutti gli attori del territorio e al protagonismo degli studenti”. ha dichiarato Raffaela Milano, direttrice dei programmi Italia-Europa di Save the Children Italia.

Partecipazione attiva. La partecipazione dei giovani, sancita anche dall’articolo 12 della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, è stata il filo conduttore di questi quattro anni di progetto. Ragazzi e ragazze tra gli 11 e i 17 anni hanno espresso idee e bisogni e hanno partecipato in modo attivo ai processi decisionali che li riguardano. A quanto pare, non vedevano l’ora e le proposte non sono mancate: “È stata un’opportunità per esprimersi, anche a scuola, per vivere da veri protagonisti, superando paure e ostacoli che sembravano insormontabili. Un’esperienza che ci ha resi più consapevoli e partecipi della realtà che ci circonda”, hanno così commentato i ragazzi e le ragazze di Venezia, Sassari e Napoli presenti a Roma, dove si è svolto l’evento conclusivo del progetto. Hanno partecipato dentro e fuori scuola a laboratori, momenti di co-progettazione e formazione con docenti e genitori, ma anche viaggi ed escursioni per condividere momenti di socialità ed esplorare il territorio.

Cosa significa partecipazione per i ragazzi. Costruzione e mantenimento di reti di attori territoriali, promozione della partecipazione giovanile, didattica inclusiva. Questi i “blocchi” tematici a partire dai quali sono state realizzate tre linee guida, un importante strumento che rende Futuro Prossimo un’esperienza replicabile. Ragazzi e ragazze hanno affiancato formatori, docenti e genitori e sono emerse diverse proposte. Come intendono i ragazzi la partecipazione, come la praticano? Per esempio, molti vorrebbero aumentare le ore di laboratorio a scapito delle lezioni frontali. Più in generale i giovani chiedono un modello di didattica inclusiva e che tenga conto delle opinioni delle loro opinioni sui temi anche non scolastici. Fare didattica deve essere un momento di collaborazione e solidarietà, un momento di confronto e accettazione delle diversità – diversità personali, diversità di apprendimento. Tutto questo può e deve essere un momento di riflessione per i ragazzi stessi, che hanno proposto attività di auto-valutazione da affiancare alle classiche valutazioni formative.

Più ascolto e scambio. I ragazzi chiedono un livello di ascolto più profondo e qualificato sui temi che li riguardano (relazioni e affettività per esempio), più opportunità di scambio con gli altri istituti. Maggiori apertura e comunicazione sono richieste anche nei rapporti tra scuola e famiglia. I pregiudizi sociali e culturali sono ancora molto presenti e vissuti come ostacolo alla partecipazione. Arrivano indicazioni anche sulla cura degli spazi comuni: c’è bisogno di più luoghi di incontro dove realizzare attività di gruppo, e una maggiore attenzione all’ambiente e alla cura dei luoghi pubblici.

“Un punto di riferimento concreto”. “Oggi tutti concordano sulla necessità di un’alleanza tra scuola e territorio e nessuno contesta il valore della partecipazione giovanile. Tuttavia molto resta ancora da fare per un’effettiva pratica dei processi partecipativi. L’esempio di Futuro Prossimo rappresenta un significativo e concreto punto di riferimento per continuare a percorrere questa strada”, continua Milano. “Sono molto soddisfatto di poter accogliere le linee guida che oggi vengono presentate nel grande cantiere mobilitato in Italia dal Fondo per il contrasto della povertà educativa (oltre 400 progetti avviati), che intende dare un contributo importante alla definizione delle politiche pubbliche di lotta alla dispersione scolastica”, conclude Marco Imperiale, Direttore dell’impresa sociale Con i Bambini.