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Libertà religiosa, pluralismo, integralismi e democrazie: il convegno a Roma nella Chiesa Valdese e a Palazzo di Giustizia

Libertà religiosa, pluralismo, integralismi e democrazie: il convegno a Roma nella Chiesa Valdese e a Palazzo di Giustizia
L'incontro in Via Marianna Dionigi, 59 e  presso la Biblioteca Centrale Giuridica, a Palazzo di Giustizia, entrata da Piazza Cavour
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ROMA – Da oggi, venerdì 17 febbraio, dalle 9.30 alle 16.30 presso la Sala della Chiesa Valdese, Via Marianna Dionigi, 59 a Roma avrà luogo il convegno dal titolo "Pluralismo religioso, integralismi, democrazie". L'incontro avrà un seguito domani, sabato 18 dalle 9.30 alle 12.30, presso la Biblioteca Centrale Giuridica, a Palazzo di Giustizia (entrata da Piazza Cavour).

Il nodo dei "culti ammessi". Il percorso verso una piena libertà di culto e di coscienza in Italia è stato lungo e non sempre lineare. Solo la promulgazione della Costituzione italiana, nel 1947, ha sancito l’uguale libertà di tutte le confessioni religiose davanti alla legge, introdotto la possibilità di stipulare un’Intesa con lo Stato e regolato il principio della libertà religiosa. Ciononostante, la legislazione sui cosiddetti "culti ammessi" – ancora in vigore fin dall'epoca fascista – limita fortemente le minoranze religiose e soprattutto quelle che non sono entrate nel meccanismo dell'Intesa.

Le voci dei protagonisti del convegno. "L'intesa – afferma Noemi Di Segni, Unione delle Comunità Ebraiche Italiane – è ancora oggi uno strumento fondamentale ed efficace proprio perché avente forza di legge per vigilare e indirizzare determinati atti e progetti che riguardano beni e cultura ebraica. Il nostro sforzo oggi è quello d superare la logica delle intese che è di base una logica garantista e di tutela ed avere un riconoscimento di partecipazione della voce/cultura ebraica alla costruzione del paese e al dibattito sui temi esistenziali. Cultura della didattica scolastica, del volontariato, della ricerca scientifica e i temi bioetici, della sostenibilità. quindi partecipare oltre che essere tutelati".

"Le diverse Intese sottoscritte". Dice Daniele Garrone, Presidente della Federazione delle Chiese evangeliche in Italia (Fcei) – a partire da quella con la Chiesa valdese (Unione delle chiese metodiste e valdesi (1984) in attuazione dell’art. 8 della Costituzione) sono certamente un fatto positivo. Rimangono però ancora in sospeso richieste di accedere a una Intesa da parte di altre  confessioni, peraltro molto numerose, come musulmani o ortodossi rumeni. Più in generale, inoltre, per le confessioni religiose che non hanno o non richiedono un’intesa è ancora vigente le legislazione di  epoca fascista 'sui culti ammessi', oggettivamente discriminatoria: ad esempio non prevede l'accesso al sistema di ripartizione dell' opm. Da qui l'urgenza di una nuova legge organica in materia di libera religiosa e di coscienza, coerente con  le nuove e sempre più evidenti dinamiche religiose che registriamo anche in Italia".