Mondo Solidale

Tunisia: arresti arbitrari e campagne di odio sui social network contro le persone migranti provenienti dall’Africa sub-sahariana

Tunisia: arresti arbitrari e campagne di odio sui social network contro le persone migranti provenienti dall’Africa sub-sahariana
La tradizionale accoglienza degli stranieri nel Paese nord-africano è oggi smentita da un aumento del numero di discriminazioni, maltrattamenti e aggressioni verbali. La denuncia arriva da 16 Organizzazioni della società civile
2 minuti di lettura

ROMA - Nonostante una tradizione di accoglienza degli stranieri, l'afflusso di migranti sub-sahariani nel Paese oggi è accompagnato da un aumento del numero di discriminazioni, maltrattamenti e aggressioni verbali. La denuncia arriva dal Forum tunisino per i diritti economici e sociali assieme ad altre quindici organizzazioni della società civile. L’Africa è degli Africani aveva detto il Presidente della Tunisia, Kais Saied, durante il vertice Europa – Africa di Bruxelles il 17 febbraio 2022. Eppure, gli ultimi avvenimenti nel Paese nordafricano contraddicono senza possibilità di dubbio le dichiarazioni del Presidente. In Tunisia, infatti, si sta inasprendo il dibattito contro le persone migranti di origine sub-sahariana, anche in seguito alla campagna di stampo securitario volta a ridurre il fenomeno del soggiorno irregolare nel Paese. Lo stesso Presidente Saïed ha presieduto ieri pomeriggio, a Cartagine, una riunione del Consiglio di sicurezza nazionale dedicata, appunto, alle misure urgenti da adottare “per fronteggiare l'afflusso di migranti irregolari dall'area sub-sahariana alla Tunisia". 

Contro la migrazione dai Paesi sub-sahariani. Negli ultimi giorni più di trecento persone sono state arrestate e assicurate alla giustizia e sono tutte di origine sub-sahariana. Alcune si trovavano in tribunale per sostenere i propri parenti già arrestati perché in una condizione irregolare, altre sono state prese in custodia durante i controlli di routine per le strade. Allo stesso tempo – denuncia il Forum tunisino per i diritti economici e sociali – lo Stato sta facendo orecchie da mercante sui discorsi di odio e di stampo razzista diffusi attraverso i social network e sui media anche da alcuni partiti politici, in particolare il Partito Nazionalista. Discorsi che prendono di mira specificamente i migranti provenienti dall’Africa sub-sahariana.  

I dati. Secondo le informazioni diffuse dall’Istituto nazionale di Statistica nel 2021, in Tunisia ci sono 21.466 persone di origine sub-sahariana. Quotidianamente vengono segnalate discriminazioni e violazioni dei diritti nei confronti di questa comunità: dagli arresti arbitrari alla confisca del telefono fino alla negazione delle cure mediche. Per le autorità la Tunisia è considerata dalla gran parte delle persone migranti di origine sub-sahariana come una “terra di transito”. In pratica i migranti restano nel paese e lavorano senza registrarsi in attesa di poter pagare una partenza per l'Europa.  

L’odio corre sui social e sui media. L’estate scorsa su Facebook il Partito Nazionalista chiedeva “l’espulsione della colonia di migranti sub-sahariani insediatisi in Tunisia”, scrive il quotidiano francese Le Monde. Il Partito Nazionalista non si è limitato ai social, ma ha portato la campagna di odio nelle strade di Tunisi nel weekend del 14 e del 15 gennaio. Il 1° gennaio – scrive ancora Le Monde – l’ex portavoce del ministero dell’Interno, Khalifa Chibani, sulle onde di Radio Diwan FM, si è lamentato di “questi africani che cominciano a diventare troppo numerosi”. Il giorno successivo il politico ed ex ministro Mabrouk Korchid alla radio IFM ha profilato il rischio di una grande sostituzione etnica: “se i tunisini continueranno a emigrare, gli africani si sposeranno in Tunisia e ci sostituiranno”.  

L’esternalizzazione dei confini. Il Forum tunisino per i diritti economici e sociali mette sotto accusa le politiche di esternalizzazione delle frontiere europee, che hanno contribuito a rendere la Tunisia uno dei protagonisti più attivi nella vigilanza delle rotte di migrazione nel Mediterraneo centrale. Compito che il Paese svolge con cura, passando dalle intercettazioni delle carrette del mare al di fuori delle acque territoriali fino al trasferimento dei migranti irregolari nel paese.  

L’opinione pubblica. L'aumento del razzismo che accompagna il crescente afflusso di migranti non è una realtà che passa inosservata: il 63 per cento delle persone intervistate nell'agosto 2022 dalla rete Arab Barometer ha riconosciuto che “la discriminazione contro i neri è un problema”. Nel 2021, oltre il 40 per cento delle denunce raccolte dall’Organizzazione Non Governativa Minority Rights Groups per discriminazione, riguardava il colore della pelle e l'origine razziale.