Mondo Solidale

Incidenti sul lavoro, aumenta il numero delle persone che perdono la vita e anche le malattie professionali

Incidenti sul lavoro, aumenta il numero delle persone che perdono la vita e anche le malattie professionali
Negli ultimi tre mesi si sono stati 196 decessi (+3,7% rispetto al 2022). Sono in crescita anche le patologie contratte nei luoghi di lavoro: 18.164, pari al 25,1% in più rispetto all'anno precedente. Il resoconto dell'INAIL
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ROMA - La sicurezza sul lavoro - al centro ieri di una Giornata speciale dedicata al tema - è quanto mai attuale e al centro di un dibattito che investe l'economia e la politica del nostro Paese. E non solo. Intanto però,è bene ricordare che nel mondo, ogni 15 secondi, un lavoratore muore a causa di un infortunio sul lavoro o di una malattia professionale. Una stima - necessariamente grossolana, a-scientifica - ci dice comunque che ogni giorno, almeno nella parte di mondo dove è possibile studiare il fenomeno della sicurezza sul lavoro, 6.300 persone muoiono a causa di infortuni o per malattie professionali. Il risultato è che, alla fine, ogni anno si contano più di 2,3 milioni di morti. Gli incidenti che si verificano annualmente sul posto di lavoro sono 317 milioni, molti dei quali portano ad assenze prolungate dal lavoro per malattia.

La situazione in Italia. Negli ultimi tre mesi si sono stati 196 decessi (+3,7% rispetto al 2022). Sono in crescita anche le malattie professionali: quelle denunciate sono state 18.164, pari al 25,1% in più rispetto all'anno precedente. Il resoconto dell'INAIL, relativo al primo trimestre 2023 ci informa inoltre sul fatto che le denunce di infortunio sul lavoro, presentate all’Istituto entro il mese di marzo, sono state in tutto 144.586 (-25,5% rispetto al marzo 2022). Ieri, il ministro della Salute, Orazio Schillaci, in occasione della Giornata mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro, ha detto che "La sicurezza di tutti i lavoratori è un obiettivo centrale del suo Dicastero nelle politiche di promozione della salute e di prevenzione. Abbiamo riattivato di recente - ha aggiunto - il Comitato per l’indirizzo e la valutazione delle politiche attive per il coordinamento nazionale delle attività di vigilanza in materia di salute e sicurezza sul lavoro previsto dal Testo Unico sulla salute e la sicurezza sul lavoro a cui partecipano tutti gli attori istituzionali".

Il costo sociale del fenomeno. Dunque, il costo umano di queste tragedie quotidiane è enorme e il peso economico provocato dalle insufficienti e sporadiche pratiche relative alla sicurezza nei luoghi di lavoro è stimato essere, ogni anno, del 4% del prodotto interno lordo mondiale. Va da sé che gran parte dell’onere grava sulla collettività, mentre - va altrettanto da sé - che quanto si va a risparmiare non investendo sulla sicurezza, finisce nella voce "profitti" delle società e delle aziende.

Cala il numero delle denunce. L'INAIL segnala, sempre nel primo trimestre di quest’anno, una decisa riduzione delle denunce di infortunio: un dato che viene messo in relazione al minor peso dei casi di contagio da Covid-19. Le denunce di infortunio presentate all’Istituto sono in calo rispetto al primo trimestre 2022 (-25,5%) - come si apprende da un articolo di Redattore Sociale -  ma in aumento rispetto alle 128.671 del 2021 (+12,4%) e alle 130.905 del 2020 (+10,5%), e in riduzione rispetto alle 157.576 del 2019 (-8,2%). A livello nazionale, i dati rilevati al 31 marzo di ciascun anno evidenziano, per il primo trimestre del 2023 rispetto all’analogo periodo del 2022, un decremento dei casi avvenuti in occasione di lavoro, passati dai 176.545 del 2022 ai 124.716 del 2023 (-29,4%), mentre quelli in itinere, occorsi cioè nel tragitto di andata e ritorno tra l’abitazione e il posto di lavoro, hanno fatto registrare un aumento del 13,1%, da 17.561 a 19.870.

Cali significativi delle denunce: Lazio, Liguria, Campania. Se si analizzano i dati relativi alle denunce in tutte le aree del Paese, la diminuzione risulta più evidente nelle Isole (-31,0%): subito dopo ci sono le regioni meridionali (-30,7%); quelle del Nord-Ovest (-29,4%); quelle del Centro (-25,8%) e del Nord-Est (-17,0%). Tra le regioni con i maggiori decrementi percentuali si segnalano, la Campania, la Liguria e il Lazio. Il calo che emerge dal confronto dei primi trimestri del 2022 e del 2023 è legato sia alla componente femminile, che registra un -40,6% (da 89.130 a 52.956 casi denunciati), sia a quella maschile, che presenta un -12,7% (da 104.976 a 91.630). Il decremento ha interessato sia i lavoratori italiani (-28,5%) sia quelli comunitari (-23,1%) ed extracomunitari (-5,0%). Dall’analisi per classi di età emergono diminuzioni in tutte le fasce, tranne tra gli under 20 (+28,4%) e, in minor misura, tra gli over 74 anni (+4,3%).

I casi di morte sul lavoro. Le denunce di infortunio sul lavoro con esito mortale presentate all’Istituto nel primo trimestre 2023 sono state - come detto all'inizio - 196, sette in più rispetto alle 189 registrate nel primo trimestre 2022; 11 in più rispetto al 2021; 30 in più rispetto al 2020 e 16 in meno rispetto al 2019. L’aumento ha riguardato solo l’Industria e servizi (da 160 a 168 denunce), mentre il Conto Stato (da 9 a 8) è in diminuzione e l’Agricoltura registra 20 decessi come nel primo trimestre 2022. Emerge un incremento nel Nord-Ovest (da 49 a 60 casi), al Centro (da 45 a 48) e nelle Isole (da 15 a 16), un calo al Sud (da 39 a 31) e una stabilità nel Nord-Est (41 in entrambi i periodi). Tra le regioni con i maggiori incrementi si segnalano il Piemonte (+9), l’Umbria (+6), la Liguria e il Friuli Venezia Giulia (+3 ciascuna), mentre i cali più evidenti sono quelli di Puglia (-6), Toscana (-5), Molise e provincia autonoma di Bolzano (-3 ciascuna).

Denunce di malattia professionale. Le denunce di malattia professionale protocollate dall’Inail nel primo trimestre del 2023 sono state 18.164, 3.647 in più rispetto allo stesso periodo del 2022 (+25,1%). L’incremento è del 33,7% rispetto al 2021, del 28,8% sul 2020 e del 14,2% rispetto al 2019. I dati rilevati al 31 marzo di ciascun anno mostrano un aumento del 25,5% nella gestione Industria e servizi (da 11.963 a 15.009 casi), del 21,6% in Agricoltura (da 2.457 a 2.987) e del 73,2% nel Conto Stato (da 97 a 168). L’incremento delle denunce interessa il Centro (+31,4%), il Nord-Est (+30,5%), il Nord-Ovest (+28,1%) e il Sud (+25,4%), mentre le Isole registrano un calo (-6,3%).