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Adozioni, Marocco: ragazzi abbandonati e mai adottati, quale futuro avranno fuori dagli orfanotrofi?

Gli “sportelli per i Care Leavers” promossi da Ai.Bi, ONG a fianco dei bambini ospiti negli istituti di tutto il mondo per combattere l’emergenza abbandono. La figura dell’intermediario sociale
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ROMA -  La creazione degli “sportelli per i Care Leavers” è parte di un progetto promosso da Ai.Bi, ONG costituita da un movimento di famiglie adottive e affidatarie, dal 1986 lavora ogni giorno al fianco dei bambini ospiti negli istituti di tutto il mondo per combattere l’emergenza abbandono e pera in Italia in 25 sedi regionali. In Marocco, l'Organizzazione costituisce un supporto fondamentale nella pianificazione del futuro dei giovani che stanno per lasciare l’orfanotrofio.

La figura dell’intermediario sociale. Quando l’anno scolastico volge al termine, i bambini e i giovani della Fondazione Rita Zniber (istituto situato a Meknè con il quale Ai.Bi. collabora da tempo) si apprestano a superare gli esami finali, a scuola o nei centri di formazione professionale. Per alcuni di loro, invece, continua la ricerca di stage e si avvicina il momento della scelta del percorso da intraprendere per l’anno successivo, che si tratti di proseguire gli studi superiori o di optare per una formazione professionale. Le possibilità sono molte, ma è necessario trovare quella adatta per ognuno, a seconda del livello scolastico e delle competenze acquisite.

Il servizio dallo sportello Care Leavers. È a questo punto che interviene il servizio svolto dallo sportello Care Leavers. Ben organizzato all’interno della Fondazione, ed esempio di buona pratica per altri istituti di protezione sociale sul territorio nazionale che prendono a carico questa fascia della popolazione, lo sportello accoglie i ragazzi in giorni e orari precisi, in uno spazio apposito. Qui l’intermediario sociale, figura nata all’interno del centro grazie a un progetto pilota condotto da Ai.Bi. Marocco e il Ministero della Solidarietà, dell’Inserimento Sociale e della Famiglia, li supporta e accompagna nella costruzione di un piano di inclusione sociale individualizzato che permette innanzitutto di identificare il percorso, scolastico o professionale, più adatto a loro.

L’incontro di orientamento. Lo scopo è trovare il percorso professionale più adatto durante gli ultimi giorni di scuola. Lo sportello quindi organizza una settimana di sessioni di orientamento con un esperto dell’OFPPT (Ufficio per la formazione professionale e per la Promozione del Lavoro). I giovani Care Leavers ricevono informazioni circa i diversi rami di formazione professionale disponibili nei vari centri dell’OFPPT e a proposito delle opportunità lavorativi a cui possono avere accesso in seguito. Questi incontri di orientamento sono utili anche per fornire informazioni sulle possibilità di rafforzare le competenze già acquisite, approfondendo l’ambito di formazione già intrapreso