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Diritti delle donne: cento esperte scendono in “campo” per dire basta a discriminazioni salariali e scarsa visibilità mediatica

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A denunciare la situazione italiana il progetto promosso da Osservatorio di Pavia, Associazione Gi.U.Li.A. Giornaliste e Fondazione Bracco

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ROMA - La disparità tra donne e uomini nello sport: discriminazioni, retribuzione salariale, diritti, accesso alle posizioni apicali, visibilità mediatica. E proprio sulla rappresentazione mediale le donne scontano un gap importante: se lo sport è infatti il quinto argomento più frequente a livello globale, la porzione di notizie che riguardano le atlete professioniste è solo il 14%. Una percentuale che scende al 3% se si considera lo scenario italiano (ndr fonte GMMP).

I numeri delle discriminazioni. Secondo il Report Calcio 2023 della FIGC, tra il 2008 e il 2022 le calciatrici tesserate per la federazione sono quasi raddoppiate, passando da 18.854 a 36.552 e si stima una crescita esponenziale del valore commerciale del calcio femminile in futuro con un balzo in avanti da 6,6 milioni di euro del 2021 al 46,7 nel 2033. Nonostante ciò, un’analisi dei maggiori notiziari italiani condotta dall’Osservatorio di Pavia mostra come solo l’1,7% di notizie sportive sia dedicato al calcio femminile, a fronte di una percentuale complessiva del 44% focalizzata su questo sport. Anche l’accesso alle posizioni dirigenziali è ancora fortemente squilibrato, basti pensare che nel calcio le donne sono il 19,8% degli allenatori e solo il 12,4% dei dirigenti federali (rilevazioni CONI).

I diritti negati. Sul fronte dei diritti ad oggi il professionismo sportivo femminile riguarda unicamente il golf e il calcio di serie A (quello maschile si estende anche a basket e ciclismo su strada) con una presenza di appena il 28,2% di atlete professioniste. Il carattere dilettantistico del mondo sportivo contribuisce a incrementare altre discriminazioni, come il divario di retribuzione, uno dei problemi più evidenti nello sport femminile.

Il ruolo dei media. I media hanno un ruolo centrale nel contribuire a un’inversione di questa tendenza, come ribadito recentemente anche dall’Unione Europea dal “Towards More Gender Equality in Sport” dell’ European Commission. Da questi dati nasce il progetto “100 donne contro gli stereotipi”, che fa parte del più ampio progetto “#100esperte”, nato da un’idea di Gi.U.Li.A. Giornaliste e dall’Osservatorio di Pavia con il sostegno di Fondazione Bracco e il supporto della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea: una banca dati online liberamente accessibile con i profili di esperte in settori strategici come STEM, Economia e Finanza, Politica internazionale, Storia, Filosofi e da oggi anche Sport. Esperte selezionate con criteri scientifici, perché siano interpellate da giornalisti e rappresentanti della società civile, accrescendo visibilità e riconoscimento dell’expertise femminile.

La presentazione a Roma. Alla presentazione, che si terrà a Roma il prossimo 29 novembre a partire dalle ore 15 presso la sede del CONI, che assieme ad AGICOM e al Comitato Organizzatore dei Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano Cortina 2026 patrocinano l’evento, interverranno tra gli altri, oltre al Ministro per lo sport e i giovani Andrea Abodi, Diana Bracco presidente di Fondazione Bracco, Marco Mazzocchi Caporedattore e conduttore di RaiSport, Silvia Garambois Presidente dell’associazione GiULiA giornaliste, Fiona May ex lunghista Board of trustees children’s Foundation of UEFA, Laura Pellicoro mezzofondista, Valeria Straneo campionessa di maratona, con la moderazione di Elisabetta Migliorelli Vicedirettrice del TG2.

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