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Dispersione scolastica, “W la Scuola”: un programma per contrastarla, ecco gli interventi proposti dalla Comunità di Sant’Egidio

Dispersione scolastica, “W la Scuola”: un programma per contrastarla, ecco gli interventi proposti dalla Comunità di Sant’Egidio

Un dossier che propone soluzioni in particolare – ma non solo – negli istituti scolastici della periferia

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ROMA – Evelina Martelli, per la Scholé Morcelliana di Brescia ha curato il libro “W la scuola”, un dossier che propone soluzioni per contrastare la dispersione scolastica, illustrando gli interventi possibili della Comunità di Sant’Egidio, in particolare – ma non solo – negli istituti scolastici della periferia. Non è un libro che presenta un’indagine statistica sul fenomeno, ma descrive un intervento di centinaia di volontari, per la stragrande maggioranza giovani delle scuole superiori e universitari, attivi nei diversi contesti del sostegno all’infanzia in Italia.

Circa 2.000 i minori seguiti solo a Roma. Al momento della pubblicazione del libro erano 772 i minori inseriti nel database di monitoraggio degli interventi nelle città di Roma e Genova, dove il programma si è strutturato con tale strumento di controllo. Ad oggi, solo a Roma, sono quasi 2.000 i minori seguiti, tutti con esito positivo o ancora in monitoraggio, soprattutto nei casi di rischio di abbandono scolastico, che necessitano di essere accompagnati più a lungo. A partire dalla lunga esperienza di sostegno ai bambini svantaggiati delle periferie, che risale agli inizi della Comunità di Sant’Egidio, nel 1968, e di cui dà conto il libro Alla scuola della pace (ed. San Paolo, Cinisello Balsamo 2017) a seguito della pandemia è emersa l’esigenza di strutturare e coordinare gli interventi per contrastare la grave crisi dell’educazione in Italia.

Come rimuovere le cause. Il programma “W la scuola” è stato avviato con l’intento di facilitare il rapporto tra l’istituzione scolastica, le famiglie e il territorio, al fine di ridurre la dispersione scolastica. Si propone di rimuovere le cause che predispongono all’abbandono e di sostenere le famiglie nelle difficoltà di inserimento dei propri figli nel sistema educativo. Iniziato per rispondere all’emergenza scolastica venutasi a creare in seguito alla pandemia di Covid-19 e le chiusure prolungate delle scuole, si è successivamente sviluppato per affrontare un problema strutturale che interessa l’Italia, in particolare le grandi periferie urbane e il Sud, da molto prima della pandemia.

La frequenza “a singhiozzo”. A partire dal gennaio 2022, anche grazie al contributo dell’Impresa sociale Con i Bambini, il programma si è strutturato con accordi con le scuole, offrendo supporto a tutti quei bambini e ragazzi che hanno smesso di frequentare, o la cui frequenza “a singhiozzo” fa temere l’abbandono scolastico. Su segnalazione delle famiglie o degli insegnanti si sono avviati interventi di supporto individuale per contrastare la dispersione scolastica, con facilitatori impegnati a ritessere il rapporto tra il minore, la sua famiglia e la scuola e anche inserendo i minori in contesti protetti di socializzazione tra coetanei e di sostegno allo studio.

Si facilita l’iscrizione alla scuola. Inoltre, il programma facilita l’iscrizione scolastica di centinaia di bambini che in parte hanno perso, in parte rischiano di perdere mesi preziosi di frequenza scolastica a causa della complessità delle procedure di iscrizione, soprattutto “tardiva”, cioè al di fuori del breve arco temporale in cui si possono inserire on line le domande di iscrizione per l’anno scolastico successivo.

Le dimensioni del fenomeno. Il saggio sulla dispersione scolastica in Italia e in Europa illustra le dimensioni del fenomeno e la complessità delle azioni richieste per affrontarlo. In questo contesto, il saggio di Bacocco, Cervogni e Luciani espone la proposta di “W la scuola”, descrivendo gli interventi intrapresi dai facilitatori scolastici, figura chiave del programma, evidenziandone gli obiettivi e le modalità utilizzate per affrontare i diversi casi. L’indagine di Lisa Stillo su Napoli mostra come il fenomeno della dispersione si verifichi spesso nel contesto di forti fragilità familiari o di genitori assenti: la modalità “a distanza” della scuola ha vieppiù accentuato il divario con quei bambini che non hanno potuto contare sul sostegno genitoriale nel momento in cui la frequenza scolastica richiedeva un loro maggiore coinvolgimento.

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