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Siria: le sofferenze dei bambini in un contesto di guerra senza fine, un'intera generazione oggi è senza futuro

Siria: le sofferenze dei bambini in un contesto di guerra senza fine, un'intera generazione oggi è senza futuro

Un dossier delle Nazioni Unite dice che tra il 2020 e il 2022 sono aumentati gli abusi gravi contro i più i piccoli. La testimonianza di un cooperante di COOPI

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ROMA – I bambini continuano a subire le conseguenze più gravi di undici anni di conflitto. Anzi, secondo l’ultimo rapporto del Segretario Generale sui bambini e i conflitti armati nella Repubblica araba siriana, che prende come periodo di riferimento gli anni tra il 2020 e il 2022, il numero di violazioni contro i minori è cresciuto del 10 per cento rispetto a quelle segnalate nel dossier precedente.

Gli effetti della guerra. Distruzione delle infrastrutture civili, contaminazione dei terreni con gli ordigni esplosivi, sfollamento interno di 3,1 milioni di bambini: tra il 1° luglio 2020 e il 30 settembre 2022 in Siria si sono verificate in totale 5.219 gravi violazioni contro 5.073 bambini, la maggior parte delle quali commesse nel nord-est e nel nord-ovest del Paese. È probabile che il numero effettivo sia più elevato, poiché la capacità delle Nazioni Unite di monitorare e verificare le informazioni è stata limitata dalle restrizioni imposte per motivi di sicurezza. I gruppi armati, tra cui quelli che operano sotto l’egida delle forze democratiche siriane e di Isis, sono responsabili del 65 per cento degli abusi. Le forze governative e filogovernative, comprese quelle aeree e le milizie, sono responsabili invece del 13 per cento degli stessi. L’unico dato positivo che emerge nel rapporto è la diminuzione significativa di attacchi contro le scuole e gli ospedali.

Il reclutamento. I casi di arruolamento forzato dei bambini nei combattimenti sono invece più che raddoppiati rispetto al rapporto precedente. Il già elevato numero di vittime infantili è aumentato del 30 per cento a causa della presenza degli ordigni esplosivi, che sono la principale causa di uccisioni e mutilazioni di minori. Oltre 10 milioni di siriani vivono in aree contaminate dalle mine antiuomo e il 50 per cento di questa fetta di popolazione è composta da bambini. I più piccoli inoltre continuano a essere privati della libertà quando sono sospettati di combattere accanto a una delle parti in conflitto. Il dossier cita casi documentati di tortura contro i minori, di trattamenti inumani e degradanti, di dure condizioni di reclusione, di separazioni forzate dei ragazzi dalle famiglie. “I bambini in Siria sono rimasti intrappolati in oltre un decennio di guerra, senza accesso all’assistenza umanitaria salvavita, ai servizi medici e all’istruzione. Il futuro di un'intera generazione è distrutto”, dice Virginia Gamba, Rappresentante Speciale del Segretario Generale per i Bambini e i Conflitti Armati.

Gli aiuti umanitari. Il dossier delle Nazioni Unite documenta la violenza che colpisce i bambini in particolare nei campi di Hawl, di Rawj e in altri luoghi di detenzione, dove la distribuzione degli aiuti è complicata da motivi di sicurezza e dalle restrizioni imposte sul campo. Coopi è tra le organizzazioni che operano sul posto, in particolare a Homs, Aleppo, Latakia e a Damasco, spiega a Repubblica Matteo Crosetti, coordinatore regionale di Coopi per la Siria, il Libano, l’Iraq, la Giordania, la Libia e la Tunisia. Le attività principali che svolge riguardano il sostegno alla salute mentale, l’aiuto psicologico ai bambini traumatizzati dalle violenze, il supporto economico per le famiglie impoverite dalla guerra. Coopi distribuisce pacchi di cibo, buoni per gli acquisti alimentari, facilita l’inserimento dei bambini nel sistema scolastico. Oggi – continua Matteo Crosetti – l’esplosione della nuova fase del conflitto tra Israele e Palestina lascia temere, soprattutto ai libanesi, ma anche alla stessa Siria, che la guerra possa estendersi a tutta la regione e portare ulteriore devastazione.

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