ROMA – Possono considerarsi esaurite le segnalazioni di esecuzioni avvenute in Iran nel 2023, si legge sul sito di Nessuno Tocchi Caino, l’ONG italiana, attiva a livello internazionale, affiliata al Partito Radicale Transnazionale, che ha l’obiettivo della moratoria universale della pena di morte. Le Organizzazioni Non Governative, nei loro rapporti di fine anno, hanno fatto consuntivi diversi: secondo IHRM le esecuzioni sono state 875; secondo Hengaw 823; secondo IHRS 870. Non è ancora disponibile il rapporto consuntivo di IHR. Ma Nessuno tocchi Caino, che raccoglie i dati dalle Ong appena citate, legate a iraniani esuli all’estero, oltre che da altre Organizzazioni simili, ha potuto appurare che le esecuzioni in Iran nell’anno solare 2023 sono state almeno 878.
Una cifra record: solo in Cina sono state di più. Si tratta della cifra più alta registrata lo scorso anno nel mondo, non solo in proporzione alla popolazione (l’Iran ha circa 90 milioni di abitanti), ma anche in assoluto. Molto probabilmente solo la Cina (1,4 miliardi di abitanti) compie, come numeri generali, più esecuzioni dell’Iran, ma da diversi anni il governo cinese rende note solo pochissime esecuzioni, relative a particolari casi di cronaca. Inoltre, mentre i dissidenti iraniani all’estero sono attivi, e sono le Ong a scoprire e pubblicare circa l’80% delle esecuzioni compiute in Iran, sembrano non esistere dissidenti cinesi riparati all’estero che ritengano di sfidare la censura del governo su questi argomenti.