ROMA – Un gruppo di esperti delle Nazioni Unite che lavorano sul tema dei diritti umani in Afghanistan ha lanciato l’allarme sul crescente numero di abusi e violenze commessi contro le donne. Da gennaio ad oggi – denunciano – la campagna dei Talebani contro le donne che non rispettano il rigido codice di abbigliamento imposto nel Paese è diventata sempre più dura, con decine e decine di donne detenute arbitrariamente e maltrattate.
I fatti. Le operazioni dei Talebani contro le afghane sono iniziate nella parte occidentale di Kabul, un’area abitata prevalentemente dall’etnia Hazara, per poi diffondersi rapidamente in altre zone della città popolate dai tagiki fino ad arrivare alle altre province: Bamiyan, Baghlan, Balkh, Daykundi e Kunduz. Nei luoghi pubblici, nei centri commerciali, nelle scuole, nei mercati, i Talebani arrestano sistematicamente le donne che non rispettano rigorosamente il codice di abbigliamento. Donne e ragazze vengono portate con la forza nei veicoli della polizia con l’accusa di indossare abiti troppo colorati o troppo attillati - scrivono gli esperti - e poi vengono trasferite per alcune ore in luoghi segreti, spesso in isolamento. Nel maggio 2022 i Talebani hanno ordinato a tutte le donne del Paese di rispettare il codice di abbigliamento da loro imposto, il quale prevede l’uso del chadari, ovvero un ampio indumento nero che copre interamente il corpo e il viso. E hanno delegato agli uomini di famiglia il compito di sorvegliare che le regole venissero rigorosamente rispettate, minacciando punizioni e pene.
Il potere degli uomini sulle donne. Secondo le testimonianze raccolte – scrivono gli esperti – le donne sono state trattenute nelle stazioni di polizia, hanno ricevuto un solo pasto al giorno, alcune di loro hanno subito violenza fisica, minacce e intimidazioni. Non hanno avuto la possibilità di essere assistite da un avvocato e alcune di esse sono state rilasciate solo in seguito alla garanzia dei parenti maschi, messa per iscritto, di vigilare in futuro in maniera severa sul rispetto del codice di abbigliamento. Non si conosce, invece, il numero di donne ancora detenute dalle autorità talebane per le presunte violazioni delle regole sul modo di vestirsi.
Gli abusi. Punire le donne per ciò che indossano è già di per sé una violazione dei loro diritti. Assegnare poi agli uomini la responsabilità della vigilanza affinché il codice di abbigliamento sia rigorosamente rispettato è un'ulteriore limitazione delle loro libertà e perpetua un sistema di discriminazioni che priva le donne di un altro spazio di autonomia all’interno della società. Le condizioni di vita delle donne in Afghanistan sono peggiorate enormemente da quando i Talebani sono tornati al potere nell’agosto 2021. Le nuove autorità hanno imposto restrizioni stringenti sul diritto all’istruzione femminile, sulla possibilità di lavorare, sulla libertà di espressione, di associazione, di movimento, sulla libertà di azione e di partecipazione alla vita pubblica.
La denuncia. "I responsabili di queste discriminazioni diffuse e sistematiche dovrebbero essere giudicati per le loro azioni", scrivono gli esperti delle Nazioni Unite. I quali hanno ancora una volta hanno invitato i Talebani a rispettare gli obblighi internazionali dell’Afghanistan in materia di diritti umani, anche ai sensi della Convenzione sull’eliminazione di tutte le forme di discriminazione contro le donne, e a darsi da fare per sostenere i diritti umani e lo stato di diritto.