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Malesia, la detenzione arbitraria di migranti e rifugiati: il governo tiene in carcere 12.000 persone tra cui oltre 1.400 bambini, in dozzine di centri

Malesia, la detenzione arbitraria di migranti e rifugiati: il governo tiene in carcere 12.000 persone tra cui oltre 1.400 bambini, in dozzine di centri

La legge malese rende l'ingresso e il soggiorno irregolari e li considera reati penali. E non pone limiti alla durata della detenzione degli immigrati

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ROMA – Human Rights Watch mercoledì 6 marzo, a Kuala Lumpur presenterà il suo rapporto “Non possiamo vedere il sole”, che dà conto delle condizioni di detenzione arbitraria dei migranti e dei rifugiati nel paese asiatico. Il governo malese sta attualmente detenendo circa 12.000 rifugiati e migranti, tra cui oltre 1.400 bambini, in dozzine di centri di detenzione per immigrati in tutto il paese in condizioni che li mettono a serio rischio di abusi fisici e danni psicologici. La legge malese rende l'ingresso e il soggiorno irregolari nel paese un reato penale, mentre non pone alcun limite legale alla durata della detenzione degli immigrati, lasciando i migranti a rischio di essere detenuti a tempo indeterminato.

Trattamenti punitivi e abusi. Questo rapporto documenta come l'uso da parte della Malesia di una detenzione prolungata e giudiziaria senza supervisione violi il diritto internazionale dei diritti umani. Sulla base di interviste con ex detenuti, familiari, personale umanitario ed ex funzionari dell'immigrazione, il rapporto descrive in dettaglio il trattamento punitivo e abusivo delle autorità nei confronti dei migranti privi di documenti e dei richiedenti asilo.Human Rights Watch chiede al governo malese di perseguire alternative alla detenzione basate sulla comunità che non solo contrastino la detenzione abusiva e non necessaria degli immigrati, ma rendano anche il sistema di immigrazione più economico, efficiente e umano.

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