Abusi sui minori, quel silenzio che circonda la violenza: l’importanza del diritto d’ascolto
PALERMO - L’abuso sui minori scoperto oggi a Monreale, riporta con forza in evidenza quanto sia fondamentale garantire a bambini e agli adolescenti un luogo sicuro dove poter parlare e chiedere aiuto.
Il fatto. È stato disposto l’arresto di una coppia di 30 e 44 anni di Monreale per aver compiuto atti sessuali con minori. A denunciarli è stata una delle vittime, la figlia biologica della donna, che ha chiamato il Telefono Azzurro a cui ha raccontato di essere stata abusata più volte. La bambina ha riferito di essere stata costretta, assieme al fratello di poco più grande di lei, anche lui figlio naturale dell'arrestata, a partecipare ad atti sessuali consumati dalla coppia.
Le indagini in un ambiente di profondo degrado. Gli operatori del Telefono Azzurro - che nasce nel 1987 a Bologna per iniziativa di Ernesto Caffo, all’epoca professore di neuropsichiatria Infantile all’Università di Modena, con l’idea di dare diritto di ascolto e aiuto ai bambini – hanno messo al corrente i carabinieri di quanto stava accadendo. e la Procura, dopo una breve indagine, ha preso atto e descritto sommariamente un ambiente di profondo degrado e isolamento sociale, dove si sono consumati abusi e violenze. I due bambini sono stati portati in una comunità protetta.
Le Linee di Ascolto e di Emergenza. “L’intervento tempestivo degli operatori di Telefono Azzurro – ha detto Ernesto Caffo, presidente dell’organizzazione – che hanno raccolto la segnalazione e attivato subito la rete di protezione, ha permesso di avviare le procedure necessarie per mettere in salvo i minori coinvolti”. La Linea di Ascolto 19696 e la linea di emergenza 114 di Telefono Azzurro, è attiva 24 ore e rappresenta per molti bambini e adolescenti l’unico punto di riferimento che offre ascolto, protezione e intervento tempestivo.
Dietro ogni chiamata c’è una storia. Ogni giorno, dietro una chiamata, si nasconde una storia di paura, ma anche la possibilità di essere creduti e di iniziare un percorso di tutela. È attraverso l’ascolto che si può riconoscere il dolore e interrompere il silenzio che circonda la violenza.