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Adozioni internazionali in calo: 664 minori in Italia nel 2025, crescono quelli con bisogni speciali

Adozioni internazionali in calo: 664 minori in Italia nel 2025, crescono quelli con bisogni speciali

I nuovi dati della Commissione. La sfida del nostro Paese è rispondere alle particolari esigenze dei bambini accolti nelle famiglie

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ROMA – Sono 664 i minori provenienti da Paesi esteri adottati da famiglie italiane nel 2025. Ventisette in meno rispetto al 2024, le adozioni internazionali calano lievemente, stando ai dati, riferiti all'anno appena concluso, pubblicati dalla Commissione Adozioni Internazionali (CAI).

I numeri e i Paesi. A pesare sulla diminuzione, il numero più basso di bambini in ingresso dai Paesi storicamente significativi nell'adozione internazionale:

* – dalla Colombia, sessantatre procedure concluse contro le ottantuno dell'anno precedente;

* – dalle Filippine solo sette invece di sedici;

* – dal Vietnam ventidue anziché trentaquattro

* – dalla Sierra Leone, che dopo un avvio incoraggiante, hanno registrato un calo nel corso dell'anno.

E poi dall’Ungheria, dal Burundi e dal Perù. Nel 2025 è l'Ungheria lo Stato, tra i sessantatre interessati, dal quale è arrivato il maggior numero di minori, dato che conferma una tendenza di crescita costante che interessa anche la Bulgaria, il Burundi e il Perù. Riprendono significativamente le adozioni di bambini della Burkina e del Ghana e si stabilizzano quelle provenienti dall'India.

L’Italia virtuosa nell'accoglienza dei bambini con bisogni speciali. “Nonostante il calo generalizzato delle domande di adozione internazionale nell'ultimo decennio, l'Italia continua a distinguersi per una significativa apertura, in particolare nei confronti di minori con bisogni speciali”, ha detto il vicepresidente della Commissione Adozioni Internazionali, Vincenzo Starita, in occasione della presentazione, alla Farnesina qualche giorno fa, della nuova Guida che da le coordinate a chi desidera adottare bambini stranieri, realizzata dal ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, che riepiloga l'iter burocratico delle pratiche necessarie, dedicata a famiglie, operatori e consolati.

Si abbassa l'età media dei piccoli. All'ingresso in Italia hanno poco più di sei anni, e cresce il numero di quelli con bisogni speciali, passando dal 67% del 2024 al 70% del 2025. Dalle statistiche stilate dalla CAI emerge che la quota di bambini con bisogni speciali supera la metà del contingente degli adottati, soprattutto tra i minori che arrivano dall'America e dall'Europa mentre è minoritaria tra quelli che provengono dall'Africa.

Tra tempi di attesa e lungaggini burocratiche. Si riducono leggermente i tempi tra il conferimento dell'incarico all'ente autorizzato per la presa in carico della domanda di adozione e l'autorizzazione all'ingresso del minore, con un lasso di tempo medio pari a quasi ventinove mesi, tre in meno di quello atteso nell'anno precedente, ma le procedure pendenti sono quasi il doppio, oltre mille, rispetto a quelle evase nel 2025.

Dalla Lombardia il maggior numero di richieste. È la Lombardia, la Regione da cui proviene la maggior parte delle richieste di adozione internazionale, seguita dalla Campania e dalla Toscana. In coda alla classifica regionale, la Sardegna, che nell'ultimo quinquennio ha inoltrato trenta richieste, poi la Basilicata con quarantasei e il Trentino Alto Adige e il Friuli con cinquanta ciascuna.

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