La povertà educativa in Italia riguarda un milione di ragazzini: i progetti di “Mission Bambini”
MILANO – In Italia la povertà educativa si radica già nei primi anni di vita e tende ad aggravarsi con il passare del tempo: l’accesso ai servizi per la prima infanzia resta diseguale e, negli anni successivi, cresce il rischio di dispersione scolastica. In occasione della Giornata Internazionale dell’Educazione, Mission Bambini richiama l’attenzione su una crisi che pesa su un milione di minori e rafforza il proprio impegno a supporto dell’infanzia, attraverso le Stelle Mission Bambini, una rete di centri educativi attivi nei territori più vulnerabili del Paese.
I segnali di fragilità in ambito educativo in Italia emergono presto. Nella fascia 0–3 anni, l’offerta di servizi educativi non riesce ancora a rispondere pienamente ai bisogni delle famiglie e presenta differenze marcate tra Nord e Sud. Solo nell’ultimo anno quasi il 60% delle strutture ha dichiarato bambini in lista d’attesa, con una pressione crescente sulla capacità di accoglienza.
Gli svantaggi educativi portano all’abbandono della scuola. Con l’avanzare dell’età, lo svantaggio si traduce più spesso in interruzione dei percorsi. Nell’ultimo anno scolastico, 1 studente su 10 tra i 18 e 24 anni ha lasciato precocemente il percorso d’istruzione, con divari ancora significativi tra regioni e gruppi sociali.
La qualità dell’apprendimento. Accanto a questo dato, resta cruciale la qualità degli apprendimenti: la dispersione implicita – cioè studenti che arrivano alla fine del percorso senza competenze fondamentali adeguate – sfiora il 9% (8,9%, quasi uno studente su dieci), con differenze territoriali che continuano a penalizzare le aree più fragili.
Quando si accumulano le disuguaglianze. “Quando mancano servizi nei primi anni e punti di riferimento educativi stabili negli anni successivi, le disuguaglianze tendono ad accumularsi – dice Stefano Oltolini, direttore generale di Mission Bambini – per questo lavoriamo in modo continuativo, insieme a scuole e partner del territorio: l’obiettivo è intercettare i bisogni presto e accompagnare bambini e ragazzi nel tempo, non solo intervenire quando la difficoltà è già diventata emergenza».
Come si previene l’abbandono scolastico. Le Stelle Mission Bambini sono centri educativi sostenuti dall’organizzazione e realizzati insieme a partner locali nei contesti più fragili del nostro Paese: offrono servizi e percorsi continuativi per bambini e ragazzi, dalla prima infanzia all’adolescenza, con attività educative, supporto allo studio e accompagnamento alle famiglie, contribuendo a prevenire l’abbandono e a rafforzare le opportunità di apprendimento nei territori più vulnerabili.
La rete oggi attive in Italia. Oggi la rete conta 27 Stelle Mission Bambini attive in 15 città italiane, tra cui Roma, Milano, Napoli, Bari e Catania, in collaborazione con partner locali, scuole e servizi sul territorio. Solo nell’ultimo anno scolastico, attraverso i programmi educativi collegati alle Stelle Mission, è stato possibile sostenere oltre 8mila bambini e ragazzi in tutto il territorio nazionale.
Cos’è Mission Bambini, Ente del Terzo Settore. E’ una Fondazione nata nel 2000 su iniziativa dell’imprenditore e ingegnere Goffredo Modena, con l’obiettivo di sostenere l’infanzia in difficoltà in Italia e nei Paesi più poveri, perché i bambini sono il futuro del mondo. In 25 anni di attività ha aiutato 1,4 milioni di bambini, grazie a oltre 2.000 progetti in Italia e in altri 76 Paesi del mondo.
I due ambiti principali di intervento in Italia e all’estero. L’ambito Educazione, per contrastare la povertà educativa minorile garantendo l’accesso a percorsi di istruzione, educazione e formazione di qualità. L’ambito Salute, per promuovere la prevenzione e garantire l’accesso a cure tempestive soprattutto per minori con cardiopatie infantili nei Paesi dal sistema sanitario carente.