MILANO – Il G8 di Genova, nel luglio del 2001, non fu solo teatro della “più grande repressione di massa del dopoguerra” (Amnesty international), ma l’ultima vera barricata contro il pensiero unico neoliberista. A 25 anni di distanza, questo libro torna a ragionare su quei giorni, dall’omicidio di Carlo Giuliani, ai pestaggi e alle torture che ci furono nella scuola Diaz e nella caserma di Bolzaneto. Un modo per rivendicare la disarmante attualità del Genoa Social Forume tutte le intuizioni sul clima e i diritti che il tempo ha confermato.
Fu un primo allarme sulla degenerazioni del capitalismo finanziario. È un’analisi lucida delle responsabilità, peraltro mai ammesse dagli apparati di sicurezza, e della conseguente torsione autoritaria delle democrazie occidentali, il testo si pone come strumento di studio in un presente dominato dal riarmo e dall’economia di guerra. Richiama dunque l’attenzione su come l’eredità di quei giorni di Genova siano ancora vitali e ricorda che un movimento globale esisteva già 25 anni fa che cercò di svelare come l’idea neoliberista stava favorendo la degenerazione del capitalismo moderno caratterizzato da una trasformazione strutturale in cui la finanza ha un ruolo dominante rispetto all'economia della produzione di beni e servizi.
È accaduto, e può accadere di nuovo. L’autore èLorenzo Guadagnucci, giornalista ed editorialista di Altreconomia. Ha scritto libri sulle economie alternative, sul G8 di Genova, sul razzismo, sull’eccidio di Sant’Anna di Stazzema, sull’antifascismo. Fra i suoi lavori: “Noi della Diaz” (Altreconomia 2002, 2021), “La seduzione autoritaria” (Nonluoghi 2005), “Il nuovo mutualismo” (Feltrinelli, 2007), “L’eclisse della democrazia” (con Vittorio Agnoletto, Feltrinelli 2011 e 2021), “Era un giorno qualsiasi” (Terre di mezzo 2016), “Camminare l’antifascismo” (Gruppo Abele 2022), "Un'altra memoria" (Altreconomia, 2025).