Riarmo, un’altra difesa è possibile: società civile e mondo della cultura per una proposta di legge
ROMA – Si è svolta oggi, nella Sala “Caduti di Nassirya” del Senato della Repubblica a Piazza Madama, la conferenza stampa della campagna "Un'altra difesa è possibile", promossa da Rete Italiana Pace e Disarmo, Conferenza Nazionale degli Enti di Servizio Civile (CNESC) e Sbilanciamoci!, su iniziativa della Senatrice Aurora Floridia (del gruppo “Verdi Alto Adige”). Sono state già raccolte 14.000 firme sulla proposta di legge di iniziativa popolare per l'istituzione di un Dipartimento della Difesa Civile non armata e nonviolenta — già oltre il 25% delle 50.000 necessarie per la presentazione in Parlamento.
La proposta. La legge di iniziativa popolare "Istituzione e modalità di finanziamento del Dipartimento della difesa civile non armata e nonviolenta" prevede quattro pilastri concreti:
1) – il potenziamento del Servizio civile come istituto di difesa civile della Patria in attuazione degli articoli 11 e 52 della Costituzione;
2) – l'istituzione dei Corpi civili di pace, formati da personale preparato a intervenire nelle aree di crisi prima dell'escalation militare;
3) – il rafforzamento della Protezione civile come strumento di difesa del territorio dalla devastazione ambientale e climatica;
4) – la creazione di un Istituto di ricerca per la pace e il disarmo. Il tutto finanziato da un fondo pluriennale stabile e dalla possibilità per i cittadini di destinare il 6 per mille dell'IRPEF a queste attività.
Un programma politico unificante delle molte associazioni. “La Campagna "Un'altra difesa è possibile” è il programma politico unificante delle molte associazioni nonviolente, pacifiste, culturali, per il disarmo, la solidarietà, la cooperazione. Rappresenta la continuità ideale di quel lungo cammino, iniziato da Aldo Capitini e Pietro Pinna, a sostegno dell'obiezione di coscienza come alternativa al servizio militare. Dopo oltre mezzo secolo, i tempi sono maturi affinché le istituzioni facciano propria la visione di don Lorenzo Milani: "le uniche armi che io approvo sono nobili e incruente".
L'obiettivo comune è la piena attuazione dell'articolo 52 della Costituzione. L’articolo in tema di difesa e alla luce dell'articolo 11, “che ripudia la guerra e aferma il principio di difendersi preparando la pace”, come evidenza Mao Valpiana, presidente del Movimento Nonviolento “La situazione internazionale – ha affermato – è talmente grave che servono strumenti concreti per intervenire prima che i conflitti degenerino. Più firme raccogliamo e più la nostra proposta acquisterà forza. I partiti dovranno prendere una posizione, la società civile dovrà esprimersi e gli italiani dovranno decidere se preferiscono pagare per la guerra o per la pace”.
I nuovi scenari nella concezione della sicurezza. “L'introduzione della difesa civile nell'ordinamento italiano - è stato sottolineato nel corso dell'incontro da Giulio Marcon di Sbilanciamoci! e Rossano Salvatore della CNESC - aprirebbe nuovi scenari nella concezione della sicurezza, rifiutando il modello basato in modo esclusivo sul possesso e sull'impiego delle armi. L'alternativa si fonda su tre direttrici: prevenzione dei conflitti, agendo sulle cause strutturali delle tensioni; gestione nonviolenta attraverso mediazione e diplomazia dal basso; risoluzione e ricostruzione delle relazioni nelle comunità colpite”.
Ecco come firmare. Le firme possono essere apposte online sulla piattaforma istituzionale del Ministero della Giustizia, con SPID o CIE, accedendo da difesacivilenonviolenta.org o direttamente da firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/6100008. Le firme devono essere raccolte entro il 15 settembre 2026. Una volta raggiunta la soglia delle 50.000 sottoscrizioni, la proposta verrà incardinata al Senato e affidata alle Commissioni Affari istituzionali e Affari esteri e Difesa, dove i promotori saranno invitati alla presentazione ad apertura della discussione.