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Figli detenuti insieme ai genitori: l’Italia fa scuola nel mondo per i loro diritti

La conferenza internazionale Cope – Bambinisenzasbarre e la “Carta dei diritti dei figli di genitori detenuti” che si conferma un punto di riferimento internazionale
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ROMA – Lo scorso giugno, a Milano, a Palazzo Marino, c’è stata la conferenza internazionale di Cope – Children of Prisoners Europe, una rete paneuropea che lavora con e per i bambini con genitori incarcerati – e Bambinisenzasbarre – Onlus che si occupa della tutela dei rapporti familiari durante la detenzione di uno o entrambi i genitori – si è rivelata un momento importante di incontro tra rappresentanti istituzionali: dal Consiglio d’Europa, da circa 45 Ong di 32 Paesi europei ed extra europei – dall’Estonia all’India, dagli Stati Uniti alla Turchia, dal Portogallo alla Svezia.

L’Italia prima in Europa e nel mondo con la “Carta dei diritti dei bambini”. I due protagonisti della giornata di lavoro sono stati il memorandum italiano “Carta dei diritti dei figli di genitori detenuti”, prima in Europa e nel mondo, ritenuta un punto di riferimento, che si è confrontata con le principali istituzioni nazionali e internazionali, coinvolte nella realtà del gruppo sociale a rischio di emarginazione, discriminazione e stigma, composto, in Italia, da 100mila figli di genitori detenuti, 2,4 milioni in Europa, oltre 23,5 milioni nel mondo.

Superare le barriere culturali e costruire legami tra istituzioni, Ong, agenzie educative. La conferenza, in sintonia con lo spirito e la lettera della Carta, ha indirizzato i partecipanti a superare le barriere culturali, i pregiudizi cosiddetti “silos”, e costruire collegamenti concretitra istituzioni, Ong, agenzie educative che coinvolgano genitori detenuti, figli e famiglie, promuovendo politiche e servizi verso una visione circolare e intersettoriale, dunque olistica. Una visione che diventa concreta e operativa, come, quando si segue ed esegue il dettato della Carta, che ha fruito della cornice internazionale della conferenza di Milano per il suo rinnovo, il quinto dalla prima ratifica.

La storia della Carta. La “Carta dei diritti dei figli di genitori detenuti”, promossa e attuata da Bambinisenzasbarre, ha una storia decennale: avviata nel 2010, fu co-creata e co-firmata nel 2014 dal ministro della Giustizia e dalla Garante per l'infanzia. Ha avuto il più recente rinnovo l'8 giugno 2026. L’azione di Bambinisenzasbarre si è attivata anche a livello internazionale portando la Carta italiana in Europa, inserendosi nel quadro della Carta dei Diritti Europei dei Minori, di cui l'Italia è parte attiva. Assieme ad altri Paesi europei, in progetti ad hoc promossi dall’UE, si portano avanti i principi della Carta italiana nei sistemi penitenziari nazionali. La Polonia, dopo un triennale lavoro di gruppo anche con Bambinisenzasbarre, ha firmato a marzo 2026 la propria Carta dei diritti dei figli dei genitori detenuti, modellata su quella italiana.

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