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Truffe globali, affari miliardari: vittime centinaia di milioni di persone, anche molto povere

In Italia cadono nella trappola online circa 3 milioni e 200mila persone. Il costo totale dei raggiri è di circa 1 miliardo e 200 milioni di euro. In gran voga la truffa finanziaria della “macellazione del maiale”
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ROMA – In Italia, solo nell’ultimo anno, le truffe online e telefoniche coinvolgono circa 3 milioni e 200mila persone, provocando danni economici complessivi che superano il miliardo di euro. Le vittime “predestinate” sono in genere gli anziani, ma anche cittadini poveri o impoveriti dalle crisi, in cerca di soluzioni “fortunate” e facili per tentare di cambiare la loro situazione familiare. I dati più recenti delineano un quadro allarmante, differenziato a seconda dei canali utilizzati dai criminali informatici. Secondo l'ultima indagine condotta da mUp Research e Norstat per Facile.it, il danno complessivo stimato ammonta a 731 milioni di euro.

Come agiscono le organizzazioni dei truffatori. I call center sono il canale privilegiato, per il 67%, sulla telefonia fissa; seguono le truffe perpetrate attraverso i cellulari, che sono il 44%; seguono gli SMS ingannevoli. Prendendo in esame l'intero ecosistema digitale (l’e-commerce fasulli compresi, gli home banking hackerati, e le truffe sugli investimenti, le stime complessive fornite dai principali istituti e sindacati bancari (come la FABI) indicano cifre ancora più elevate. Si allarga poi il raggio delle tipologie di raggiri digitali, che investono - ad esempio – le bollette fantasma: i cittadini colpiti arrivano a circa 8 milioni.

Il costo totale dei raggiri digitali tocca quota 1,2 miliardi di euro all'anno. Solo per quanto riguarda la sottrazione diretta da conti correnti e carte tramite frodi informatiche "pure", la FABI (Federazione Autonoma Bancari Italiani) ha calcolato oltre 181 milioni di euro rubati in un singolo anno, con un trend in crescita del 30%.

Senza contare poi tutti i truffati che non fanno denuncia. Un elemento critico che rende difficile arginare il fenomeno è la reticenza delle vittime: il 59,4% delle persone truffate decide di non sporgere denuncia alle autorità spesso a causa del senso di vergogna o perché la cifra sottratta individualmente è considerata troppo esigua per giustificare l'iter burocratico.

Il fenomeno a livello globale. Ha assunto una portata globale e allarmante, coinvolgendo miliardi di persone ogni anno con un giro d'affari stimato tra i 442 miliardi e gli oltre 1.000 miliardi di dollari, a seconda dei modelli di calcolo applicati dagli organismi internazionali.

Le statistiche globali delineano il seguente scenario:

Persone colpite. Secondo il report Global State of Scams della Global Anti-Scam Alliance (GASA), il 57% degli adulti a livello mondiale ha dichiarato di aver avuto a che fare con almeno un tentativo di truffa negli ultimi 12 mesi. Di questi, il 23% ha effettivamente perso denaro. Si stima una media di circa 174 tentativi di truffa al secondo a livello globale.

Le categorie più colpite. Un dato contraddice uno stereotipo consolidato: quello secondo cui sarebbero gli anziani ad essere più di altri vittime “sacrificali” dei truffatori. Bene, non sembra che sia così: anche i giovani non sono immuni. I dati indicano che la Gen Z (27%) e i Millennials (26%) registrano tassi di vittimizzazione simili o superiori alle fasce più anziane, sebbene le persone anziane subiscano generalmente le perdite economiche pro-capite più elevate.

Il giro d'affari e le perdite economiche. Il calcolo esatto del fatturato illecito è complesso a causa del sommerso (circa il 93% delle vittime non denuncia il reato per vergogna o sfiducia), ma i principali istituti forniscono stime davvero imponenti.

Il primato di Cambogia e Myanmar dove nascono le truffe online. Cambogia e il Myanmar (ex Birmania) sono storicamente ed economicamente l'epicentro globale delle "Scam City" (le città della truffa), sebbene il fenomeno si sia esteso anche ad altre nazioni. Secondo i dati delle Nazioni Unite e dei principali istituti di ricerca, queste due nazioni – insieme al Laos – ospitano la più alta concentrazione di mega-complessi blindati dedicati alle frodi online su scala industriale. L'impatto economico e umano in questi due Paesi è senza precedenti:

In Cambogia. L'industria delle truffe digitali genera tra i 12,5 e i 19 miliardi di dollari all'anno, una cifra impressionante che equivale a circa il 50-60% dell'intero PIL formale del Paese. Diverse indagini – come riporta Asianews – documentano una rete di casinò e società collegate anche a esponenti dell'élite politica.

In Myanmar. L'instabilità politica provocata dalla guerra civile ha permesso alle mafie cinesi, in combutta con le milizie locali della giunta militare, di creare vere e proprie roccaforti criminali extraterritoriali, come le famigerate aree di Shwe Kokko e KK Park al confine con la Thailandia.

Il fattore umano. Si stima che oltre 300.000 persone in tutta la regione siano state ridotte in una condizione di cyber-schiavitù, reclutate con false promesse di lavoro nel settore tecnologico. Persone che vengono private dei passaporti e costrette con la tortura a gestire truffe finanziarie e di "pig butchering" (macellazione del maiale) verso vittime in tutto il mondo. Queste persone, soggette a veri e propri sequestri di persona, restano sempre senza nessun tipo di assistenza.

Cos’è la truffa della “macellazione del maiale”. E’ una frode finanziaria assai sofisticata, gestita online, che unisce false relazioni sentimentali (ma anche di amicizia) a investimenti fraudontidi in criptovalute. Il nome deriva da un'espressione cinese (shā zhū pán): la vittima viene prima "ingrassata", adescata e manipolata con finta fiducia per diversi mesi e poi "macellata", derubata di tutti i risparmi. Funziona così: arriva un messaggio casuale o un aggancio su app di incontri, social o WhatsApp, fingendo un errore di numero. Il truffatore dedica settimane o mesi a creare un rapporto affettivo o di profonda amicizia. L'interlocutore introduce gradualmente l'idea di guadagni facili tramite piattaforme di investimento in criptovalute. I primi piccoli prelievi o gli schermi della piattaforma mostrano profitti enormi e immediati per spingere a versare somme sempre più grandi. Quando si tenta di ritirare il capitale, vengono richieste ulteriori commissioni o "tasse" insensate, finché i truffatori spariscono nel nulla.

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