ROMA - Basta usare una parola legata alla disabilità per insultare o denigrare. È l’invito di CoorDown, che in occasione della Giornata nazionale delle persone con sindrome di Down ha lanciato la Campagna “È ora di evolvere!”. La versione italiana del video ha superato 2,4 milioni di visualizzazioni e condivisioni sui social, diventando oggetto di conversazione online e nella vita delle persone. Il film richiama l’attenzione su un’abitudine spesso liquidata come una battuta: usare la disabilità come sinonimo di incapacità.
La scena della cena. Il video si apre con un gruppo di amici durante una serata tranquilla. Uno di loro, ridendo, usa la Mong***ide - “la parola con la M” - per prendere in giro chi non riesce ad aprire un barattolo. La scena si interrompe: davanti alla telecamera compare Noah M. Matofsky, attore con sindrome di Down e protagonista del film. Spiega che un tempo quella parola si poteva dire, ma si lavavano anche i panni con l’urina, gli animali e le mogli vendute al mercato. Continuare a usare quell’insulto, dice, è come lavare ancora il bucato in quel modo.
Quel paragone volutamente spiazzante. Che porta al discorso relativo a un linguaggio che persiste nelle relazioni quotidiane. Ogni volta che una parola legata alla disabilità viene usata per offendere, sostiene CoorDown, si rafforzano stereotipi e si legittimano discriminazioni. Il video invita a riconoscere l’effetto di quelle espressioni anche quando vengono pronunciate con leggerezza, a scuola, al lavoro, nello sport o tra amici.
La versione italiana. Dopo un successo mondiale in lingua inglese, la versione italiana è stata realizzata a Milano: a doppiare Matofsky è Francesco Romanelli, attore di 23 anni con sindrome di Down. Grazie all’intelligenza artificiale, i movimenti labiali degli attori sono stati riallineati al parlato italiano per rendere il doppiaggio più naturale e il film più semplice da seguire.
Un percorso sul linguaggio. Nel 2026 CoorDown ha creato con Fairflai un agente di intelligenza artificiale, disponibile sul sito della Campagna, per accompagnare gli utenti nella scoperta di cosa significhi costruire una cultura del rispetto. Propone esempi, attività e iniziative da realizzare e condividere a casa, al lavoro e nei contesti sociali.
Il messaggio di cioccolato. Nel fine settimana della Giornata nazionale, i volontari delle associazioni in oltre 200 piazze italiane hanno distribuito il “messaggio di cioccolato”, realizzato con cacao del commercio equo e solidale. Le offerte sostengono progetti di partecipazione attiva delle persone con sindrome di Down e campagne di comunicazione sul territorio.
L’appello di CoorDown. “In Europa e nel mondo vediamo segnali di involuzione che minacciano le fondamenta dell’inclusione delle persone con sindrome di Down”, dice Martina Fuga, presidente di CoorDown, citando il ritorno a classi e scuole separate e l’uso della disabilità per ridicolizzare o offendere. “Ogni volta che si legittimano queste parole con un’alzata di spalle, con un sorriso o con il silenzio si demoliscono i diritti delle persone con sindrome di Down”. E conclude: “Non è vero che non si può più dire nulla: si può scegliere un linguaggio che non danneggi le altre persone. E oggi evolvere è la risposta più forte a chi vorrebbe tornare indietro”.