“In carcere abusi e torture sono strutturali, altro che opera di mele marce”
ROMA – “Il rapporto del Comitato europeo per la Prevenzione della Tortura (Cpt) – commenta Patrizio Gonnella, presidente dell’Associazione Antigone – disegna un quadro fosco, preoccupante, perché la tortura esiste. E gli abusi anche esistono. La stessa amministrazione penitenziaria ricorda come dal 2017, anno dell’introduzione del delitto di tortura nel codice penale, sono stati avviati ben 64 procedimenti giudiziari che hanno coinvolto il personale penitenziario per tortura e maltrattamenti (precisamente 53 per maltrattamenti e 11 per tortura).
Ben 505 poliziotti penitenziari sono stati coinvolti. E di questi 405 sono ancora sotto procedimento o indagine. 47 agenti sono stati sanzionati disciplinarmente dal Dap (il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria) per maltrattamenti o tortura. Undici sono stati licenziati.
Non solo mele marce: che ci faceva al Marassi di Genova un letto di contenzione? “Dunque – commenta Gonnella – esiste davvero un problema strutturale di cultura della pena, che investe la Polizia penitenziaria. Non si può parlare di mele marce. Nel rapporto c’è anche traccia di qualcosa che non era mai accaduto nelle carceri italiane negli ultimi anni: è stato trovato nel carcere Marassi di Genova un letto di contenzione. La contenzione fisica non deve mai essere possibile in un istituto di pena. E’ un abuso.
Un sovraffollamento che è peggiorato nell’ultimo anno. Infine, nel rapporto si stigmatizza una condizione di sovraffollamento che incide negativamente sulle condizioni di vita in molti istituti. Sovraffollamento che è finanche peggiorato nell’ultimo anno. Oggi i detenuti sono circa 20 mila persone in più rispetto alla capienza regolamentare. E Nordio vuole mandare presso gli istituti per adulti anche i minorenni. Vedremo su questo che dirà il Comitato di Strasburgo essendo una praticv palesemente in contrasto con il buon senso, la pedagogia e il diritto internazionale”