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Alzheimer, numeri in aumento: le sfide per diagnosi più precoci e costi meno gravosi per le famiglie

Alzheimer, numeri in aumento: le sfide per diagnosi più precoci e costi meno gravosi per le famiglie

L’analisi dell'Aima. L’assistenza per ogni paziente costa circa 70mila euro all'anno. I malati in Italia sono 1,4 milioni

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ROMA – È quando non sai più neanche chi sei. Sono molto alti i numeri dell’Alzheimer. È la malattia neurodegenerativa, causa più comune e più diffusa di demenza, che colpisce la memoria, il linguaggio e il comportamento, rendendo impossibile ogni normale attività quotidiana. A oggi, non esiste una cura definitiva, sono però disponibili trattamenti per la gestione dei sintomi.

Un’emergenza sanitaria globale. L’emergenza sanitaria, che in Italia sta assumendo connotati preoccupanti, si scontra fatalmente con le criticità del sistema italiano, tra ritardi diagnostici e disuguaglianze territoriali. I dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità ci dicono che l’Alzheimer è al momento la forma più diffusa di demenza ed è tra le emergenze sanitarie globali. Nel mondo ci sono oltre 55 milioni di persone che denunciano un decadimento cognitivo. Ma – ci dicono – che questi numeri sono destinati ad aumentare e superare i 130 milioni entro il 2050, con circa 10 milioni di nuovi casi ogni anno.

Le criticità del sistema sanitario italiano per le disuguaglianze territoriali. L'Italia in questo quadro mondiale risulta tra gli Starti più a rischio. La popolazione che sta invecchiando più di altri Paesi europei, fa prevedere un aumento dei casi, per il momento stimato in oltre 1,4 milioni di persone affette da demenza, il 60-70% delle quali affette da Alzheimer. Un numero destinato ad aumentare col tempo.

Adesso, con l’intelligenza artificiale e la robottistica, si tenta – per ora solo con goffi esperimenti – ad assistere i pazienti e soprattutto le persone che dei pazienti si occupano quotidianamente della routine di tutti i giorni.

Ed è tutto sulle spalle delle famiglie e della rete di affetti. Che tutta la famiglia del malato (o della malata) sia coinvolta pesantemente dall’Alzheime, lo si può solo immaginare, ma è un argomento al centro dell’azione di sensibilizzazione dell'AIMA, Associazione Italiana Malattia di Alzheimer. Le persone direttamente interessate nell’assistenza alle persone affette da Alzheimer in Italia sono circa 3 milioni. Molte di loro persono il lavoro, si rovinano la salute stravolgono letteralmente la propria vita. Un compito che non viene riconosciuto, a tutti i livelli. In altre parole, tutti i costi dell’assistenza – umani e non solo – grava solo ed esclusivamente sulle famiglie e comunque sulla rete degli affetti delle persone malate.

L’enorme peso economico. Nel nostro Paese i costi per l’assistenza ai malati di Alzheimer superano i 23 miliardi di euro l'anno e più del 60% è a carico delle famiglie. Ogni singolo malato arriva a costare circa 70 mila euro ogni anno. L’Associazione AIMA indica nel ritardo diagnostico la responsabilità di questi altissimi costi. Il tempo medio che intercorre tra i primi sintomi di Alzheimer, la prima diagnosi credibile arriva, se va bene, entro 2 anni. Gli esperti sottolineano inoltre come questi ritardi siano particolarmente critici nella prospettiva delle nuove terapie che si stanno affacciando.

I cambiamenti urgenti nel Sistema sanitario nazionale. Le novità terapeutiche, quando arriveranno, alimenteranno una speranza che si aspetta da più di 40 anni. Ma perché quella speranza diventi realtà servirà un cambiamento nel sistema diagnostico del Servizio Sanitario italiano. Perché il problema non è solo scientifico, ma ha a che fare con l’organizzazione di centri specializzati, metodi nuovi per la selezione dei malati, un monitoraggio assiduo e investimenti.

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