Mondo Solidale

L'EMERGENZA

Siria, "Il disastro umanitario
che sta diventando un incubo"

Lo ha detto la leader dell'UNHCR, l'Agenzia per i rifugiati delle Nazioni Unite, Navi Pillay, a Ginevra per le sessioni del Consiglio per i diritti umani. In 26 mesi di conflitto, oltre 94 mila morti e più di 1,5 milioni di sfollati. " Il regime usa una forza indiscriminata e sproporzionata''. Ma i gruppi ribelli non sono da meno: ''violano diritti con esecuzioni sommarie e abusi sulle donne"

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GINEVRA - Le violenze e gli abusi in Siria hanno ormai raggiunto ''dimensioni orribili''. Lo ha detto la leader dell'UNHCR, l'Agenzia per i rifugiati delle Nazioni Unite, Navi Pillay, aprendo a Ginevra le sessioni annuali del Consiglio per i diritti umani. ''Dietro di noi c'è già un disastro politico, sociale e umanitario, mentre davanti ci si prospetta un autentico incubo'', ha detto la Pillay, parlando dei 26 mesi di guerra civile che hanno causato oltre 94 mila morti e più di 1,5 milioni di sfollati. La guerra in Siria è un ''affronto intollerabile per la coscienza umana. Il regime sta usando ''una forza indiscriminata e sproporzionata all'interno delle aree residenziali'', ma anche i gruppi ribelli non sono da meno, perché si sono macchiati di ''violazioni dei diritti umani'', con esecuzioni sommarie e abusi nei confronti delle donne.


Il "virus" che si diffonde in Libano. Tutto questo, mentre il "virus" della guerra sembra si voglia diffondere anche in Libano, dopo il lancio di un razzo su un agglomerato ad alta densità abitativa alla periferia medirionale di Beirut, dove sono concentrate sette municipalità dell'hinterland della capitale, quattro delle quali a maggioranza musulmana, prevalentemente sciita (considerata una delle roccaforti di Hezbollah) e tre a prevalenza cristiana: in tutto circa un milione di persone, circa un quarto dell'intera popolazione libanese. L'ordigno - lanciato non si è capito ancora da dove - ha provocato per fortuna solo 4 feriti lievi: persone che lavoravano in un autosalone. Dunque - sulla pelle della popolazione civile - ancora una colta si sta giocando una sorta di "mini guerra civile" libanese.

Gli sforzi diplomatici. Continuano intanto gli sforzi diplomatici per l'organizzazione di una conferenza internazionale a Ginevra che possa trovare una soluzione politica al conflitto.  Secondo la funzionaria dell'Onu, "la comunità internazionale non è riuscita ad ottemperare ai suoi obblighi fondamentali nei confronti delle vittime" del conflitto. Pillay ha comunque spiegato di avere ancora la speranza di vedere la comunità internazionale compiere "azioni tangibili per fermare l'escalation di sofferenza e l'effusione di sangue in Siria". L'Alto Commissario Onu ha inoltre denunciato gravi crimini compiuti dalle forze lealiste siriane, spiegando che scuole ed ospedali sono stati oggetto di attacchi da parte delle forze di Damasco.

Armi. Se cade l'embargo in mano a chi vanno?. La Coalizione nazionale dell'opposizione siriana ha rivolto oggi un nuovo appello all'Unione europea per la revoca dell'embargo sulle armi destinate ai ribelli ostili al regime di Damasco. Una richiesta di fronte alla quale l'UE si mostra ancora divisa, perché al di là delle intenzioni di aiutare la parte sinceramente democratica dell'opposizione al regime di Damasco, resta la preoccupazione che le armi possano finire anche nelle mani di frange dell'estremismo islamista. "La popolazione continua a chiedere armi per proteggersi, soprattutto per proteggersi - ha detto un portavoce della coalizione, Khaled al Saleh -  spero, prego, che i ministri che si riuniscono oggi a Bruxelles comprendano questo". Il portavoce ha poi aggiunto che ieri "il regime ha utilizzato armi chimiche in numerose città. Siamo alla vigilia di un disastro". I ministri degli Esteri dell'UE sono riuniti a Bruxelles per decidere sull'embargo alle armi, che scade il prossimo 31 maggio, e per preparare la prossima conferenza internazionale di pace, conosciuta come Ginevra II.