QUETTA - Il bilancio per il violentissimo sisma di magnitudo 7,7 è di 328 morti e oltre 400 feriti. Le autorità sanitarie stanno trasferendo i feriti più gravi in elicottero all'ospedale di karachi e nei distretti vicini. "Circa il 90% delle abitazioni è andato distrutto", ha confermato un responsabile locale. Secondo l'ufficio per gli affari umanitari dell'Onu, circa 61.000 persone vivevano in un raggio di 50 chilometri dall'epicentro del sisma. Gli sfollati, secondo fonti governative citate dai media locali, sono migliaia. Solo nel distretto di Awaran, il più colpito dal sisma di magnitudo 7.7, migliaia di case sono andate distrutte. Tra le vittime ci sono molte donne e bambini. "Complessivamente i distretti colpiti sono sei: Awaran, Kech, Gwadar, Panjgur, Chaghi e Khuzdar. Sono state colpite oltre 300 mila persone", ha detto il portavoce del governo provinciale del Baluchistan, Jan Muhammad Buledi.
Otto anni fa 82 mila morte. Intanto, mentre continua il difficile lavoro dei soccorritori con l'aiuto dell'Esercito e della Guardia di Frontiera, è scattata l'emergenza per l'assistenza medica dei feriti. "Mancano strutture mediche - ha detto Buledi - e non ci sono posti per curare i feriti negli ospedali della zona". Il terremoto nel Kashmir pakistano dell'8 ottobre del 2005 provocò la morte di 82.000 persone e fu di potenza praticamenbte identica a quello avvenuto ieri: 7.6 Richter. Avvenne a pochi chilometri dal confine tra Pakistan e India, a circa 95 chilometri a nord-est di Islamabad. L'anno successivo al terremoto il Venerdì di Repubblica pubblicò un reportage che mise in evidenza come a distanza di un anno le ferite profonde di quel disastro erano ancora tutte aperte.
L'effetto indiretto del sisma. E' l'Isola che non c'era. E che oggi c'è. Un isolotto di fango e sassi emerso nel mare Arabico a poca distanza dalle coste del Baluchistan, dopo il terremoto di magnitudo 7.8 che ha colpito ieri il Pakistan sudoccidentale. Alto circa 20 metri e lungo una settantina, è apparso agli occhi increduli di pescatori e residenti di Gwadar, a 400 chilometri di distanza dall'epicentro del sisma. A far emergere la piccola Atlantide - da una profondità di soli 6-7 metri - sarebbe stato "un effetto indiretto del terremoto", spiega il sismologo Gianluca Valensise dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia: la scossa potrebbe avere generato pressioni elevate che avrebbero causato la liquefazione dei sedimenti sottomarini, emersi in superficie attraverso una frattura.
Una zona ricca di gas. La zona è ricca di gas, riferiscono esperti dell'Istituto nazionale di Oceanografica del Pakistan ai media locali. "Il nostro team ha trovato bolle che risalgono dalla superficie dell'isola e che hanno preso fuoco con un fiammifero. Si tratta di gas metano", ha detto a Geo tv Mohammad Danish, un biologo marino dell'Istituto. L'isola - subito battezzata dai locali "la montagna del sisma" - ha attirato molti curiosi che si sono avvicinati con le barche o addirittura sbarcati. I più anziani ricordano ancora il terremoto nella zona di Makran nel 1945, quando apparvero quattro nuovi isolotti, poi spariti nel giro di un anno. Il che lascia pensare che anche questa nuova isola non durerà a lungo. Il fenomeno non è nuovo, neanche in Italia: nel giugno del 1831 un vulcano sottomarino, tra Sciacca e Pantelleria, eruttò emergendo dalle acque del Canale di Sicilia. L'Isola Ferdinandea ebbe però breve vita, scomparendo lentamente fino a inabissarsi per sempre nel gennaio 1832.
Otto anni fa 82 mila morte. Intanto, mentre continua il difficile lavoro dei soccorritori con l'aiuto dell'Esercito e della Guardia di Frontiera, è scattata l'emergenza per l'assistenza medica dei feriti. "Mancano strutture mediche - ha detto Buledi - e non ci sono posti per curare i feriti negli ospedali della zona". Il terremoto nel Kashmir pakistano dell'8 ottobre del 2005 provocò la morte di 82.000 persone e fu di potenza praticamenbte identica a quello avvenuto ieri: 7.6 Richter. Avvenne a pochi chilometri dal confine tra Pakistan e India, a circa 95 chilometri a nord-est di Islamabad. L'anno successivo al terremoto il Venerdì di Repubblica pubblicò un reportage che mise in evidenza come a distanza di un anno le ferite profonde di quel disastro erano ancora tutte aperte.
L'effetto indiretto del sisma. E' l'Isola che non c'era. E che oggi c'è. Un isolotto di fango e sassi emerso nel mare Arabico a poca distanza dalle coste del Baluchistan, dopo il terremoto di magnitudo 7.8 che ha colpito ieri il Pakistan sudoccidentale. Alto circa 20 metri e lungo una settantina, è apparso agli occhi increduli di pescatori e residenti di Gwadar, a 400 chilometri di distanza dall'epicentro del sisma. A far emergere la piccola Atlantide - da una profondità di soli 6-7 metri - sarebbe stato "un effetto indiretto del terremoto", spiega il sismologo Gianluca Valensise dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia: la scossa potrebbe avere generato pressioni elevate che avrebbero causato la liquefazione dei sedimenti sottomarini, emersi in superficie attraverso una frattura.
Una zona ricca di gas. La zona è ricca di gas, riferiscono esperti dell'Istituto nazionale di Oceanografica del Pakistan ai media locali. "Il nostro team ha trovato bolle che risalgono dalla superficie dell'isola e che hanno preso fuoco con un fiammifero. Si tratta di gas metano", ha detto a Geo tv Mohammad Danish, un biologo marino dell'Istituto. L'isola - subito battezzata dai locali "la montagna del sisma" - ha attirato molti curiosi che si sono avvicinati con le barche o addirittura sbarcati. I più anziani ricordano ancora il terremoto nella zona di Makran nel 1945, quando apparvero quattro nuovi isolotti, poi spariti nel giro di un anno. Il che lascia pensare che anche questa nuova isola non durerà a lungo. Il fenomeno non è nuovo, neanche in Italia: nel giugno del 1831 un vulcano sottomarino, tra Sciacca e Pantelleria, eruttò emergendo dalle acque del Canale di Sicilia. L'Isola Ferdinandea ebbe però breve vita, scomparendo lentamente fino a inabissarsi per sempre nel gennaio 1832.