✕

Mortalità infantile, 4 milioni di bambini possono essere salvati

La campagna globale di Save the Children ed Every One per sconfiggere in tutto il mondo la piaga dei bambini che muoiono prima dei 5 anni. I maggiori progressi si sono avuti in Niger, i più scarsi in Papua Nuova Guinea, Guinea Equatoriale, Haiti. Oggi in 67 paesi oltre 50.000 bambini corrono una maratona per dire basta alla mortalità infantile
3 minuti di lettura
ROMA - Globalmente 4 milioni di vite potrebbero ancora essere salvate se gli sforzi dei governi fossero indirizzati in ugual misura verso i bambini più emarginati e in difficoltà. Il Niger, uno dei paesi più poveri del mondo, è in testa nella battaglia contro la mortalità infantile e guida la classifica redatta da Save the Children nel nuovo rapporto Vite sul filo - diffuso in tutto il mondo oggi, nell'ambito della campagna globale Every One, - che documenta i progressi compiuti dagli Stati nella lotta alla mortalità infantile per cause prevenibili e curabili. E la giornata odierna è in 67 Paesi il Global Day of Action contro la mortalità infantile, con 50.000 bambini che correranno delle maratone non competitive, per dire basta alla morte di 6,6 milioni di bambini all'anno per cause prevenibili e curabili: l'Italia ha già dato il suo contributo alla chiamata all'azione grazie ai 100 bambini che hanno corso a Cagliari dome…
ROMA - Globalmente 4 milioni di vite potrebbero ancora essere salvate se gli sforzi dei governi fossero indirizzati in ugual misura verso i bambini più emarginati e in difficoltà. Il Niger, uno dei paesi più poveri del mondo, è in testa nella battaglia contro la mortalità infantile e guida la classifica redatta da Save the Children nel nuovo rapporto Vite sul filo - diffuso in tutto il mondo oggi, nell'ambito della campagna globale Every One, - che documenta i progressi compiuti dagli Stati nella lotta alla mortalità infantile per cause prevenibili e curabili. E la giornata odierna è in 67 Paesi il Global Day of Action contro la mortalità infantile, con 50.000 bambini che correranno delle maratone non competitive, per dire basta alla morte di 6,6 milioni di bambini all'anno per cause prevenibili e curabili: l'Italia ha già dato il suo contributo alla chiamata all'azione grazie ai 100 bambini che hanno corso a Cagliari domenica scorsa.

Presi in esame 75 Paesi. Il rapporto Vite sul filo prende in esame i 75 paesi nei quali si registra la quasi totalità delle morti infantile e materne e, non solo verifica se e in che misura stiano progredendo verso l'Obiettivo 4 del Millennio, ovvero la riduzione di 2/3 della mortalità infantile nel mondo, ma anche l'equità di tali progressi  - cioè quali i gruppi sociali e le fasce di reddito interessate. Benché abbia poche risorse e carestie ricorrenti, dal 1990 ad oggi il Niger ha ridotto di quasi 2/3 il numero di morti infantili (entro  i 5 anni) ed è in linea con il 4° Obiettivo del Millennio, Progressi notevoli dovuti al fatto che, a differenza di altre nazioni, il Niger è riuscito a raggiungere  i bambini appartenenti a tutti i livelli sociali e in tutte le aree del paese, rurali e urbane.

Aggredire le disuguaglianze.
Per contro, altre nazioni come Bangladesh e Cambogia, che hanno fatto grandi passi avanti nella tutela della salute infantile, rischiano di vedere uno stallo dei miglioramenti registrati se non vengono aggredite le disuguaglianze che ancora esistono al loro interno. "Stiamo compiendo progressi molto importanti nella lotta alla mortalità infantile, ma questi successi così evidenti mascherano, a volte, il fatto che i bambini poveri restano indietro, o che addirittura la loro condizione sia peggiorata", commenta Valerio Neri, Direttore Generale Save the Children Italia.

Il primato del Niger.
  "I leader mondiali debbono far sì che tutti i bambini, di qualsiasi provenienza sociale, abbiano pari opportunità di sopravvivere. Il Niger guida la classifica di Save the Children per la lotta alla mortalità infantile grazie ad una combinazione di fattori e scelte: cure sanitarie gratuite a donne incinta e bambini, avvio di programmi nutrizionali, accesso universale gratuito a cure di base di qualità.", spiega ancora Valerio Neri. "Benché dunque la mortalità infantile resta alta, il Niger è passato da 326 morti ogni mille nati vivi nel 1990 in un anno, a 114 nel 2012".

Ma nel fondo della classifica...
E progressi importanti si registrano anche Liberia, Rwanda, Indonesia, Madagascar, India e Cina che seguono  il Niger nella classifica dei primi dieci. Esistono comunque altri esempi significativi di iniziative promosse dai governi per combattere la mortalità infantile, come l'annuncio delle gratuità dell'assistenza medica alle donne pre e post gravidanza in Kenia, o il programma di sanità in Etiopia che dal 2004 ad oggi ha impiegato ben 40.000 operatori sanitari. In fondo alla graduatoria invece Haiti, Papua Nuova Guinea e Guinea Equatoriale, dove si registra una lenta e non uniforme diminuzione nei tassi di mortalità infantile e bassi livelli di investimenti in salute e nutrizione.

Gli squilibri aumentano.
"In alcune aree del mondo le ineguaglianze stanno aumentando. In Africa sub sahariana, dove si concentra la metà delle morti infantili, pur a fronte di un generale progresso, il divario fra bambini ricchi e poveri è aumentato dal 1998 e il 2008", sottolinea il Direttore Generale Save the Children Italia. "E' necessario muoversi in tre direzioni: implementare piani nazionali per la salute che raggiungano ogni bambino, compresi i neonati; lanciare una campagna nazionale per ridurre la malnutrizione; aumentare la spesa pubblica per la salute. La mortalità infantile si può e si deve sconfiggere e la nostra generazione ha l'opportunità di vincere questa sfida".

Ecco i primi 10 Paesi
1. Niger
2. Liberia
3. Rwanda
4. Indonesia
5. Madagascar
6. India
7. Cina
8. Egitto
9. Tanzania
10. Mozambico
 
E gli ultimi 10
66. Isole Comoros
67. Guatemala
68. Myanmar
69. Turkmenistan
70. Philippines
71. Lesotho
72. Morocco
75. Haiti
75. Equatorial Guinea
75. Papua New Guinea

Global Day of Action. Maratone di bambini per fermare la mortalità infantile per sollecitare impegno e mobilitazione. Saranno oggi oltre 50.000 i bambini che correranno maratone non competitive (l'evento si potrà seguire anche su Twitter: #Race4Survival).- in 67 paesi del mondo (dall'Afganistan, Pakistan, Cina, India, al Niger, Rwanda, dalla Gran Bretagna, alla Spagna), in un ideale passaggio del testimone che vedrà al loro fianco anche personaggi noti dello sport e dello spettacolo che, per l'occasione, hanno girato un video. Nel film, diretto da Mason Rose, l'attrice e testimonial di Save the Children Isla Fisher, il leggendario maratoneta kenyota Patrick Makau Musyoki, la star di Bollywood e testimonial dell'organizzazione, Kunal Kapoor, l'attore e danzatore statunitense Cameron Boyce, compaiono accanto a bambini, giovani acrobati, in una maratona virtuale, che si snoda fra Kenya, California, India e che incita a sostenere la campagna Every One di Save the Children.

Per contribuire.
In Italia è attivo, fino al 3 novembre prossimo, il numero solidale 45509. Anche l'Italia partecipa alla mobilitazione globale con le attività di sensibilizzazione e raccolta fondi a sostegno di Every One.
Domenica scorsa si è invece svolta a Cagliari la tappa italiana della Race for Survival, con un centinaio di bambini, che hanno corso indossando la maglietta Every One e portando per mano il palloncino rosso simbolo della campagna. Con il numero unico solidale 45509 si potrà contribuire con 2 euro, inviando un sms dai cellulari TIM, Vodafone, WIND, 3, PosteMobile, CoopVoce e Nòverca o chiamando da rete fissa TeleTu e TWT. E' inoltre possibile donare 2 o 5 euro chiamando lo stesso numero da rete fissa Telecom Italia, Infostrada e Fastweb.