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Somalia, un ciclone c'è stato anche lì, con 300 morti, ma non se n'è accorto quasi nessuno

Una tempesta tropicale nella regione del Puntland, a nord est del Paese africano ha distrutto interi villaggi, infrastrutture e ucciso oltre 100 mila capi di bestiame, col rischio di una nuova crisi alimentare nella zona. E' cominciato intanto il flusso migratorio di ritorno dei profughi somali dai campi per sfollati in Kenia
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MOGADISCIO - Anche le tempeste meteorologiche più estreme, quando avvengono dove i riflettori del sistema mediatico internazionale stentano ad accendersi, rimangono seminascoste. Di "serie B". E' della Somalia che si sta parlando, dove ci sono stati almeno 300 morti e centinaia di dispersi, dopo la violenta tempesta sul Puntland, regione semi-autonoma nel nord-est del Paese. S'è trattato di un ciclone tropicale, denominato 03A proveniente dal Mar d'Arabia. Piogge violentissime, venti impetuosi, allagamenti hanno creato una nuova emergenza nel Paese debilitato da una guera civile che, tra alti e bassi, sembra non finire mai, un sistema sociale organizzato in clan che, tra alleanze e conflitti, mantengono alto il tasso s'instabilità e un potere centrale fragile e insicuro. Sono caduti fino a 75 millimetri di pioggia, un valore che non appare in assoluto molto elevato, ma bisogna considerare che si tratta di una regione dal clima semi-arido, in cui cadono…
MOGADISCIO - Anche le tempeste meteorologiche più estreme, quando avvengono dove i riflettori del sistema mediatico internazionale stentano ad accendersi, rimangono seminascoste. Di "serie B". E' della Somalia che si sta parlando, dove ci sono stati almeno 300 morti e centinaia di dispersi, dopo la violenta tempesta sul Puntland, regione semi-autonoma nel nord-est del Paese. S'è trattato di un ciclone tropicale, denominato 03A proveniente dal Mar d'Arabia. Piogge violentissime, venti impetuosi, allagamenti hanno creato una nuova emergenza nel Paese debilitato da una guera civile che, tra alti e bassi, sembra non finire mai, un sistema sociale organizzato in clan che, tra alleanze e conflitti, mantengono alto il tasso s'instabilità e un potere centrale fragile e insicuro. Sono caduti fino a 75 millimetri di pioggia, un valore che non appare in assoluto molto elevato, ma bisogna considerare che si tratta di una regione dal clima semi-arido, in cui cadono anche meno di 100 millimetri di pioggia in un intero anno. Per questo, le poche volte che piove le conseguenze diventano devastanti.

Nuovo rischio di crisi alimentare. A centinaia si contano i dispersi, mentre incalcolabili appaiono le perdite di capi di bestiame. I distretti più colpiti dalla tempesta, in un'area già poverissima, sono stati quelli di Eyl, Beyla, Dongorayo e Hafun, nella regione di Gardush, lungo la costa orientale, e quello di Alula, sulla punta del Corno d'Africa. Una tragedia, questa del Puntland offuscata dalle devastazioni del super tifone Haiyan nelle Filippine, ma che ha prodotto lo stesso una gravissima emergenza umanitaria. E' sufficiente ricordare che sarebbero andati perduti oltre 100.000 capi di bestiame, cosa che mette a rischio la sussistenza per decine di migliaia di persone, perché i corsi d'acqua hanno invaso campi e villaggi e distrutto i ponti. Non è frequente che un ciclone tropicale si abbatta sulla Somalia, anche se l'ultima volta era stata nel dicembre dell'anno scorso.

Il ritorno dei profughi. Il vice presidente del Kenya, William Ruto ha fatto sapere che il rimpatrio volontario e la reintegrazione dei rifugiati somali nel suo Paese potrebbe richiedere tre anni per essere completato. Lo stesso esponente del governo di Nairobi ha aggiunto che già 80.000 profughi hanno lasciato i campi per tornare verso la Somalia. Attualmente il Kenya ospita 610.000 rifugiati, di cui 520.000 vivono nei campi profughi. "Siamo sicuri che molti vorrebbero tornare a casa in modo che possano dare un contributo significativo alla stabilità per la Somalia", ha detto il vice presidente keniano. "Purtroppo queste sfide devono fare i conti con il terrorismo, il banditismo e i criminali comuni che assumono l'improprio vantaggio del loro status di rifugiati", ha aggiunto .