Mondo Solidale

Bambino Gesù, missione in Giordania
per assistere piccoli siriani e palestinesi

Inviato  uno specialista in neurologia e neuroribilitazione a Karak, a circa 150 chilometri a sud di Amman. Presi in carico più di 150 pazienti presso i due campi di Mafraq che ospitano circa 150mila profughi e dove è stato allestito dal governo italiano un ospedale prefabbricato. E a dicembre e gennaio in Libano sono stati visitati circa 210 piccoli rifugiati di Damasco

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Una missione sanitaria per i bambini siriani e palestinesi fuggiti in Giordania con le loro famiglie, in seguito alle violenze e al grave deteriorarsi della situazione politica e civile nel proprio Paese. A realizzarla i medici dell'ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, nell'ambito di un accordo con l'ospedale italiano di Karak firmato lo scorso ottobre. Situata a circa 150 chilometri a sud di Amman, la città di Karak conta 60.000 abitanti. La provincia di Karak (300.000 abitanti) è la più povera del Paese e ospita numerosi lavoratori stranieri: egiziani, srilankesi, cinesi, pakistani, curdi, oltre ai rifugiati siriani, palestinesi e iracheni. I cristiani rappresentano circa il 5% di tutta la popolazione giordana.
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Nella prima parte della missione, è stato inviato uno specialista in neurologia e neuroribilitazione a Karak ed è stato effettuato  un sopralluogo operativo presso i due campi di Mafraq: quello di Al Zatari, che ospita 115.000 profughi siriani e dove è stato allestito dal Governo Italiano un ospedale prefabbricato, e quello di Jerash, dove vivono secondo le stime almeno 30.000 profughi palestinesi. La missione ha individuato un gran numero di pazienti affetti da malattie neurogenetiche, come le neuropatie ereditarie. In tutto sono stati presi in carico più di 150 pazienti. Per 10 famiglie è stato predisposto uno screening genetico al fine di poter analizzare il materiale presso i laboratori di Roma dell'Ospedale.

"Prosegue contemporaneamente, grazie all'accordo siglato lo scorso novembre tra Bambino Gesù, Pontificio Consiglio Cor Unum e Caritas libanese - sottolinea l'ospedale - l'impegno in favore dei profughi siriani in Libano. Nonostante i problemi di sicurezza e metereologici (forti nevicate hanno colpito la zona nel mese di dicembre) l'unità medica mobile organizzata da Caritas Libano, a dicembre e gennaio, è riuscita a visitare circa 210 piccoli rifugiati siriani per un totale di quasi 900 prestazioni sanitarie".

Il progetto continuerà nei prossimi mesi per sostenere in ulteriori ambiti specialistici - centrale quello della neuroriabilitazione - i bambini profughi siriani e le popolazioni locali. "Le attività Internazionali - concludono i responsabili della struttura sanitaria - vedono attualmente impegnato il Bambino Gesù in 14 Stati con centri clinico-chirurgici in Cambogia (Takeo) e Tanzania (Itigi), un reparto di urologia nell'ambito del progetto di trapianto renale in età pediatrica da donatore vivente in Vietnam (Hanoi), progetti di assistenza e formazione in Venezuela, Perù, El Salvador, Haiti, Macedonia e Palestina e con gemellaggi con altre strutture ospedaliere in Cile e Russia".