Repubblica Centrafricana, nel campo profughi tra i malati di malaria, polmoniti e crisi respiratorie
di OMBRETTA PASOTTI *Diario di Emergency da Bangui inviato dalla coordinatrice dei programmi dell'organizzazione umanitaria. Piccoli segni di "stabilità" usati per capire quali sono i bisogni primari di una città messa in ginocchio dalla guerra. Ma non si può mai stare davvero tranquilli
BANGUI - Questa città, questo Paese, sono imprevedibili. Dopo giorni di massima allerta, oggi la situazione sembrava più tranquilla. Tanti militari nelle strade, più macchine in circolazione. Questa relativa "tranquillità" ci ha permesso di uscire dalla città per un sopralluogo a un campo di rifugiati. Non sappiamo mai cosa dobbiamo aspettarci da un giorno con l'altro, perciò appena vediamo qualche segno di stabilità ne approfittiamo per capire quali i bisogni nei dintorni della città: in alcuni campi la presenza di sanitari non è sempre possibile per ragioni di sicurezza.
Quei due gemellini appena arrivati. Appena la macchina si è avvicinata al campo, ci sono corsi incontro nugoli di bambini. Ne abbiamo visitato un centinaio, molti malati di malaria, polmoniti, infezioni gastrointestinali. Incontriamo sempre le stesse patologie, gravissime e così comuni qui: difficile non ammalarsi se non hai un tet…
Quei due gemellini appena arrivati. Appena la macchina si è avvicinata al campo, ci sono corsi incontro nugoli di bambini. Ne abbiamo visitato un centinaio, molti malati di malaria, polmoniti, infezioni gastrointestinali. Incontriamo sempre le stesse patologie, gravissime e così comuni qui: difficile non ammalarsi se non hai un tet…
BANGUI - Questa città, questo Paese, sono imprevedibili. Dopo giorni di massima allerta, oggi la situazione sembrava più tranquilla. Tanti militari nelle strade, più macchine in circolazione. Questa relativa "tranquillità" ci ha permesso di uscire dalla città per un sopralluogo a un campo di rifugiati. Non sappiamo mai cosa dobbiamo aspettarci da un giorno con l'altro, perciò appena vediamo qualche segno di stabilità ne approfittiamo per capire quali i bisogni nei dintorni della città: in alcuni campi la presenza di sanitari non è sempre possibile per ragioni di sicurezza.
Quei due gemellini appena arrivati. Appena la macchina si è avvicinata al campo, ci sono corsi incontro nugoli di bambini. Ne abbiamo visitato un centinaio, molti malati di malaria, polmoniti, infezioni gastrointestinali. Incontriamo sempre le stesse patologie, gravissime e così comuni qui: difficile non ammalarsi se non hai un tetto sopra la testa, non hai una zanzariera, non hai acqua corrente. Le forti piogge di ieri non hanno migliorato la situazione. Oggi abbiamo ricevuto più pazienti anche al Centro pediatrico. Tra i tanti, due gemellini di pochi giorni, uno con la polmonite e uno con una sepsi neonatale. Mentre li guardiamo respirare a fatica nei loro letti, non possiamo non pensare che in questo Paese - in tutto il Paese - non esiste una neonatologia gratuita.
* Ombretta Pasotti è la coordinatrice dei programmi di Emergency nella Repubblica Centrafricana
Quei due gemellini appena arrivati. Appena la macchina si è avvicinata al campo, ci sono corsi incontro nugoli di bambini. Ne abbiamo visitato un centinaio, molti malati di malaria, polmoniti, infezioni gastrointestinali. Incontriamo sempre le stesse patologie, gravissime e così comuni qui: difficile non ammalarsi se non hai un tetto sopra la testa, non hai una zanzariera, non hai acqua corrente. Le forti piogge di ieri non hanno migliorato la situazione. Oggi abbiamo ricevuto più pazienti anche al Centro pediatrico. Tra i tanti, due gemellini di pochi giorni, uno con la polmonite e uno con una sepsi neonatale. Mentre li guardiamo respirare a fatica nei loro letti, non possiamo non pensare che in questo Paese - in tutto il Paese - non esiste una neonatologia gratuita.
* Ombretta Pasotti è la coordinatrice dei programmi di Emergency nella Repubblica Centrafricana