BEIRUT - E' di oltre 40 uccisi, tra cui due donne e quattro ragazzini, il bilancio delle violenze compiute soltanto nella giornata di oggi in Siria, secondo quanto riferito dal fronte variegato degli attivisti anti-regime e dei Comitati di coordinamento locali. E' stata una vera e propria pioggia di mortai caduti sulla capitale, dove è stato bombardato a tappeto anche il quartiere di Mazraa, nel cuore della città. I colpi hanno sfiorato la moschea degli Omayyadi, il più importante luogo di culto di Damasco, a varie riprese danneggiato nel corso del conflitto e la vicina ambasciata di Russia. Secondo l'Osservatorio Siriano per i Diritti Umani, organizzazione dell'opposizione in esilio con sede in Gran Bretagna, non vi sono comunque stati feriti.
Esplosioni tra i civili nella zona sud della capitale. Presi di mira inoltre i sobborghi meridionali di Shughur e Fahama, dove si trovano diversi complessi appartenenti alle forze di sicurezza e l'oasi di Ghouta, che si estende alla periferia orientale della capitale, dove sono altresì in corso combattimenti di terra tra forze governative e "ribelli". Stando all'agenzia d stampa ufficiale 'Sana', in totale gli attacchi odierni sono stati diciassette. Sempre la stessa agenzia ufficiale dà invece notizia dell'uccisione di sette civili in varie regioni del Paese, morti a seguito di bombardamenti di mortaio compiuti da "terroristi": termine usato per indicare i membri del composito e, per molti versi, opaco fronte anti-regime.
Il tragico promemoria di Unicef. ''Questa settimana - si legge in una nota di Unicef - l'uccisione di 11 bambini in due distinti attacchi a Damasco rurale e a Al Qalamoun Montagne in Siria è un promemoria terribile e tragico sul costo umano di questo conflitto causato da tutte le parti in lotta''. L'Unicef ricorda inoltre che ''troppi bambini hanno sofferto per la violenza e il terrore di un conflitto su cui non hanno alcuna influenza''. ''Questa sofferenza deve finire e tutte le parti in conflitto devono assumersi le proprie responsabilità per proteggere i bambini''. Si ribadisce poi ''la richiesta dell'Agenzia delle Nazioni Unite a coloro che sono coinvolti nei combattimenti e a coloro che hanno influenza su di loro di porre immediatamente fine a questa crisi, che ha devastato non solo la vita di milioni di bambini, ma sta creando terribili conseguenze a lungo termine per la stabilità futura della Siria e della regione''
I massacri degli anti goivernativi. Sempre secondo fonti vicine al governo (che hanno diffuso anche diversi video per testimoniare l'accaduto) 22 civili sarebbero rimasti feriti da colpi di mortaio sparati dai gruppi "ribelli" nella piazza Bab Touma, sempre a Damasco. Tra loro molte le donne. Danni materiali molti ingenti sono stati causati soprattutto alle case. Altri attacchi dei gruppi armati anti Bashar Al Assad ci sono stati nei quartieri residenziali della capitale siriana, in una serie di ripetuti attacchi di indirizzare pacifici cittadini nelle loro case e nei luoghi di lavoro e gli studenti nelle scuole e nelle università.
Esplosioni tra i civili nella zona sud della capitale. Presi di mira inoltre i sobborghi meridionali di Shughur e Fahama, dove si trovano diversi complessi appartenenti alle forze di sicurezza e l'oasi di Ghouta, che si estende alla periferia orientale della capitale, dove sono altresì in corso combattimenti di terra tra forze governative e "ribelli". Stando all'agenzia d stampa ufficiale 'Sana', in totale gli attacchi odierni sono stati diciassette. Sempre la stessa agenzia ufficiale dà invece notizia dell'uccisione di sette civili in varie regioni del Paese, morti a seguito di bombardamenti di mortaio compiuti da "terroristi": termine usato per indicare i membri del composito e, per molti versi, opaco fronte anti-regime.
Il tragico promemoria di Unicef. ''Questa settimana - si legge in una nota di Unicef - l'uccisione di 11 bambini in due distinti attacchi a Damasco rurale e a Al Qalamoun Montagne in Siria è un promemoria terribile e tragico sul costo umano di questo conflitto causato da tutte le parti in lotta''. L'Unicef ricorda inoltre che ''troppi bambini hanno sofferto per la violenza e il terrore di un conflitto su cui non hanno alcuna influenza''. ''Questa sofferenza deve finire e tutte le parti in conflitto devono assumersi le proprie responsabilità per proteggere i bambini''. Si ribadisce poi ''la richiesta dell'Agenzia delle Nazioni Unite a coloro che sono coinvolti nei combattimenti e a coloro che hanno influenza su di loro di porre immediatamente fine a questa crisi, che ha devastato non solo la vita di milioni di bambini, ma sta creando terribili conseguenze a lungo termine per la stabilità futura della Siria e della regione''
I massacri degli anti goivernativi. Sempre secondo fonti vicine al governo (che hanno diffuso anche diversi video per testimoniare l'accaduto) 22 civili sarebbero rimasti feriti da colpi di mortaio sparati dai gruppi "ribelli" nella piazza Bab Touma, sempre a Damasco. Tra loro molte le donne. Danni materiali molti ingenti sono stati causati soprattutto alle case. Altri attacchi dei gruppi armati anti Bashar Al Assad ci sono stati nei quartieri residenziali della capitale siriana, in una serie di ripetuti attacchi di indirizzare pacifici cittadini nelle loro case e nei luoghi di lavoro e gli studenti nelle scuole e nelle università.