LONDRA - Quanti di voi, interrogati da piccoli su cosa avreste fatto da adulti, optavano in genere per "il medico in Africa per guarire tutte le malattie"? Probabilmente vi scoprirete ad essere in tanti, anche dietro la scrivania da cui ora state leggendo. Non è detta l'ultima parola, però, se ancora vi anima la volontà di essere utili alla comunità globale. Infatti esiste un modo per aiutare le popolazioni colpite dal virus dell'Ebola utilizzando delle conoscenze informatiche di base.
Missing Maps Project. Il personale di HOT (Humanitarian Open Street Map Team), Médecin Sans Frontières e British Red Cross ha ideato un progetto chiamato Missing Maps, concepito per chiamare a raccolta mappatori volontari che aiutino a cartografare nel mondo le mappe di zone colpite (o potenzialmente soggette ad essere colpite) da calamità. Attualmente, il focus del progetto è colmare le lacune presenti sulle mappe cartacee quotidianamente usate dai medici e dai tecnici impegnati nel contrastare il diffondersi ulteriore del virus Ebola nei cinque paesi del White Shield (Liberia, Sierra Leone, Nigeria, Guinea, Senegal).
Mappatori Volontari. Nonostante sembri inverosimile, è capitato spesso che il personale umanitario impegnato in Africa non fosse in grado di collocare correttamente nello spazio il luogo di provenienza di pazienti affetti dal virus. O che la strada per raggiungere quel luogo non fosse tracciata sulle mappe a loro disposizione. Lo scopo del Missing Maps Project è chiamare a raccolta volontari da tutto il mondo che possano seguire un breve training sul software Open Street Map e poi iniziare a mappare trasformando le immagini satellitari delle aree colpite dal virus Ebola in cartine vere e proprie, dotate ad esempio dei nomi delle strade, nonché di indicazioni sulla natura degli oggetti presenti sul percorso (scuole, case, ospedali, ecc.) affinché i nomi dei luoghi di provenienza dei malati abbiano una collocazione e la possibilità di essere raggiunti.
Imitando John Snow contro il colera. Se si guarda al passato, troviamo un altro esempio del ruolo chiave della cartografia usata per fini sanitari. Al tempo in cui le mappe erano solo cartacee, John Snow, medico inglese e pioniere delle tecniche anestetiche, ha avuto una intuizione che si è rivelata provvidenziale per debellare l'epidemia di colera esplosa a Londra nel 1850: munito di mappa, ha ripercorso a ritroso la strada lungo cui i primi pazienti si erano mossi per arrivare in ospedale, fino ad individuare in una pompa d'acqua pubblica nel quartiere di Soho la causa primaria della diffusione della malattia.
Mapathon Events. Oggi, mentre il Centre for Desease Control and Prevention of Africa negli Stati Uniti prevede che entro gennaio del prossimo anno la diffusione del virus potrebbe superare di gran lunga il milione di persone, a Londra si organizzano i Mapathon Events, maratone di mappatura cui partecipare portando con sé il proprio laptop per ascoltare da esperti HOT i rudimenti della tecnica e iniziare immediatamente a mappare le zone che richiedono la priorità. Alla fine della sessione di mappatura, analisti esperti GIS (Geographic Information System) verificheranno il lavoro svolto e lo valideranno, trasmettendo allo staff presente in Africa la versione aggiornata delle mappe.
Una cadenza mensile agli eventi. Dopo l'ultimo evento, tenutosi alla fine di agosto nella sede di Mooregate della British Red Cross, gli organizzatori hanno deciso di dare cadenza mensile agli eventi, perché chiamino a raccolta sempre più volontari, che poi saranno in grado di continuare a mappare le aree interessate anche da casa. Il prossimo appuntamento è quindi per martedì 30 settembre alle ore 18 allo Skill Matters di Londra. Se non avete in progetto un viaggio nella capitale del Regno Unito nei prossimi giorni, esiste una alternativa: potete dare il vostro contributo anche dall'Italia, dopo aver letto le istruzioni su come mappare iscrivendovi alla pagina di Wufoo. com dedicata al Missing Maps Project o seguendone gli sviluppi su Twitter o Facebook.
Missing Maps Project. Il personale di HOT (Humanitarian Open Street Map Team), Médecin Sans Frontières e British Red Cross ha ideato un progetto chiamato Missing Maps, concepito per chiamare a raccolta mappatori volontari che aiutino a cartografare nel mondo le mappe di zone colpite (o potenzialmente soggette ad essere colpite) da calamità. Attualmente, il focus del progetto è colmare le lacune presenti sulle mappe cartacee quotidianamente usate dai medici e dai tecnici impegnati nel contrastare il diffondersi ulteriore del virus Ebola nei cinque paesi del White Shield (Liberia, Sierra Leone, Nigeria, Guinea, Senegal).
Mappatori Volontari. Nonostante sembri inverosimile, è capitato spesso che il personale umanitario impegnato in Africa non fosse in grado di collocare correttamente nello spazio il luogo di provenienza di pazienti affetti dal virus. O che la strada per raggiungere quel luogo non fosse tracciata sulle mappe a loro disposizione. Lo scopo del Missing Maps Project è chiamare a raccolta volontari da tutto il mondo che possano seguire un breve training sul software Open Street Map e poi iniziare a mappare trasformando le immagini satellitari delle aree colpite dal virus Ebola in cartine vere e proprie, dotate ad esempio dei nomi delle strade, nonché di indicazioni sulla natura degli oggetti presenti sul percorso (scuole, case, ospedali, ecc.) affinché i nomi dei luoghi di provenienza dei malati abbiano una collocazione e la possibilità di essere raggiunti.
Imitando John Snow contro il colera. Se si guarda al passato, troviamo un altro esempio del ruolo chiave della cartografia usata per fini sanitari. Al tempo in cui le mappe erano solo cartacee, John Snow, medico inglese e pioniere delle tecniche anestetiche, ha avuto una intuizione che si è rivelata provvidenziale per debellare l'epidemia di colera esplosa a Londra nel 1850: munito di mappa, ha ripercorso a ritroso la strada lungo cui i primi pazienti si erano mossi per arrivare in ospedale, fino ad individuare in una pompa d'acqua pubblica nel quartiere di Soho la causa primaria della diffusione della malattia.
Mapathon Events. Oggi, mentre il Centre for Desease Control and Prevention of Africa negli Stati Uniti prevede che entro gennaio del prossimo anno la diffusione del virus potrebbe superare di gran lunga il milione di persone, a Londra si organizzano i Mapathon Events, maratone di mappatura cui partecipare portando con sé il proprio laptop per ascoltare da esperti HOT i rudimenti della tecnica e iniziare immediatamente a mappare le zone che richiedono la priorità. Alla fine della sessione di mappatura, analisti esperti GIS (Geographic Information System) verificheranno il lavoro svolto e lo valideranno, trasmettendo allo staff presente in Africa la versione aggiornata delle mappe.
Una cadenza mensile agli eventi. Dopo l'ultimo evento, tenutosi alla fine di agosto nella sede di Mooregate della British Red Cross, gli organizzatori hanno deciso di dare cadenza mensile agli eventi, perché chiamino a raccolta sempre più volontari, che poi saranno in grado di continuare a mappare le aree interessate anche da casa. Il prossimo appuntamento è quindi per martedì 30 settembre alle ore 18 allo Skill Matters di Londra. Se non avete in progetto un viaggio nella capitale del Regno Unito nei prossimi giorni, esiste una alternativa: potete dare il vostro contributo anche dall'Italia, dopo aver letto le istruzioni su come mappare iscrivendovi alla pagina di Wufoo. com dedicata al Missing Maps Project o seguendone gli sviluppi su Twitter o Facebook.