Mondo Solidale

Milano, con la neve arriva il primo clochard morto di freddo

Un ucraino senza documenti è stato ucciso dal freddo nel Parco Solari, in centro a Milano. Il Comune chiede la collaborazione dei cittadini: "Segnalateci chi dorme per strada. C'è ancora posto nei dormitori e accogliamo tutti, anche chi non ha il permesso di soggiorno".  Sono tanti i milanesi che scelgono di aiutare ai pranzi per i senza fissa dimora a Natale e Capodanno

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MILANO - Assieme ai fiocchi di neve, è arrivato a Milano anche il primo morto per il freddo. È un senza fissa dimora ucraino di 48 anni (H. H. le sue iniziali), trovato steso accanto ad una panchina da un medico che stava portando a passeggio il cane al Parco Solari, nella zona dei Navigli. Non era conosciuto dalle associazioni del Terzo settore, né dai servizi del Comune, ma aveva in tasca la tessera del centro di assistenza della parrocchia vicina, Santa Maria del Rosario. Era il suo unico documento.

Non ha chiesto aiuto per la mancanza di documenti?
"Veniva qui ogni 15 giorni  -  racconta il parroco don Fausto Gilardi  -  a ritirare il vestiti al guardaroba della San Vincenzo. Consegnava i pantaloni e ne prendeva degli altri, come fanno in tanti. È il loro modo di cambiarsi". Ci si interroga sul perché fosse completamente sconosciuto al Comune e alle associazioni che stanno gestendo il Piano Freddo cittadino. Un'ipotesi è che l'ucraino non abbia voluto chiedere aiuto perché spaventato dal non avere i documenti. In realtà, di fronte al freddo invernale, la Giunta Pisapia ha fatto una scelta diversa già gli anni scorsi: "Da quando c'è questa amministrazione  -  spiega l'assessore ai Servizi sociali Majorino  -  tutti vengono accolti: anche senza il permesso di soggiorno diamo un letto".

L'appello del Comune ai cittadini. Il Comune chiede aiuto a tutti i milanesi: "Segnalateci  -  scrive in una nota  -  le persone che ancora dormono per strada, nei parchi e nei giardini, per poter intervenire tempestivamente con le unità mobili diurne e notturne e portare loro soccorso e assistenza. A qualsiasi ora, sabato, domenica e festivi compresi". Dalle 8.30 di mattina alla mezzanotte, i numeri da chiamare sono lo 02.884.476.43-46-47-48-49: risponde il Centro Aiuto di via Ferrante Aporti 2 (zona Stazione Centrale), che  -  garantisce il Comune  -  "è in grado di trovare un ricovero per chi non sa dove dormire". Nella notte, invece, il numero da chiamare è il 118, che può intervenire nelle situazioni più critiche.

Nei dormitori ci sono ancora posti. Invece, nonostante nella zona del Parco Solari il clochard morto sabato fosse abbastanza noto  -  sottolineano dal Comune  -  "non era mai stato segnalato al Centro Aiuto". Ad oggi il Comune è in grado di ospitare 2mila persone: "Il numero crescerà gradualmente nelle prossime settimane  -  dice l'assessore Majorino  -  fino a raggiungere, come lo scorso anno, quota  2.700". Il 27 sera, i posti liberi erano 200, mentre 600 erano quelli occupati dai profughi siriani ed eritrei, sbarcati nel Sud Italia e diretti verso il Nord Europa. Di questi, 335 sono arrivati a Milano nella notte di Natale.

Natale e Capodanno a servizio dei clochard. Nel frattempo, sono molti i milanesi che si offrono come volontari per aiutare proprio i senza fissa dimora nei giorni di festa. Il 25 dicembre, erano in tanti che hanno passato il giorno di Natale nei sei pranzi organizzati dalla Comunità di Sant'Egidio per i poveri della città, mentre molti trascorreranno il Veglione dell'ultimo dell'anno distribuendo coperte termiche per strada o cenando con i mille ospiti  -  tra  clochard, profughi, famiglie sgomberate  -  delle strutture di Progetto Arca. Altre maratone della solidarietà previste per il Capodanno a Milano: il Cenone del 31 dicembre alla Casa della Carità, con gli ospiti della struttura insieme agli anziani e alle famiglie straniere del quartiere; il pranzo del 1° gennaio alla mensa dell'Opera Cardinal Ferrari (200 posti)e nei centri della Fondazione Fratelli di San Francesco (1800 coperti).