Mondo Solidale

Yemen, la storia di Aisha moglie di un reclutatore di al-Qaeda che la picchiava

Due dei suoi fratelli, convinti dal marito ad entrare nelle bande terroristiche, sono morti combattendo, il terzo è con l'ISIS in Siria o in Iraq. La giovane donna che ha 25 anni è la testimonianza di quanto sia forte il fascino che l'estremismo islamico esercita in un paese, lo Yemen, destabilizzato dal recente colpo di stato, sempre più povero e descolarizzato

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SAN'A'
-  Al-Qaeda gli ha portato già via tre fratelli e il padre dei suoi figli e ora Aisha teme che lo stesso accada ai suoi piccoli. Avvolta in un niqab nero (velo tradizionale), che lascia scoperti solo gli occhi scuri, racconta la sua vita segnata da al-Qaeda. Due dei suoi fratelli sono morti combattendo, il terzo è con l'ISIS in Siria o in Iraq. Il marito, per quanto ne sa, fa la guerra a Raqqa, città siriana considerata la capitale dello Stato Islamico dell'Iraq e del Levante. Ora la sua paura è che anche i due piccoli figli siano catturati dal fascino della jihad contro l'Occidente. La storia di Aisha al-Hassani, giovane donna yemenita di 25 anni, è la testimonianza di quanto sia forte il fascino che l'estremismo islamico esercita in un paese, lo Yemen, dalla povertà diffusa e la bassa scolarizzazione.

"Ha portato alla morte i miei fratelli". Hebishi, il suo secondo marito, è un cantante piuttosto famoso negli ambienti Qaedisti. Con la sua voce celebra i martiri e canta inni alla jihad in molti video di propaganda, è più conosciuto nei circoli estremisti con il suo nome di battaglia: Abu Osayed al-Madani. "Con la sua bella voce - dice Aisha - è stato capace di avvicinare molti giovani dei quartieri poveri di San'a' ad al-Qaeda. Cantava ai matrimoni dei membri del gruppo, ma soprattutto parlava ai giovani nelle moschee. Hebishi riceveva anche grosse cifre in contanti, penso dall'Arabia Saudita - dice - soldi che usava per il reclutamento e per aiutare le famiglie dei martiri. Una volta una madre si è lamentata con me, perché suo figlio dopo un incontro con mio marito voleva andare a combattere in Iraq". Poco meno di un anno fa Hebishi è andato in Siria per raggiungere le milizie di Al-Qaeda. Prima di partire ha cercato di reclutare il più grande dei loro due figli, Aws di nove anni. "Per convincerlo gli aveva anche fatto vedere filmati di propaganda. Sono riuscita a fermare Aws, lui voleva partire, voleva una pistola come i ragazzi dei video."

La lotta al terrore in Yemen. Quello yemenita continua a essere uno dei rami più attivi della rete del terrore.  Negli ultimi anni è stato capace di resistere, continuando a crescere, ai molti colpi subiti. Dallo Yemen, infatti, partono per la Siria e per l'Iraq molti combattenti e il Paese è un importante base di gestione per le risorse logistiche e finanziarie. L'offensiva condotta ultimamente dal governo, con il sostegno degli Stati Uniti, contro Al-Qaeda ha portato ad alcuni risultati concreti. Nel 2013 i gruppi dell'organizzazione sono stati costretti ad abbandonare alcune città meridionali del Paese che controllavano. Ripetuti attacchi, condotti dai droni statunitensi, hanno eliminato molti leader e ucciso decine di combattenti. Eppure, secondo i funzionari della sicurezza yemenita, al-Qaeda e ISIS sono diffusi e operano in tutte le province del Paese. A questo contribuisce l'instabilità politica dello Yemen, seguita al colpo di stato di qualche giorno fa, che ha deposto il l'attuale presidente, Ali Abdullah Saleh.

Nelle mani della famiglia. In questo mondo è trascorsa, fino ad oggi, la vita di Aisha, schiacciata dal peso della società patriarcale yemenita. A 15 anni il primo matrimonio e, dopo solo un mese, il divorzio voluto dal marito. Poco dopo suo fratello Bandar la obbliga al matrimonio con Hebishi, di 20 anni più grande di lei. Allora era già un jihadista veterano, che aveva combattuto in Bosnia nel 1990. Adesso combatte in Siria, come è confermato dai numerosi twitter dei miliziani che festeggiano l'arrivo di Abu Osayed al-Madani tra le file dell'ISIS.

La tragedia della familiare.
Intanto, negli anni del matrimonio Aisha ha visto il marito convincere i suoi tre fratelli, Bandar, Abdullah e Abdel-Meguid, ad entrare in al-Qaeda. Il risultato è stato drammatico. Bandar è stato ucciso in un attacco di un drone a Marib, il 20 gennaio 2013. Il giorno seguente, in uno scontro con le forze di sicurezza ad al-Jawf, è morto anche Abdel-Meguid, il più giovane dei tre. Aisha lo aveva incontrato qualche mese prima. "Mi rimproverò perché non portavo i guanti e non coprivo gli occhi. Cercò anche di convincermi che la jihad è bella, è giusta. Mi disse che i suoi combattenti sorridono quando muoiono, perché sanno che stanno andando in paradiso. Voleva che mi fermassi con loro per servire i martiri." Piange i suoi fratelli Aisha, del terzo non ha più notizie da molto. Certo, non rimpiange il marito che la picchiava senza motivo. La sua preoccupazione più grande, però, è per i due bambini. "I miei due figli, Aws e Hamza, seguiranno le orme del padre se restiamo in Yemen."