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Yemen, l'nferno delle spose bambine e la compravendita tra le famiglie

Zainab è somala, fuggita dalla sua terra d'origine in guerra assieme a sua sorella maggiore, ha cercato rifugio in questo paese che da anni accoglie i rifugiati somali 
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SAN'A' - La vita di Zainab è diventata un inferno da quando, a 12 anni, ha perso entrambi i genitori. Affidata, con la sorella maggiore Ayan, ad una zia, ha dovuto patire continue violenze e vessazioni da chi invece aveva il compito di proteggerla e accudirla.  Fino al punto di essere ceduta in sposa ad un uomo di 45 anni. Stesso destino per sua sorella Ayan. Divenute così spose bambine, si sono aggiunte alle altre migliaia di ragazzine che la pratica del matrimonio precoce strappa all'infanzia: si stima che ogni giorno circa 40 mila bambine nel mondo vengano costrette al matrimonio. È un fenomeno tristemente diffuso nello Yemen, dove il  32% delle ragazze vengono date in sposa molto prima dei 18 anni, il più delle volte coercitivamente.

La compravendita umana.
Il matrimonio precoce è, a tutti gli effetti, una negazione dei diritti dell'infanzia: bambine private del diritto al gioco e di ogni possibilità di scelta, subiscono prepotenz…
SAN'A' - La vita di Zainab è diventata un inferno da quando, a 12 anni, ha perso entrambi i genitori. Affidata, con la sorella maggiore Ayan, ad una zia, ha dovuto patire continue violenze e vessazioni da chi invece aveva il compito di proteggerla e accudirla.  Fino al punto di essere ceduta in sposa ad un uomo di 45 anni. Stesso destino per sua sorella Ayan. Divenute così spose bambine, si sono aggiunte alle altre migliaia di ragazzine che la pratica del matrimonio precoce strappa all'infanzia: si stima che ogni giorno circa 40 mila bambine nel mondo vengano costrette al matrimonio. È un fenomeno tristemente diffuso nello Yemen, dove il  32% delle ragazze vengono date in sposa molto prima dei 18 anni, il più delle volte coercitivamente.

La compravendita umana.
Il matrimonio precoce è, a tutti gli effetti, una negazione dei diritti dell'infanzia: bambine private del diritto al gioco e di ogni possibilità di scelta, subiscono prepotenze, violenze e abusi dagli uomini a cui sono date in sposa, di molti anni più grandi, che ne controllano l'intera esistenza. Diventano i tasselli inconsapevoli della  compravendita umana che regge le economie familiari, madri in età troppo precoce, gli viene negato il diritto all'istruzione e diventano del tutto dipendenti dal marito-padrone a cui vengono date in moglie, perpetrando il circolo di povertà ed esclusione che attanaglia molte donne nei paesi più poveri.

L'approdo al centro INTERSOS. Questo era il futuro che aspettava Zainab e Ayan, spose bambine che hanno deciso di ribellarsi a questa condizione. Le due ragazze, infatti, hanno deciso  di fuggire, consapevoli che quella fuga avrebbe potuto costar loro la vita. Arrivano alle porte di Basateen, un'area urbana vicino ad Aden. Qui, le due ragazze sono state trovate dalla polizia locale, alla quale hanno raccontato delle violenze subite, prima dalla zia, poi dei maltrattamenti dei mariti cui le avevano cedute. È così che sono arrivate al centro INTERSOS: accolte e assiste dagli operatori, le ragazze sono state trasferite presso una famiglia adottiva, in un luogo sicuro e ricevono assistenza medica, psicologica e legale. Sono state messe in condizione di frequentare di nuovo la scuola e adesso partecipano alle attività educative e ricreative del centro e stanno ricominciando, al sicuro, la loro vita. Grazie al lavoro del team di avvocati INTERSOS, le ragazze hanno ottenuto il divorzio e la zia è stata arrestata e incriminata per gli abusi sulle due minorenni.