Mondo Solidale

Yemen, prove generali per un'altra crisi umanitaria

Il nuovo fronte di instabilità, all'indomani dell'ennesimo colpo di Stato, accolto dall'indifferenza e dal cinismo generale. L'avanzata militare di gruppi sciiti sulla capitale con pretese secessioniste. E i gruppi qaedisti sunniti, protetti dall'Arabia Saudita

1 minuti di lettura
ROMA  -  Il nuovo pericoloso fronte di instabilità nello Yemen s'è aperto con la solita accoglienza cinica e snob del mondo occidentale e nella quasi totale indifferenza dei media internazionali. Eppure, la popolazione civile sta sopportando le conseguenze, che potrebbero portare ad una nuova crisi umanitaria, dei successi militari degli degli Houthi - i "sostenitori di Dio", "Ansar Allah - gruppo di ribelli Zaidi sciita che opera in quel paese e che prende il nome da Hussein Badreddin al-Houthi, il loro ex comandante, ucciso dalle forze armate yemenite 11 anni fa.

Il consueto scenario.
L'avanzata verso la capitale San'a degli Housti ha drammaticamente accelerato la crisi, scoppiata all'indomani della caduta del secondo governo costretto a mollare il potere negli ultimi quattro anni. C'è stata la destituzione e l'arresto del presidente Rabbih Manr e dell'intero governo, messo in galera dai cosiddetti "ribelli". Cosiddetti, perché si tende a chiamare sempre così i gruppi armati (non si sa quasi mai da chi) che minacciano o riescono a sovvertire assetti politici preesistenti, dietro i quali si nascondono (spesso neanche tanto bene) forze straniere, come l'esempio della guerra in Siria ha dimostrato.  

Un popolo tra due fuochi.
Il tramonto della leadership yemenita - avvenuta ancora una volta senza tener conto della volontà popolare - in un clima di scontro frontale fra due antropologie, quella sciita e quella sunnita, dietro le quali si celano pesantissimi interessi economici e geopolitici - ha sicuramente messo in difficoltà Barack Obama, per il prezioso apporto che il governo di Abd Rabbih Manr  stava dando, sebbene con con fatica, nella lotta al terrorismo qaidista. Lo Yemen adesso si trova così pressato fra due diverse tipologie di instabilità: il fronte secessionista nelle regioni meridionali del paese, guidata dai gruppi Houthi, e le pretese di egemonia dei clan sunniti, che bivaccano sotto il "cappello" protettivo dall'Arabia Saudita e i tagliagole di al-Qaida nella Penisola arabica.