Mondo Solidale

Nigeria, altri attentati, altre stragi: nel Nord una donna suicida s'è fatta esplodere ed ha ucciso 13 persone

E' accaduto a Damuturu in una stazione di autobus.L'attacco è avvenuto poche ore dopo un'altra incursione armata dei miliziani Boko Haram nella città di Gombe, dove risiedono centinaia di migliaia di persone. L'architettura del potere nigeriano e le vere ragioni di questa guerra su Africa Express, giornale on line diretto da Massimo Alberizzi *
 

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DAMATURU (Nigeria settentrionale) - Tredici persone morte e 26 ferite sono il bilancio dell'attentato suicida commesso da un donna domenica nella stazione degli autobus a Damaturu, capitale dello Stato di Yobe (nel Nord Est della Nigeria), in un'area già infestata e devastata dall'avanzata dei miliziani tagliagole di Boko Haram. Inizialmente s'era parlato di 7 morti e 32 feriti, ma adesso il bilancio s'è fatto più pesante, dopo la morte di sei persone in ospedale. L'attacco, avvenuto poco dopo mezzogiorno non è stato ancora rivendicato. Ma è apparsa evidente a tutti la matrice caratteristica del gruppo armato islamista Boko Haram, che usa le donne, a volte giovani ragazze, per condurre i suoi attentati suicidi. Peraltro, l'attacco è avvenuto poche ore dopo un'altra incursione armata dei miliziani nella città di Gombe, capitale dello stato omonimo, dove risiedono centinaia di migliaia di persone. Da sei anni a questa parte, le attività terroristiche di Boko Haram e i tentativi di represione da parte dell'esercito hanno provocato la morte di oltre 13.000 persone ed trasformato 1,5 milioni cittadini in sfollati in tutta la Nigeria, il africano gigante del petrolio, il cui esercito per tentare di contenere gli islamisti, ha chiesto aiuto ai suoi vicini, al Ciad, al Niger al Camerun e al Benin. 

Ma chi li paga? Tutto questo provoca vergogna nella parte sana e civile della Nigeria (come ha sottolineato un premio Nobel, il nigeriano Africa Express) ma soprattutto suscita preoccupazione nel mondo per i disastri che la forza dei tagliagole islamici - che sembra inarrestabile - provoca nella popolazione, costretta a fuggire in massa, senza vere prospettive di salvezza nei paesi vicini, anche loro interessati da infiltrazioni sempre più massicce dei miliziani Boko Haram. Solo negli ultimi giorni, Medici Senza Frontiere hanno diffuso notizia secondo le quali ci sarebbero oltre 150 mila persone in fuga da Diffa, città di frontiera nel Niger che si trova lungo il confine nigeriano. In questi casi - come è accaduto con Al Qaeda - la domanda principale che ci si pone è: chi li finanzia. Leggendo un articolo di Blessing Akele, pubblicato su Africa Express - un giornale on line interamente dedicato a quanto accade nel continente, diretto da Massimo Alberizzi - è possibile tracciare un quadro di massima della situazione in Nigeria ed intravedere quali sono le ragioni vere dell'improvviso e apparentemente inspiegabile successo militare dei miliziani sgozza-persone.

Le cose da capire e ignorate dalla popolazione. Si possono apprendere, infatti, sostanzialmente due cose: la prima è che l'enorme flusso di denaro utile per vincere le battaglie militari di Boko Haram proviene quasi certamente dall'estero, ma non bisogna sottovalutare anche il forte contributo finanziario dei milioni di dollari provenienti dall’estrazione del petrolio, che Boko Haram utilizza grazie all'intreccio perverso tra i politici al potere in Nigeria (una casta, quella sì, incrostata nelle istituzioni nazionali) e i ricchi controllori del petrolio del Nord "grandi amici di imam e alhaji - come si legge nel sito di Africa Express - con a Sud i grandi amici dei pastori e reverendi cristiani eccellentissimi. Nel meridione nigeriano i pastori sono ingordi. A nord gli imam sono insaziabili. In Nigeria i pastori volano in jet personali, vivono in dimore (non case, dimore) sontuose, da veri nababbi, che farebbero impallidire quanti si considerano ricchi in Italia. Gli imam fanno meno sfoggio della loro agiatezza; il denaro gli serve per altro. E non va dimenticato che è nigeriana una delle donne più ricche del mondo. Tutto questo, nella miseria nera della maggioranza dei nigeriani: quasi il 90 percento della popolazione vive sotto la soglia di povertà".

Non una guerra di religione, ma una campagna elettorale.
A prima vista potrebbe sembrare una guerra di religione, quella imposta dai Boko Haram. Ma non è così. In Nigeria, che conta circa 180 milioni di abitanti, per metà musulmani e per l'altra metà cristiani, l'equilibrio nella convivenza tra gli aderenti ad una o all'altra religione c'è sempre stato. Le bandiere nere dei tagliagole sono solo un falso richiamo per le giovani generazioni e "servono - scrive Blessing Akele su Africa Express - ad irretire i ragazzi e trasformarli in fanatici guerriglieri. Non c’è traccia di scontro tra culture religiose, cristiani contro i musulmani. Semmai, i musulmani stanno decimando i propri correligionari nelle loro zone del Nordest del Paese, assieme ai malcapitati non-hausa, cristiani. Boko Haram è squisitamente uno strumento di feroce lotta politica e di potere. Quei potenti gruppi politici-militari-economici del Nord stanno tentando di condizionare le elezioni presidenziali del prossimo marzo". E, a quanto pare, che l'attuale presidente, il cristiano Goodluck Jonathan, venga rieletto o no, appare del tutto indifferente, perché in ogni caso il potere e il controllo delle risorse rimarrebbe comunque in mano a chi già ce l'ha.

L'architettura del potere nigeriano. A Sud come a Nord della Nigeria molti politici (e militari-politici), "sono campioni nell’arte del manovrare le menti e cooptare le coscienze. Ci sanno fare - scrive Blessing Akele - sono tre gruppi di persone potentissimi. A Nord, grandi amici di imam e alhaji (titolo onorifico islamico che si ottiene dopo il pellegrinaggio a La Mecca, ndr), a Sud sono grandi amici dei pastori e reverendi cristiani eccellenti. A Sud i pastori sono ingordi. A nord gli imam sono insaziabili. In Nigeria -  scive ancora Blessing Akele su Africa Express - i pastori volano su jet personali, vivono in dimore sontuose, che farebbero impallidire quanti si considerano ricchi in Italia. Gli imam fanno meno sfoggio della loro agiatezza; il denaro gli serve per altro. E non va dimenticato che è nigeriana una delle donne più ricche del mondo. Tutto questo nella miseria nera della maggioranza dei nigeriani: quasi il 90 per cento dei quali vive sotto la soglia di povertà".

Le mani avide del potere sulle ricchezze e sulla gente.
"I politici sono i padroni del Paese - si legge ancora sul sito diretto da Massimo Alberizzi -e gestiscono il patrimonio immobiliare e quello mobiliare della nazione, ma non nel suo interesse, piuttosto per proprio beneficio. I partiti (soprattutto i due grossi, PDP, People’s Democratic Party, e APC, All Progressives Congress) servono interessi privati e non la Nigeria. I boss controllano una larga parte dei dipendenti della pubblica amministrazione, i cui posti vengono distribuiti non con criteri di professionalità e competenza ma di lealtà e amicizia". La vera casta che governa il Paese trasferisce ingenti quantità di denaro  ai rispettivi pastori e imam. "Quest’ultimi - scive Blessing Akele - sono a diretto contatto con il popolo, che foraggiano e indirizzano secondo i desideri dei politici che – verrebbe da dire – sono i 'terroristi invisibili' ". In altre parole: "in Nigeria i politici possono e sono praticamente tutto, come Dio. Infatti, come Dio danno e tolgono la vita".

* Ampi stralci dell'articolo tratti dal giornale on line Africa Express