ROMA - La popolazione siriana è chiusa in una morsa. Da una parte ci sono le truppe di Assad, che tentano con ogni mezzo di arginare l'offensiva del fronte opposto che, dall'altra parte, formano un arcipelago complesso e confuso fatto di jiadisti provenienti da diverse parti del mondo islamico sunnita, armati e pagati da forze straniere, che giocano sul terreno siriano una partita poco o nulla legata alle motivazioni originarie di libertà e affrancamento dalla dittatura, che avevano animato, ormai 4 anni fa, la cosiddetta "Primavera siriana".
Crimini sulla coscienza di tutte e due le parti. Nel corso del conflitto entrambe le parti si sono macchiate di crimini di guerra attaccando la popolazione civile per indebolire il nemico. Nel febbraio 2015 Human rights watch (Hrw) ha denunciato l'utilizzo illecito da parte dei filogovernativi di barrel bomb (bombe barile) in zone popolate, un'arma vietata dalla risoluzione Onu 2139 del febbraio 2014. Inoltre il personale di Medici senza frontiere ha reso noto l'utilizzo di gas al cloro contro la popolazione di Sarmin, a nord ovest della Siria.
Cosa provocano le bombe al cloro. Aggrediscono le prime vie respiratorie provocando un'irritazione immediata e una sensazione di soffocamento. A volte il cloro viene sostituito con il fosgene, sei volte più tossico. Ma le violenze contro i civili non riguardano solo l'esercito di Assad. Nel rapporto "Lui non doveva morire" Hrw documenta l'utilizzo di autobombe, razzi e mortai da parte degli oppositori, a causa dei quali centinaia di persone sono state uccise o ferite.
Civili nel mirino. Dall'inizio del 2012 a oggi sono stati accertati 17 attacchi con autobombe e diverse esplosioni in zone densamente popolate. Il target scelto dai gruppi d'opposizione sono soprattutto i quartieri di Damasco e Homs dove vivono le minoranze di cristiani, drusi, sciiti e alawiti ritenuti fedeli al governo di Assad. I testimoni che hanno negato l'esistenza di obiettivi strategici dove sono esplose le autobombe hanno sottolineato come il fine degli attacchi fosse di diffondere il terrore tra la popolazione civile.
Rivendicati 25 attentati. Una vendetta, stando ai comunicati diramati da Al-Nusra (cellula siriana legata ad Al Qaeda) e Daesh (più noto come IS) che hanno rivendicato dieci dei 25 attacchi riportati da Hrw, per le violenze perpetrate dall'esercito siriano contro la popolazione vicina ai ribelli. "Siamo di fronte a una corsa al ribasso - afferma Nadim Houry vice responsabile Hrw per Nord Africa e Medioriente - dove i gruppi ribelli imitano la spietatezza delle forze governative con conseguenze devastanti per la popolazione civile. I civili stanno pagando il prezzo di una risposta internazionale inadeguata".
Cloro sulle città. L'escalation di violenza che continua ininterrottamente da quattro anni a mietere vittime civili non sembra rallentare. Il 18 marzo alcuni medici siriani hanno contattato l'associazione Medici senza frontiere per denunciare l'utilizzo di gas di cloro contro la popolazione di Sarmin, nella provincia di Idlib sotto il controllo dei ribelli. Sei persone sono morte e 70 sono rimaste fortemente intossicate dalle esalazioni del gas contenuto in ordigni sganciati da elicotteri governativi. "Attaccare con il gas di cloro una città e la sua popolazione civile - ha commentato Mego Terzian, presidente di Medici Senza Frontiere - dimostra ancora una volta che il conflitto siriano non conosce limiti".
Una legge inascoltata. La risoluzione 2139 adottata dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite nel febbraio 2014 oltre a bandire l'uso delle bombe barile ha chiesto alle parti in conflitto di cessare"immediatamente tutti gli attacchi contro i civili, così come l'impiego indiscriminato di armi in zone popolate". Ma sia i governativi che le forze avversarie hanno fatto orecchie da mercante ignorando deliberatamente l'imperativo arrivato da New York. Hrw nel rapporto sugli ultimi attacchi illegittimi ha chiesto al Consiglio di sicurezza Onu di deferire su quanto sta accadendo in Siria alla Corte penale internazionale e di imporre un embargo sulle armi di coloro che si sono macchiati di crimini di guerra.
Crimini sulla coscienza di tutte e due le parti. Nel corso del conflitto entrambe le parti si sono macchiate di crimini di guerra attaccando la popolazione civile per indebolire il nemico. Nel febbraio 2015 Human rights watch (Hrw) ha denunciato l'utilizzo illecito da parte dei filogovernativi di barrel bomb (bombe barile) in zone popolate, un'arma vietata dalla risoluzione Onu 2139 del febbraio 2014. Inoltre il personale di Medici senza frontiere ha reso noto l'utilizzo di gas al cloro contro la popolazione di Sarmin, a nord ovest della Siria.
Cosa provocano le bombe al cloro. Aggrediscono le prime vie respiratorie provocando un'irritazione immediata e una sensazione di soffocamento. A volte il cloro viene sostituito con il fosgene, sei volte più tossico. Ma le violenze contro i civili non riguardano solo l'esercito di Assad. Nel rapporto "Lui non doveva morire" Hrw documenta l'utilizzo di autobombe, razzi e mortai da parte degli oppositori, a causa dei quali centinaia di persone sono state uccise o ferite.
Civili nel mirino. Dall'inizio del 2012 a oggi sono stati accertati 17 attacchi con autobombe e diverse esplosioni in zone densamente popolate. Il target scelto dai gruppi d'opposizione sono soprattutto i quartieri di Damasco e Homs dove vivono le minoranze di cristiani, drusi, sciiti e alawiti ritenuti fedeli al governo di Assad. I testimoni che hanno negato l'esistenza di obiettivi strategici dove sono esplose le autobombe hanno sottolineato come il fine degli attacchi fosse di diffondere il terrore tra la popolazione civile.
Rivendicati 25 attentati. Una vendetta, stando ai comunicati diramati da Al-Nusra (cellula siriana legata ad Al Qaeda) e Daesh (più noto come IS) che hanno rivendicato dieci dei 25 attacchi riportati da Hrw, per le violenze perpetrate dall'esercito siriano contro la popolazione vicina ai ribelli. "Siamo di fronte a una corsa al ribasso - afferma Nadim Houry vice responsabile Hrw per Nord Africa e Medioriente - dove i gruppi ribelli imitano la spietatezza delle forze governative con conseguenze devastanti per la popolazione civile. I civili stanno pagando il prezzo di una risposta internazionale inadeguata".
Cloro sulle città. L'escalation di violenza che continua ininterrottamente da quattro anni a mietere vittime civili non sembra rallentare. Il 18 marzo alcuni medici siriani hanno contattato l'associazione Medici senza frontiere per denunciare l'utilizzo di gas di cloro contro la popolazione di Sarmin, nella provincia di Idlib sotto il controllo dei ribelli. Sei persone sono morte e 70 sono rimaste fortemente intossicate dalle esalazioni del gas contenuto in ordigni sganciati da elicotteri governativi. "Attaccare con il gas di cloro una città e la sua popolazione civile - ha commentato Mego Terzian, presidente di Medici Senza Frontiere - dimostra ancora una volta che il conflitto siriano non conosce limiti".
Una legge inascoltata. La risoluzione 2139 adottata dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite nel febbraio 2014 oltre a bandire l'uso delle bombe barile ha chiesto alle parti in conflitto di cessare"immediatamente tutti gli attacchi contro i civili, così come l'impiego indiscriminato di armi in zone popolate". Ma sia i governativi che le forze avversarie hanno fatto orecchie da mercante ignorando deliberatamente l'imperativo arrivato da New York. Hrw nel rapporto sugli ultimi attacchi illegittimi ha chiesto al Consiglio di sicurezza Onu di deferire su quanto sta accadendo in Siria alla Corte penale internazionale e di imporre un embargo sulle armi di coloro che si sono macchiati di crimini di guerra.