Mondo Solidale

Nepal, MSF: la priorità è raggiungere i villaggi e le persone che non hanno ancora avuto assistenza

Continuano le difficoltà dei cooperanti di Medici Senza Frontiere, del Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite e di altre organizzazioni, accorsi nelle zone del terremoto. Si dorme ancora all'aperto e stanno arrivando le piogge

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ROMA - Finora, seppure in modo caotico, i soccorsi e lo scavo frenetico fra le macerie ci sono stati soprattutto a Kathmandu. dove, peraltro, i danni subiti dagli edifici e dalle infrastrutture, risultano relativamente meno gravi che altrove. Il vero dramma che si trovano ad affrontare gli operatori umanitari sul posto è ora costituito dalle centinaia di migliaia di persone che vivono nel vero e proprio arcipelagto di villaggi nell'immediato entroterra di Kathmandu, dove pare vivano un paio di milioni di persone. Un'umanità tuttora isolata e della quale non si sa ancora nulla, tanto impervie sono le vie di accesso lungo l'arco di territorio che si estende da Est ad Ovest, passando per il Nord, immediatamente fuori dalla capitale. 

Un pulviscolo di villaggi isolati lungo la valle. Stefano Zannini, direttore del supporto operazioni di Medici Senza Frontiere (MSF)  mette a confronto le difficoltà di lavoro incontrate in questa situazione con quelle da lui stesso vissute all'indomani del terremoto di Haiti, nel gennaio del 2010. "La grande differenza sta nel fatto che nell'isola caraibica ad essere colpita fu prevalentemente la capitale Port-au-Prince. Le operazioni di soccorso, dunque, furono concentrate e organizzate più facilmente, essendo le persone da raggiungere  quasi tutte lì o in centri vicini che fu relativamente facile raggiungere. Qui in Nepal - aggiunge Zannini - oltre ai danni subiti dalla popolazione di Kathmandu, ci sono seri problemi per arrivarere nei piccoli e sparpagliati villaggi sparsi nella valle, raggiungibili solo attraverso strade che, man mano che s'inoltrano nella conca, si restringono fino a diventare mulattiere, che diventano strisce di fango impervie quando piove". Le perlustrazioni aeree che finora è stato possibile effettuare hanno comunque svelato che diversi villaggi sulle montagne sono stati danneggiati in modo gravissimo, tanto da rendere urgente l'arrivo di beni di conforto, come tendei, materiali per l'igiene e per cucinare.

Ancora si dorme all'aperto e arrivano le piogge. Sono 38 gli operatori di Medici Senza Frontiere (MSF) arrivati in Nepal, con base a Kathmandu e Ghorka. "La capitale - racconta Angelo Rusconi, uno dei logisti di MSF, arrivati in avanscoperta sui luoghi del disastro - ha subito un livello di distruzione relativamente basso. La grande maggioranza degli edifici e delle case ha retto al terremoto. Ma moltissime persone dormono all'aperto in tende o ripari di fortuna perché hanno paura di rientrare nelle proprie case a causa delle repliche sismiche che si avvertono continuamente. La preoccupazione adesso è per i prossimi giorni, quando sono previsti forti temporali". Si stima che siano circa 8 milioni le persone colpite dal terremoto. Stime inziali provenienti dalle squadre di valutazione del Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite (WFP) - che hanno lavorato su immagini satellitari e dati esistenti - indicano che sono circa 1,4 milioni le persone che hanno urgente bisogno di assistenza alimentare. Cinque squadre stanno effettuando valutazioni sul campo in 11 distretti per una verifica di questi dati.

L'elicottero per esplorare le zone, che però non decolla. L'équipe di MSF sta dunque lavorando per avere un quadro completo dei bisogni, in un arco nel primo entroterra di Katmandu, che va da Est a Ovest, passando per il Nord, in aree raggiungibili soltanto in elicottero. "Con  il quale è stata già fatta una prima ricognizione - dice Stefano Zannini, direttore del supporto operazioni dell'organizzazione umanitaria - e ora siamo in attesa di compierne delle altre con altri elicotteri, ma siamo in attesa delle autorizzazioni da parte delle autorità locali, con le quali però non riusciamo ad entrare in contatto".  Le équipe di MSF stanno cercando di accedere alle aree più remote e isolate per valutare nel più breve tempo possibile la situazione e avviare subito interventi in base ai bisogni effettivi. "Ora, la priorità assoluta - ha aggiunto Zannini - è quella di aggiungere le persone che non hanno ancora ricevuto assistenza".
 
Stanno arrivando camion carichi di cibo a Gorkha. Il Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite (WFP) sta organizzando un'operazione per assistere i sopravvissuti al terremoto. Oggi, camion del WFP carichi di cibo hanno raggiunto il distretto di Gorkha, una delle aree più gravemente colpite. Nei prossimi tre mesi, il WFP prevede di fornire cibo a 1,4 milioni di persone con urgente bisogno di assistenza, per un costo di 116,5 milioni di dollari. L'avvio di distribuzioni di riso è previsto per domani (mercoledì) a Gorkha, con scorte di cui il WFP già disponeva nel paese per le sue operazioni preesistenti al terremoto. A Gorkha, le frane e le strade dissestate rendono difficile per i camion con cibo WFP raggiungere i sopravvissuti. Un elicottero arriverà sul posto per trasportare cibo verso villaggi più remoti inaccessibili via terra. Nei prossimi giorni, scorte alimentari d'emergenza, inclusi i biscotti altamente energetici, verranno trasportati nel paese via aerea, dal Bangladeh e da Dubai.

Ospedali da campo e attrezzature mediche. Un aereo dalla base di Pronto Intervento Umanitario delle Nazioni Unite (UNHRD) gestita dal WFP in Malesia, è arrivato a Katmandu nella mattinata di oggi portando strutture ospedaliere da campo, materiale medico e operatori umanitari. "In questa fase terribile, il nostro pensiero va alla popolazione del Nepal", ha detto Pippa Bradford, Direttore e Rappresentante del WFP in Nepal. "Nonostante l'esperienza diretta della tragedia e le difficili condizioni operative, il nostro staff nepalese e i colleghi internazionali stanno lavorando per aiutare chi ha bisogno di assistenza. Il tempo è un fattore essenziale nel portare cibo a coloro che ne hanno un urgente bisogno". Oltre alle distribuzioni di cibo, il WFP, nel suo ruolo di guida del Cluster logistico per l'intera comunità umanitaria, sta inoltre fornendo supporto logistico per il complesso delle operazioni di assistenza in Nepal. Il WFP spera di avere operativi due elicotteri nei prossimi giorni, per il trasporto sia di materiale umanitario, che di operatori nelle aree più duramente colpite.

La tragedia dei disabili colpiti dal sisma. Il terremoto ha portato distruzione e morte tra la popolazione del Nepal ed ha messo in rilievo un dato - segnalato da CBM Italia Onlus - davvero allarmante?: il tasso di mortalità delle persone con disabilità è il doppio rispetto a quello del resto della popolazione durante le catastrofi naturali. "Essere disabile in un paese povero - dice Massimo Maggio, direttore di CBM Italia Onlus -  significa non avere un futuro. Le emergenze poi portano con sé un ulteriore e tremendo effetto: cresce il numero delle persone con disabilità. Al tempo stesso c'è la loro difficoltà e spesso impossibilità ad accedere alla catena degli aiuti umanitari. Provate a pensare - ha aggiunto Maggio - quanto può essere devastante l'effetto di un terremoto nella vita di un bambino cieco o con disabilità. Il caos e il terrore provocato da un'emergenza naturale rende ancora più drammatiche le condizioni di vita di una persona con disabilità".

CBM in Nepal. CBM è attiva in Nepal da più di 30 anni con 9 progetti su tutto il territorio: 2 cliniche oculistiche, programmi di cura e prevenzione della disabilità uditiva, programmi di Riabilitazione su Base Comunitaria. In queste ore, CBM si è unita ai soccorritori per valutare i danni e determinare i bisogni delle persone colpite. Sulla base delle informazioni raccolte fino ad oggi, al momento l'area orientale del Paese non è stata danneggiata.