KATHMANDU - Alle 12.00 locali di oggi le vittime del terremoto nepalese erano salite a 6.630. Lo ha reso noto la polizia a Kathmandu. Il distretto più colpito è stato quello di Sindhupalchok, dove ieri si sono registrate forti tensioni per l'assenza di aiuti, con 1.677 morti. Nella notte il primo cargo di Medici Senza Frontiere (MSF) è riuscito ad atterrare a Kathmandu, con a bordo quattro tende gonfiabili per realizzare un ospedale da campo e tutte le forniture mediche necessarie al suo funzionamento. Le équipe stanno identificando il sito migliore per costruire l'ospedale gonfiabile (guarda la sua presentazione a Roma nel dicembre di due anni fa) dove i bisogni sono maggiori e dove l'intervento potrà dare il miglior valore aggiunto. Nel frattempo le équipe, arrivate in Nepal nei giorni scorsi con kit portatili per interventi chirurgici e la costruzione di ripari, hanno avviato le attività. Un'équipe chirurgica sta iniziando a supportare l'ospedale nel distretto di Bhaktapur, area gravemente colpita a est di Kathmandu.
Ancora un'unica priorità: arrivare nei villaggi remoti. La priorità di MSF resta quella di raggiungere le aree più remote, che finora hanno ricevuto solo un'assistenza minima. Un'équipe composta da un medico, un infermiere e un logista ha lasciato Kathmandu in elicottero per avviare cliniche mobili nei villaggi remoti sulle montagne del distretto di Sindhupalchowk, gravemente colpite dal terremoto. Mentre ieri un'équipe è riuscita a portare oltre 200 kit per la costruzione di ripari nel villaggio di Gumba, distretto di Ghorka (200 km a nord di Kathmandu). Continuano infine i contatti con gli ospedali di Kathmandu e Bhaktapur per monitorare la loro capacità di risposta alla "sindrome da schiacciamento", patologia tipica dei terremoti.
Come aiutare Medici Senza Frontiere. Tra gli oltre 60 operatori umanitari di MSF che si trovano oggi in Nepal, ci sono anche gli italiani Angelo Rusconi, logista, che in questo momento si trova nell'area di Ghorka, e il responsabile finanza Andrés Weisz, che si trova invece a Kathmandu. È possibile sostenere l'azione di MSF donando al Fondo Emergenze. MSF finanzia le proprie attività medico-umanitarie quasi interamente grazie al sostegno dei privati. Il Fondo Emergenze consente di essere operativi fin dalle prime ore dallo scoppio di un'emergenza, fornendo cure mediche tempestive e di qualità dove c'è il maggior bisogno.
Ancora un'unica priorità: arrivare nei villaggi remoti. La priorità di MSF resta quella di raggiungere le aree più remote, che finora hanno ricevuto solo un'assistenza minima. Un'équipe composta da un medico, un infermiere e un logista ha lasciato Kathmandu in elicottero per avviare cliniche mobili nei villaggi remoti sulle montagne del distretto di Sindhupalchowk, gravemente colpite dal terremoto. Mentre ieri un'équipe è riuscita a portare oltre 200 kit per la costruzione di ripari nel villaggio di Gumba, distretto di Ghorka (200 km a nord di Kathmandu). Continuano infine i contatti con gli ospedali di Kathmandu e Bhaktapur per monitorare la loro capacità di risposta alla "sindrome da schiacciamento", patologia tipica dei terremoti.
Come aiutare Medici Senza Frontiere. Tra gli oltre 60 operatori umanitari di MSF che si trovano oggi in Nepal, ci sono anche gli italiani Angelo Rusconi, logista, che in questo momento si trova nell'area di Ghorka, e il responsabile finanza Andrés Weisz, che si trova invece a Kathmandu. È possibile sostenere l'azione di MSF donando al Fondo Emergenze. MSF finanzia le proprie attività medico-umanitarie quasi interamente grazie al sostegno dei privati. Il Fondo Emergenze consente di essere operativi fin dalle prime ore dallo scoppio di un'emergenza, fornendo cure mediche tempestive e di qualità dove c'è il maggior bisogno.