Mondo Solidale

Aleppo, l'acqua che va e viene è come un miraggio e diventa un'altra arma da guerra

Da più di quattro anni, quella che era la seconda capitale siriana, è devastata dai bombardamenti e divisa in due. A Ovest, le forze governative e ad Est vari gruppi armati, i cosiddetti "ribelli moderati", oppure gli islamisti radicali, armati e foraggiati chissà da chi. Ma per la popolazione non fa differenza

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BEIRUT -  Aprire un rubinetto e vedere l'acqua che scorre. Un gesto normale che non suscita emozione in nessuno di noi. Eppure, l'espressione di Layla quando compie questo gesto per offrire una tazza di the è particolarmente felice. "Ha 12 anni  -  dice Samer, suo padre - da quando siamo arrivati in Libano e abbiamo trovato questa piccola casa cerca ogni scusa per aprire il rubinetto".

Ad Aleppo l'acqua è un miraggio. Da più di quattro anni, quella che era la seconda capitale siriana, è devastata dai bombardamenti e divisa in due. A Ovest, le forze governative e ad Est vari gruppi armati, i cosiddetti "ribelli moderati" oppure gli islamisti radicali, armati e foraggiati chissà da chi, per la popolazione fa differenza. "Le strade più importanti, quelle che dobbiamo fare per cercare acqua e cibo sono sotto il tiro di cecchini di ogni sorta. Cercavamo di difenderci in tutti i modi, anche posizionando carcasse di autobus sulle strade per nasconderci, ma loro mettevano pezzi di cemento e automobili distrutte sui marciapiedi per farci uscire allo scoperto. È stato un incubo".

I tagli alla fornitura. "Con mia moglie e la bambina siamo riusciti a sopportare la morte degli amici, le bombe e i cecchini, ma non la battaglia quotidiana per trovare un po' di acqua potabile". Da molto tempo le Nazioni Unite e la Croce Rossa denunciano che ad Aleppo tutte le forze in campo usano i tagli alla fornitura di acqua potabile come arma contro i civili. Alle sospensioni volute si aggiungono quelle dovute ai danni che la guerra causa ai serbatoi e alle pompe degli acquedotti.  "Vivere senza acqua è una catastrofe  -  racconta Samer  -  ci siamo abituati a stare senza elettricità e con poco cibo, ma a nostre spese abbiamo scoperto che vivere senza acqua è impossibile."

La sfida quotidiana alla sopravvivenza. In questi giorni la battaglia per il controllo di Aleppo si è riaccesa con una pesante offensiva dell'esercito di Assad appoggiato dall'aviazione russa. Questo ha causato una nuova ondata di profughi, molti dei rifugiati arrivati in Libano raccontano dei tentativi, più o meno riusciti, di scavare pozzi di fortuna. L'acqua prelevata da questi pozzi spesso è inquinata e secondo gli operatori di UNICEF in città sono in aumento i casi di tifo e di salmonella, proprio per il consumo di acqua impura. "Spesso eravamo obbligati a scegliere se comprare un po' di pane per mangiare o acqua per bere". Secondo le agenzie umanitarie, anche l'acqua in bottiglia venduta da commercianti senza scrupoli non è sempre potabile.

Ad Aleppo rimaste 500 mila persone: erano 2 milioni. Ciononostante, la gente fa ore di file per comprare una bottiglia di acqua da un litro e mezzo a80 Lire Siriane, circa 0.50 USD. Secondo la Croce Rossa i civili rimasti ad Aleppo, si stima che siano circa 500.000 rispetto ai due milioni di abitanti di prima del conflitto, hanno accesso all'acqua corrente per non più di 15 giorni al mese. Una fornitura assolutamente insufficiente  -  dice da Damasco Pawel Krzysiek della Croce Rossa  -  anche se la popolazione ha cercato di attrezzarsi con serbatoi e con qualunque tipo di contenitori."

L'acqua un'arma contro i civili. Danni continui provocati dai combattimenti agli impianti di approvvigionamento e alla rete elettrica interrompono frequentemente la fornitura. I proiettili vaganti e gli scontri armati, impediscono di fatto al personale di intervenire per riparare i guasti. La mancanza d'acqua però è dovuta soprattutto ad una scelta strategica che accomuna tutte le parti in conflitto. Ad agosto UNICEF aveva già registrato, dall'inizio dell'anno, 18 interruzioni volontarie del servizio idrico. La struttura della fornitura d'acqua ad Aleppo è particolarmente esposta ad azioni militari contro i civili. Dalle sorgenti alla città le condutture attraversano territori in mano alle diverse fazioni in lotta. La prima centrale di pompaggio sul fiume Eufrate è sotto il controllo di IS, mentre la seconda, nel quartiere orientale di al-Halabi Soleiman, è controllata da altre forze dei cosiddetti "ribelli" e quella finale è nelle mani del governo.

L'IS ha ridotto del 40% il flusso. L'IS all'inizio di quest'anno aveva chiuso completamente e per molti giorni le pompe sull'Eufrate, da luglio ha ridotto il rifornimento al 40% del flusso abituale, con le conseguenze che è facile immaginare soprattutto nei caldi mesi della estate passata. Nel luglio scorso i combattenti del Fronte al-Nusra hanno sfruttato il controllo di al-Halabi Soleiman, e chiuso l'acqua per tre settimane per fare pressione sul governo affinché ripristinasse l'elettricità nel loro quartiere. Inoltre, tutte le centrali di pompaggio per funzionare dipendono dalla fornitura di energia elettrica, che è controllata dal governo. In tutta la Siria la popolazione si è abituata a passare diverse ore al giorno senza elettricità, ma ad Aleppo spesso si ha corrente per una sola ora al giorno o addirittura per nulla.

Un'APP per trovare acqua potabile. Per tentare di alleviare le sofferenze della popolazione le organizzazioni umanitarie stanno installando depuratori e fornendo serbatoi. L'aiuto più innovativo sta arrivando grazie ai telefoni cellulari. La Croce Rossa ha messo online una mappa interattiva dei punti d'acqua accessibili in città. La mappa è utilizzabile sui cellulari con tecnologia 3G e consente di localizzare più di 80 punti d'acqua potabile e grazie al GPS indica la strada migliore per raggiungerli.

Chi sopravvive paga un prezzo altissimo. "La pianta è molto semplice e funziona su ogni smartphone, anche i più economici ormai molto diffusi anche in quel territorio , dice Krzysiek." Come dimostra la frenetica attività sui social di ISIS e degli altri gruppi armati l'accesso a Internet continua a essere attivo. "La cosa importante è che non è solo una mappa, ma grazie al GPS permette alla gente di raggiungere il punto d'acqua più vicino." I sopravvissuti di Aleppo stanno pagando un prezzo altissimo alla guerra. Probabilmente la loro situazione migliorerà solo quando una fazione prenderà il sopravvento e quel che resta della città sarà nuovamente unificato. In molti sperano che la nuova offensiva del governo con l'aiuto dei russi sia la volta buona.