Mondo Solidale

Terrorismo, "Alle divisioni e all'intolleranza si risponde con l'inclusione"

L'organizzazione Progressi, l'Arci e l'UCOII - l'Unione delle comunità islamiche d'Italia - lanciano un appello che verrà poi sottoposto al Presidente del Consiglio Renzi, al ministro degli Esteri Gentiloni e a quello della difesa Pinotti

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ROMA  – Un appello contro ogni forma di terrorismo e di intolleranza. A lanciarlo è Progressi, organizzazione no profit di mobilitazione on line e sul territorio. Tra i primi aderenti Arci, UCOII - l'Unione delle comunità islamiche d'Italia, e Incontri di Civiltà. A una settimana dagli attacchi di Bruxelles, crescono le divisioni e le forme di intolleranza in Europa, con la ricerca di facili capri espiatori, primi tra tutti i migranti e i musulmani. “Per questo motivo, abbiamo consultato i nostri iscritti chiedendo cosa dovrebbero fare le istituzioni oggi – spiega Vittorio Longhi, fondatore di Progressi - e, sulla base delle risposte ottenute, abbiamo deciso di rivolgere un appello al governo per intervenire sulle cause del terrorismo, investigare sulle reti che lo facilitano e agire sugli interessi economici che lo alimentano. Chiediamo di scegliere la strada dell'inclusione sociale e di combattere il terrorismo così come ogni altra forma di intolleranza in Europa”.

Le voci dell'Arci e dell'UCOII. Il vicepresidente di Arci, Filippo Miraglia, ha aggiunto: “La priorità è oggi sconfiggere la cultura dell’odio e della morte con risposte collettive e con la partecipazione di cittadini e cittadine ad una battaglia di civiltà che riguarda la nostra democrazia e il nostro futuro”. “Non potevamo che aderire a questo appello - afferma Izzeddin Elzir, Imam di Firenze e Presidente Unione delle Comunità Islamiche d'Italia UCOII – Dobbiamo essere tutti uniti di fronte al terrorismo e alla criminalità”.

Per aderire all'appello. È possibile aderire all'appello tramite questo link, oppure seguendo l'hastag #unasolabandiera. Le firme verranno poi consegnate al presidente del Consiglio Matteo Renzi, al ministro degli Esteri Paolo Gentiloni e al ministro della Difesa Roberta Pinotti.