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Aleppo, l'arte di sopravvivere tra "orti di guerra" e sigarette con le foglie di vite

Da luglio, più di 250.000 persone vivono prigioniere nella parte ancora in mano agli Jihadisti dove non arrivano aiuti, manca il cibo, l’acqua, il combustibile, l’energia elettrica, i medicinali. Una situazione disperata che ha obbligato gli assediati ad aguzzare l’ingegno e persino una briciola di amara ironia
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BEIRUT -  Vecchie biciclette trasformate per ricaricare le batterie, buste e pezzi di plastica che, grazie a un procedimento quasi alchemico, diventano combustibile liquido, sigarette fatte con foglie e tralci di vite essiccati. Potrebbe sembrare di sfogliare il catalogo di una fiera ecologista per il riciclo, *ma non è così. Queste sono  solo alcune delle invenzioni degli assediati di Aleppo.
 
E' come fossimo tornti all'età della pietra. Da luglio, più di 250.000 persone vivono prigioniere nella parte ancora in mano agli Jihadisti. In quelle aree non arrivano aiuti, manca il cibo, l’acqua, il combustibile, l’energia elettrica, i medicinali e anche le sigarette. Una situazione disperata che ha obbligato gli assediati ad aguzzare l’ingegno per cercare di sopravvivere. “È come se fossimo tornati indietro all’età della pietra”. Ha raccontato al telefono Khaled Kurdiyah, che vive nel quar…
BEIRUT -  Vecchie biciclette trasformate per ricaricare le batterie, buste e pezzi di plastica che, grazie a un procedimento quasi alchemico, diventano combustibile liquido, sigarette fatte con foglie e tralci di vite essiccati. Potrebbe sembrare di sfogliare il catalogo di una fiera ecologista per il riciclo, *ma non è così. Queste sono  solo alcune delle invenzioni degli assediati di Aleppo.
 
E' come fossimo tornti all'età della pietra. Da luglio, più di 250.000 persone vivono prigioniere nella parte ancora in mano agli Jihadisti. In quelle aree non arrivano aiuti, manca il cibo, l’acqua, il combustibile, l’energia elettrica, i medicinali e anche le sigarette. Una situazione disperata che ha obbligato gli assediati ad aguzzare l’ingegno per cercare di sopravvivere. “È come se fossimo tornati indietro all’età della pietra”. Ha raccontato al telefono Khaled Kurdiyah, che vive nel quartiere Karam al-Jabal, ad Aleppo est. Kurdiyah è l’inventore della “lattina”, un recipiente metallico con una ventola per potenziare al massimo un piccolo fuoco alimentato a legna. “Sembra incredibile, ma il risultato è simile a quello di una stufa a gas e brucia pochissimo legno. Mentre ci scaldiamo facciamo anche bollire l’acqua per il the e cuciniamo il poco che abbiamo.”

Benzina e gasolio sempre più preziosi. Come molti beni di prima necessità, la benzina e il gasolio sono sempre più preziosi e l’energia elettrica è poco più di una chimera. Così, un professore di chimica dell’Università ha sviluppato una tecnica che permette di estrarre dagli scarti di plastica un combustibile simile alla nafta. “Ho cominciato pensando che se la plastica è un derivato del petrolio – dice Abdullah Kharim - doveva esistere un modo per estrarre il petrolio dalla plastica.” Il processo, però, è pericoloso e può causare esplosioni. “Purtroppo so di almeno una persona morta mentre usava il mio metodo di estrazione.”

Si pedala per ricaricare le batterie. Kurdiyah racconta del sistema per produrre energia pulita e sicura messo a punto da Abu Rahmo. L’anziano artigiano nella sua bottega da meccanico salda una dinamo, recuperata dalle automobili in disuso, nella parte posteriore di una vecchia bicicletta. Pedalando si ricaricano batterie da auto o da camion che poi servono per accendere la luce, far andare la pompa di un pozzo e ricaricare il telefono. “Riesce a vendere due o tre delle sue biciclette a settimana. La mia è costata 10.000 Lire Siriane (circa 20 dollari). Si fatica un po’, ma funziona davvero e ci si tiene anche in forma...”

E sorgono gli "orti di guerra". Tra i mille espedienti escogitati non mancano gli orti di guerra. Gli assediati raccontano che ogni piccolo contenitore, ogni poco di terra che si riesce a raccogliere diventano un vaso dove coltivare qualcosa di commestibile. Gli alimenti scarseggiano e i prezzi sono arrivati alle stelle. Un chilo di zucchero costa quasi 10 dollari, quando si riesce a trovare, i prezzi dei pomodori e delle patate da luglio a oggi sono aumentati di quasi sei volte. “Sono riuscito a comprare alcuni semi al mercato nero – dice con orgoglio Kurdiyah – oggi ho prezzemolo e ravanelli, ma presto arriveranno gli spinaci e le bietole.”

Foglie di vite per fare sigarette. Nei momenti di calma tra un bombardamento e l’altro, i residenti della zona orientale di Aleppo si siedono lungo le strade e abilmente arrotolano sigarette, ma invece di tabacco usano foglie di vite, essiccate e triturate. “Un pacchetto di sigarette vale più dell'oro in questi giorni, e il prezzo sale continuamente. Le sigarette vere (quelle con il tabacco ndr) le chiamiamo le straniere e una sola costa anche quattro dollari. Prima dell’assedio quello era il prezzo per un pacchetto intero.”

L'ottimismo amaro di chi sopravvive. Nonostante la gravità della situazione Kurdiyah non sembra aver perso del tutto il suo spirito. “Da un certo punto di vista siamo fortunati, obbligati a vivere in modo quasi sano. Pedaliamo per avere energia, mangiamo verdure biologiche, fumiamo poco e non beviamo alcol, quasi una spa. Dall’inizio della guerra ho perso 20 chili, purtroppo ho perso molti più amici e parenti.”