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Yemen, l'ennesimo attentato suicida fra la gente: una guerra che non da tregua ai civili

Testimoni hanno riferito di un'esplosione micidiale che sembrava aver preso di mira un campo usato dalle forze anti-terrorismo nel sud-ovest di Aden. Secondo l'Onu, la responsabilità maggiore dei disastri in termini di vittime civili va alla coalizione a guida saudita, che ha causato il doppio delle vittime rispetto a tutte le altre forze messe insieme. Quasi tutte per gli attacchi aerei

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SANA'A - La popolazione yemenita sta subendo quotidianamente le conseguenze sanguinose di una guerra cominciata ormai  tre anni fa e che ha già provocato migliaia di morti, decine di migliaia di feiriti e centinaia di migiaia di profughi. E' di oggi la notizia - diffusa da agenzie internazionali e da organizzazioni umanitarie - che dozzine di persone sono state uccise o ferite in due attentati suicidi in auto nella città portuale dello Yemen meridionale di Aden. Testimoni hanno riferito che gli attacchi sembravano aver preso di mira un campo usato dalle forze anti-terrorismo nel sud-ovest di Aden. Funzionari dell'ospedale principale della città di Jumhouriya hanno detto che i corpi di cinque vittime, la maggior parte dei quali soldati, erano arrivati nella struttura, assieme a un certo numero di feriti, tra i quali molti civili, ma non hanno dato cifre precise.

Un'esplosione micidiale. Non c'è stata ancora alcuna immediata rivendicazione di responsabilità per l'attacco in una zona conosciuta come Gold Mohr nel distretto di Tawahi ad Aden, dove la forza dell'esplosione ha distrutto le auto civili parcheggiate fuori dal campo e riempirono la strada di detriti. E' stato il primo attacco del genere da quando sono esplosi scontri a fuoco tra separatisti meridionali e il governo del presidente Abd-Rabbu Mansour Hadi il mese scorso, per il controllo della città. I residenti hanno descritto due grandi esplosioni nell'area, dove una nuvola di fumo grigio si è alzata sopra l'area, mentre le ambulanze hanno corso per soccorrere i feriti. Inizialmente, i residenti avevano detto che uno dei bombardieri aveva preso di mira un ufficio del separatista Southern Transitional Council, ma un membro del gruppo ha poi detto che non c'era alcun attacco sull'edificio.

Il maggior numero di morti civili per le bombe saudite. Il conflitto civile è in corso dal marso del 2015, tra due fazioni che affermano di costituire il legittimo governo dello Stato. Due fazioni fomentate e armate da due potenze straniere: il blocco sunnita, che fa capo all'Arabia Saudita e quello sciita che ha il sostegno dell'Iran. Da una parte, dunque le forze degli Huti - un gruppo armato sciita-zaydita (all'interno del quale però militano anche elementi sunniti) che lotta contro il governo. La formazione armata viene chiamata "Partigiani di Dio". Gli Huti controllano la capitale, Sana'a e godono del sostegno delle forze fedeli all'ex presidente, Ali Abdullah Saleh. Lo sconto avviene con le formazioni armate che invece sono leali al governo di Abd Rabbuh Mansur Hadi, che ha sede ad Aden. In tutto questo, potevano mancare anche i tagliagole del cosiddetto stato islamico? Ovviamente no. E infatti in questa guerra, a quanto pare, controllano pezzi di territorio nel centro del Paese e anche lungo la costa. Una guerra nella quale - secondo Alto commissariato Onu per i diritti umani - la responsabilità maggiore dei disastri in termini di vittime civili va alla coalizione a guida saudita, che ha causato il doppio delle vittime civili rispetto a tutte le altre forze messe insieme. Quasi tutte per gli attacchi aerei.